ROBINSON KIM STANLEY.
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IL VERDE DI MARTE.
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Parte 1.
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Titolo originale: Green Mars.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Per Lisa e David.
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Capitolo primo.
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Areoformazione.
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Il punto non  creare un'altra Terra, un'altra Alaska, o Tibet, o Vermont, o Venezia, e neppure
un Antartide. Il punto  creare qualcosa di nuovo e strano... qualcosa di marziano.
In un certo senso, le nostre intenzioni non hanno importanza. Anche se tentassimo di creare
un'altra Siberia, o un Sahara, non funzionerebbe. L'evoluzione non lo permetterebbe, e questo 
fondamentalmente un processo evolutivo, un'impresa spinta a un livello al di sotto delle intenzioni,
come quando la vita ha effettuato il primo balzo miracoloso nello scaturire dalla materia, o quando 
strisciata fuori dal mare e sulla terraferma.
Lottiamo di nuovo con la matrice di un nuovo mondo. Naturalmente, tutti i modelli genetici per
il nostro nuovo biota sono terrestri, ma il terreno  marziano, ed esso  di per s un potente ingegnere
genetico che determina cosa possa prosperare e cosa no, portando avanti una differenziazione
progressiva e, di conseguenza, l'evoluzione di nuove specie. Con il passare delle generazioni, tutti i
membri di una biosfera si evolvono insieme, adattandosi al loro territorio in una complessa risposta
comune, una capacit creativa di autoprogettazione. Per quanto noi possiamo intervenire, questo
processo  essenzialmente al di fuori del nostro controllo. I geni mutano, le creature si evolvono:
emerge una nuova biosfera, e con essa una nuova noosfera. E alla fine anche la mente dei progettatori,
insieme a tutto il resto, viene modificata per sempre.
Questo  il processo di areoformazione.
Un giorno, il cielo cadde. Lastre di ghiaccio si schiantarono nel lago e presero a riversarsi sulla
spiaggia. I bambini si sparpagliarono come piovanelli spaventati. Nirgal oltrepass di corsa le dune,
fino al villaggio, e fece irruzione nella serra, gridando: Il cielo sta cadendo! Il cielo sta cadendo!
Peter si lanci fuori dalla porta e super le dune correndo troppo in fretta perch Nirgal potesse
seguirlo.
Sulla spiaggia, grandi lastre di ghiaccio trapassavano la sabbia e alcuni blocchi di ghiaccio
secco crepitavano nelle acque del lago. Quando i bambini furono tutti raccolti intorno a lui, Peter
rimase fermo con la testa piegata all'indietro, fissando la cupola che si trovava tanto pi in alto.
Torniamo al villaggio disse loro, in quel suo tono pratico. Sulla via del ritorno, scoppi a ridere. Il
cielo sta cadendo! esclam con voce stridula, arruffando i capelli di Nirgal. Lui arross, Dao e Jackie
risero, con il respiro che usciva loro di bocca in rapide volute bianche.
Peter era uno di quelli che si arrampicavano lungo i lati della cupola per ripararla. Lui, Kasei e
Michel si muovevano come ragni al di sopra del villaggio, in piena vista di tutti, al di sopra della
spiaggia e poi del lago, fino a sembrare pi piccoli di bambini, appesi a imbracature di corde fissate a
rampini da ghiaccio. Lass, spruzzavano d'acqua la crepa nella cupola finch essa non congelava a
formare un nuovo strato trasparente che ricopriva il ghiaccio secco. Quando tornavano gi, parlavano
del mondo che fuori si andava riscaldando sempre di pi. Hiroko era uscita dalla sua piccola casa di
bamb vicino al lago. Dovremo andarcene? le chiese Nirgal.
Dobbiamo sempre andarcene rispose Hiroko. Su Marte non c' niente di durevole.
A Nirgal per piaceva vivere sotto la cupola. Al mattino si dest nella sua stanza rotonda fatta
di bamb, in alto nel Nido a Mezzaluna, e corse fuori sulle dune gelate insieme a Jackie, Rachel, Frantz
e agli altri che erano pi mattinieri. Sulla riva opposta vide Hidoko camminare lungo la spiaggia come
una danzatrice, fluttuando sopra la propria immagine riflessa. Avrebbe voluto raggiungerla, ma era ora
di andare a scuola.
Tornarono al villaggio e si accalcarono nello spogliatoio della scuola per appendere l i piumini
e sostare con le mani gelate protese sulla grata di riscaldamento mentre aspettavano l'arrivo
dell'insegnante assegnato loro quel giorno. Poteva essere il Dottor Robot, e si sarebbero annoiati a
morte, mentre contavano i suoi battiti di palpebre come fossero i secondi sull'orologio. Oppure poteva
essere la Strega Buona, vecchia e brutta, e allora sarebbero potuti restare all'aperto per tutto il giorno,
esuberanti per la gioia del lavoro manuale. Se poi si fosse trattato della Strega Cattiva, vecchia e bella,
si sarebbero trovati inchiodati ai banchi per tutta la mattina mentre cercavano di pensare in russo e
rischiavano una bacchettata sulla mano se ridacchiavano o si assopivano. La Strega Cattiva aveva i
capelli argentei, uno sguardo feroce e un naso aquilino, come i falchi pescatori che vivevano fra i pini,
vicino al lago. Nirgal aveva paura di lei.
Come gli altri, nascose quindi il suo sgomento quando la porta della scuola si apr ed entr la
Strega Cattiva. Quel giorno lei per appariva stanca, e permise loro di uscire in orario anche se erano
stati scarsi in aritmetica. Nirgal segu Jackie e Dao fuori dalla scuola e oltre l'angolo, nel vicolo fra
l'Asilo della Mezzaluna e il retro delle cucine. Dao urin contro il muro, Jackie si tir gi i pantaloni
per dimostrare che poteva farlo anche lei, e proprio in quel momento la Strega Cattiva svolt l'angolo.
Li trascin tutti fuori dal vicolo per un braccio, con Nirgal e Jackie stretti saldamente in uno dei suoi
artigli, e l sulla piazza, in pubblico, sculacci quest'ultima mentre inveiva in tono furioso contro i
ragazzi. Voi due tenetevi alla larga da lei!  vostra sorella! Piangendo e contorcendosi per tirarsi su i
pantaloni, Jackie vide Nirgal che la guardava e cerc di colpire sia lui che Maya con lo stesso colpo
furioso, ma ottenne solo di cadere sul posteriore nudo e si mise a urlare.
Non era vero che Jackie era loro sorella. C'erano dodici bambini sansei a Zigote, si
conoscevano tutti come fratelli e sorelle, e molti di loro lo erano, ma non tutti. Si trattava di una cosa
che li confondeva, e di cui parlavano di rado. Jackie e Dao erano i pi grandi, Nirgal era pi giovane di
una stagione, e gli altri avevano tutti un'altra stagione in meno: Rachel, Emily, Reull, Steve, Simud,
Nanedi, Tiu, Frantz e Huo Hsing. Hiroko era la madre di tutti, a Zigote, ma non in senso reale, non per
tutti. Lei era veramente madre di Nirgal, Dao e altri sei sansei, e anche di parecchi fra i nisei adulti. I
figli della dea madre.
Jackie per era figlia di Esther, che se ne era andata dopo una lite con Kasei, il padre di Jackie.
Pochi fra loro sapevano per chi fosse il loro padre. Una volta, Nirgal stava strisciando su per una duna
per inseguire un granchio quando pi in alto aveva visto incombere su di s Esther e Kasei, lei che
piangeva e lui che gridava: Se mi vuoi lasciare, allora fallo! Anche lui stava piangendo. Aveva un
canino di pietra rosa, e anche lui era figlio di Hiroko, quindi Jackie era sua nipote. Era cos che
funzionava. Jackie aveva lunghi capelli neri ed era la pi veloce nella corsa, a Zigote, con l'eccezione
di Peter. Nirgal aveva una maggiore resistenza, e a volte correva intorno al lago tre o quattro volte di
fila, giusto per il gusto di farlo, ma Jackie era pi rapida negli sprint. E rideva per tutto il tempo. Se poi
Nirgal provava a discutere con lei, rispondeva: D'accordo, zio Nirgie. E rideva ancora. Lei era sua
nipote, anche se era di una stagione pi grande di lui, ma non era sua sorella.
La porta della scuola si spalanc rumorosamente e apparve Coyote, il loro insegnante del
giorno. Coyote viaggiava per tutto il mondo e passava pochissimo tempo a Zigote. Era un grande
giorno, quando era lui a tener lezione. Li portava in giro per tutto il villaggio, trovando cose strane da
fare, ma per tutto il tempo uno di loro doveva leggere ad alta voce da libri che era impossibile capire,
scritti da filosofi che erano tutti morti. Bakunin, Nietzsche, Mao, Bookchin... i pensieri comprensibili di
quelle persone spiccavano come ciottoli inattesi su una lunga spiaggia di parole senza senso. Le storie
che Coyote faceva leggere loro dall'Odissea o dalla Bibbia erano pi facili da capire, anche se
sconcertanti, perch in esse le persone si uccidevano a vicenda di continuo, e Hiroko diceva che questo
era sbagliato.
Coyote rideva di Hiroko, e a volte scoppiava a ridere senza un motivo evidente mentre
leggevano quelle storie sanguinarie, poi poneva loro domande difficili su quanto avevano letto, e
discuteva con loro come se sapessero di cosa parlavano, il che era sconcertante. Tu cosa faresti?
Perch faresti proprio questo? E intanto insegnava loro come funzionava un riciclatore di carburante
di Rickover, o faceva loro controllare gli stantuffi idraulici della macchina che generava le onde del
lago, fino a quando le loro mani da bluastre diventavano bianche e battevano i denti al punto che non
riuscivano a parlare con chiarezza. Certo che voi bambini vi infreddolite facilmente diceva allora.
Tutti tranne Nirgal.
Nirgal stava bene al freddo. Ne conosceva intimamente i molti stadi e non gli dispiaceva la
sensazione che dava. Le persone che non amavano il freddo non capivano che qualcuno si potesse
adeguare a esso, che era possibile neutralizzarne gli effetti negativi con una sufficiente spinta interiore.
Nirgal aveva molta familiarit anche con il caldo. Se emanavi calore con forza sufficiente, allora il
freddo diventava soltanto una sorta di vivido involucro nel quale ti muovevi. Di conseguenza, il suo
effetto ultimo era quello di uno stimolante, ti faceva venire voglia di correre.
Ehi, Nirgal, qual  la temperatura dell'aria?
Due settantuno
La risata di Coyote faceva paura, un gracchiare animalesco che includeva tutti i rumori che
qualsiasi cosa potesse produrre. Ed era diversa ogni volta. Avanti, fermiamo la macchina per le onde e
vediamo che aspetto ha il lago quando  piatto.
L'acqua del lago era sempre liquida, mentre quella che rivestiva l'interno della cupola doveva
rimanere congelata. Questo spiegava la maggior parte del clima mesocosmico, per usare le parole di
Sax, che dava loro le foschie, i venti improvvisi, e poi la pioggia, la nebbia e a volte la neve. Quel
giorno la macchina del clima era quasi silenziosa e il grosso emisfero di spazio sotto la cupola era
pressoch senza vento. Quando disattivarono la macchina, il lago si trasform ben presto in una lastra
piatta e rotonda. La sua superficie assunse lo stesso colore bianco della cupola, ma il fondale coperto di
alghe verdi era ancora visibile attraverso quel candore, per cui il lago era insieme di color bianco puro e
verde scuro. Sulla riva opposta, le dune e i pini nani si riflettevano a testa in gi su quella superficie in
due tonalit, come in uno specchio. Nirgal fiss quello spettacolo, affascinato, dimentico di tutto ci
che non fosse quella pulsante visione fra il verde e il bianco. Lo vide: c'erano due mondi, e non uno...
due mondi nello stesso spazio, entrambi visibili, separati e diversi ma collassati uno nell'altro, per cui
erano visibili come due soltanto da certe angolazioni. Spinse contro l'involucro della vista, proprio
come faceva contro l'involucro del freddo: doveva spingere! Che colori...!
Marte chiama Nirgal, Marte chiama Nirgal!
Risero di lui. Gli dissero che quell'estraniarsi era una cosa che faceva sempre. I suoi amici gli
volevano bene, lo vedeva dal loro volto. Coyote stacc frammenti piatti di ghiaccio dalla spiaggia e li
lanci in modo che rimbalzassero sulle acque del lago. Lo fecero tutti, fino a quando l'intersecarsi di
quelle increspature biancoverdi fece tremare e danzare quel mondo capovolto. Guardate! grid
Coyote.
Fra un lancio e l'altro cantilenava, in quel suo inglese elegante che era come un canto perenne:
Voi bambini state vivendo l'esistenza migliore di tutta la storia. La maggior parte della gente  solo un
fluido che scorre nella grande macchina del mondo, mentre voi siete qui, testimoni nel momento della
nascita di un mondo! Incredibile! Per  pura fortuna, sapete, non ne avete merito, almeno finch non
farete qualcosa con questa fortuna. Sareste potuti nascere in una dimora signorile, in una prigione, in
una baraccopoli di Porto di Spagna, e invece siete qui a Zigote, il cuore segreto di Marte! Naturalmente
adesso siete rintanati quaggi come talpe nella tana, con gli avvoltoi lass pronti a divorarvi, ma
arriver il giorno in cui vi aggirerete per questo pianeta, liberi da ogni vincolo. Ricordate quello che vi
dico,  una profezia, bambini miei! E intanto guardate quando  bello questo piccolo paradiso di
ghiaccio.
Lanci una scheggia di ghiaccio dritta contro la cupola, mentre tutti loro cantilenavano le
parole, Paradiso di Ghiaccio! Paradiso di Ghiaccio! Paradiso di Ghiaccio!' fino a scoppiare in una
risata irrefrenabile.
Quella notte per Coyote parl con Hiroko, quando credeva che nessuno stesse ascoltando.
Roko, devi portare fuori quei bambini e mostrare loro il mondo, anche solo sotto la cappa di nebbia.
Quaggi sono come talpe in un buco, per l'amor di Cristo! Poi se ne and di nuovo, chiss dove, per
uno di quei suoi misteriosi viaggi in quell'altro mondo che si stendeva su di loro.
Alcuni giorni Hiroko veniva al villaggio per essere la loro insegnante, e per Nirgal quelli erano i
giorni migliori. Lei li portava sempre gi alla spiaggia, e andare laggi con Hiroko era come essere
toccati da un dio. Quello era il suo mondo... il mondo verde dentro a quello bianco... e lei conosceva
tutto riguardo a esso. Quando lei era l, i sottili colori perlacei della sabbia e della cupola pulsavano
contemporaneamente di quelli dei due mondi, come se cercassero di liberarsi da ci che li tratteneva.
Sedevano sulle dune a guardare gli uccelli acquatici saltellare e ciangottare mentre si lanciavano
su e gi per la riva. I gabbiani vorticavano in alto e Hiroko faceva loro molte domande, con uno
scintillio allegro negli occhi neri. Lei viveva vicino al lago con un piccolo gruppo di intimi... Iwao,
Rya, Gene, Evgenia... che abitavano tutti in una piccola costruzione di bamb fra le dune. Inoltre
passava parecchio tempo a visitare altri rifugi nascosti intorno al polo sud, quindi aveva sempre
bisogno di aggiornarsi riguardo alle novit del villaggio. Era una donna snella, alta per essere una issei,
ordinata come uno degli uccelli acquatici sia nel vestire che nei movimenti. Era vecchia, naturalmente,
aveva un'et assurda, come tutti gli issei, ma nei suoi modi c'era qualcosa che la faceva sembrare
perfino pi giovane di Peter o di Kasei... addirittura appena pi vecchia dei bambini stessi, con tutto il
mondo che appariva nuovo intorno a lei e premeva per dividersi in tutti i suoi colori.
Guardate il disegno di questa conchiglia. Il vortice punteggiato descrive curve che si perdono
nell'infinito. Quella  la forma stessa dell'universo. C' una pressione costante che esercita una spinta
sul suo disegno, una tendenza della materia a evolversi in forme sempre pi complesse.  una sorta di
forza di gravit del disegno, un sacro potere di inverdire che chiamiamo viriditas e costituisce la forza
propellente del cosmo.  la vita, capite. Come queste pulci di mare, ostriche e krill... anche se questi
particolari krill sono morti e cos aiutano le pulci di mare. Come tutti noi continu, agitando una mano
come una ballerina. E poich siamo vivi, dobbiamo dire che l'universo  vivo. Noi siamo la sua
consapevolezza, oltre che la nostra, emergiamo dal cosmo e vediamo la sua rete di disegni, che ci
appare splendida. E questa sensazione  la cosa pi importante di tutto l'universo, il suo culmine, come
il colore di un fiore appena sbocciato in un mattino di pioggia.  una sensazione sacra, e il nostro
compito in questo mondo  di fare tutto il possibile per nutrirlo. Uno dei modi per farlo  quello di
diffondere la vita ovunque. Aiutarlo a esistere dove prima non c'era vita, come qui su Marte.
Questo era per lei il supremo atto di amore, e quando ne parlava, anche se non capivano a
fondo, i bambini sentivano quell'amore. Era un altro tipo di spinta, un altro genere di calore
nell'involucro del freddo. Lei li toccava con le sue parole, e loro scavavano in cerca di conchiglie
mentre ascoltavano. Vongola del fango! Ostrica antartica! Una spugna vitrea... attenti, potete
tagliarvi! Il solo guardarla rendeva felice Nirgal.
Una mattina, mentre smettevano di scavare per riprendere a setacciare la spiaggia, lei incontr il
suo sguardo e Nirgal riconobbe la sua espressione... era la stessa che aveva sulla faccia quando la
guardava, lo sentiva nei suoi stessi muscoli. Quindi anche lui la rendeva felice! Un pensiero inebriante.
La prese per mano mentre camminavano sulla spiaggia. Sotto certi aspetti  un'ecologia
semplice disse lei, mentre si inginocchiavano a esaminare un'altra conchiglia. Non ci sono molte
specie, la catena alimentare  corta, ma sono cos ricche, cos belle. Prov la temperatura del lago con
la mano. Vedi la nebbia? Oggi l'acqua deve essere calda.
A quel punto lei e Nirgal erano rimasti soli, perch gli altri bambini correvano intorno alle dune,
o su e gi per la spiaggia. Nirgal si chin a toccare un'onda mentre si fermava vicino ai loro piedi
prima di ritrarsi lasciandosi dietro un merletto di spuma.  due settantacinque K, forse un po' di pi.
Ne sei sicuro?
Sento sempre la temperatura esatta
Toccami e dimmi se ho la febbre chiese Hiroko.
Nirgal si protese e le premette la mano contro il collo. No, sei fresca.
 tutto a posto. Registro sempre un mezzo grado in meno. Vlad e Ursula non riescono a capire
il perch.
 perch sei felice.
Hiroko rise, cosa che la fece apparire identica a Jackie, soffusa di gioia. Ti voglio bene,
Nirgal.
Lui si sent scaldare dentro, come se avesse avuto una grata riscaldante nel corpo. Guadagn
almeno mezzo grado. E io voglio bene a te.
Si avviarono lungo la spiaggia tenendosi per mano e seguendo in silenzio i piovanelli.
Coyote torn, e Hiroko gli disse: D'accordo, portiamoli fuori.
E cos il mattino successivo, quando si radunarono per la scuola, Hiroko, Coyote e Peter li
condussero fuori dai portelli e gi per il lungo tunnel bianco che collegava la cupola al mondo esterno.
All'altra estremit c'erano l'hangar e, sopra di esso, la galleria nell'altura. In passato avevano percorso
la galleria con Peter, guardando fuori dalle piccole finestre polarizzate la sabbia gelida e il cielo rosa,
cercando di scorgere il grande muro di ghiaccio secco che li circondava... la calotta polare antartica, il
fondo del mondo, dove vivevano per evitare di essere notati da persone che li avrebbero messi in
prigione.
Per questo erano sempre rimasti all'interno della galleria. Quel giorno, per, andarono
nell'hangar e si infilarono tute elastiche aderenti, arrotolando le maniche e il fondo dei pantaloni. Poi fu
la volta di stivali pesanti e guanti stretti, e infine il casco, con una finestra a bolla sul davanti. La loro
eccitazione and crescendo fino a diventare qualcosa di simile alla paura, soprattutto quando Simund si
mise a piangere, dichiarando che non voleva uscire. Hiroko la calm accarezzandola a lungo. Vieni,
Ci sar io con te.
Si strinsero in un gruppetto silenzioso mentre gli adulti li scortavano nel portello stagno. Ci fu
un suono sibilante, poi il portello esterno si apr. Tenendosi aggrappati agli adulti, si avventurarono con
cautela all'esterno, sbattendo gli uni contro gli altri nel muoversi.
C'era troppa luce per poter vedere, ed erano avviluppati da una vorticante nebbia bianca. Il
terreno era punteggiato di intricati fiori di ghiaccio, che scintillavano tutti in quel bagno di luce. Nirgal
stringeva la mano di Hiroko e quella di Coyote, che lo spinsero in avanti e lasciarono la presa. Lui
barcoll sotto l'aggressione di quella luce bianca. Questa  la cappa di nebbia spieg la voce di
Hiroko, che usciva dall'interfono del casco. Permane per tutto l'inverno. Adesso per ci sono 205K
ed  primavera, quando la forza verde esercita la massima pressione sul mondo, alimentata dalla luce
del sole. Guarda!
Lui non riusciva a vedere niente tranne una sfera di fuoco bianco che si andava condensando.
D'un tratto, la luce del sole la trapass, trasformandola in una pioggia di colore, tingendo la sabbia
ghiacciata del colore del magnesio e facendo apparire i fiori di ghiaccio come gioielli incandescenti. Il
vento gli premeva contro il fianco e lacerava la nebbia. In essa si aprirono degli squarci che rivelarono
la terra che si stendeva in lontananza, la cui vista lo fece barcollare. Era grande, cos grande! Tutto era
cos grande... pieg un ginocchio sulla sabbia e premette le mani sull'altra gamba per mantenere
l'equilibrio. Le rocce e i fiori di ghiaccio intorno ai suoi stivali scintillavano come sotto un
microscopio. Le rocce erano punteggiate da scaglie rotonde di licheni verdi e neri.
All'orizzonte si vedeva una bassa collina dalla sommit piatta. Un cratere. Nella ghiaia si
scorgevano le tracce di un rover, quasi colmate dalla brina, come se fossero state antiche di un milione
di anni. Disegni pulsavano in quel caos di luce e rocce, licheni verdi che premevano contro il bianco...
Tutti parlavano contemporaneamente. Gli altri bambini cominciavano a correre in giro,
inebriati, stridendo di gioia quando la nebbia si apriva e permetteva loro di intravedere il cielo rosa
scuro. Coyote rideva. Sono come vitelli nati d'inverno e lasciati uscire dal fienile a primavera, guarda
come inciampano, poveretti... ah ah ah... Roko, questo non  modo di farli vivere ridacchi nel
sollevare i bambini dalla sabbia per rimetterli in piedi.
Nirgal si rialz e prov a saltellare a titolo di esperimento. Sentiva che sarebbe potuto fluttuare
via e fu lieto che i suoi stivali fossero tanto pesanti. Un lungo rialzo del terreno, alto fino alla spalla, si
allontanava tortuoso dalla collina di ghiaccio, e Jackie camminava sulla sua cresta quando corse a
raggiungerla, barcollando su per la salita per via del terreno cosparso di rocce. Si arrampic sul costone
e scivol nel suo ritmo di corsa, sentendosi come se stesse volando e potesse correre per sempre.
Si ferm accanto a lei. Insieme, si girarono a guardare verso la collina di ghiaccio e gridarono di
gioia mista a timore: si levava all'infinito nella nebbia. Un raggio di sole del mattino si rivers su di
loro come acqua fusa ed entrambi si girarono, incapaci di guardarlo. Sbattendo le palpebre contro
l'inondazione di lacrime, Nirgal vide la sua ombra proiettata contro la nebbia strisciare sulle rocce sotto
di loro. Essa era circondata da un'ampia fascia circolare di luce arcobaleno. Lanci un forte grido che
indusse Coyote a raggiungerli di corsa, mentre la sua voce esclamava all'orecchio di Nirgal: Cosa c'
che non va? Cosa succede?
Si ferm quando vide l'ombra. Ehi,  una gloria! Quella si chiama gloria, ed  come lo Spettro
del Brocken. Agita le braccia su e gi! Guarda i colori! Cristo onnipotente, siete davvero fortunati!
D'impulso, Nirgal si port accanto a Jackie, e le loro glorie si fusero, diventando un unico alone
di lucenti colori arcobaleno che circondava la loro doppia ombra azzurrina. Jackie scoppi in una risata
deliziata e si spost per provare a fare la stessa cosa con Peter.
Circa un anno pi tardi, Nirgal e gli altri bambini cominciarono a capire come far fronte alle
giornate in cui il loro insegnante era Sax. Lui cominciava andando alla lavagna e parlando come un'IA
particolarmente priva di carattere, e dietro la sua schiena loro roteavano gli occhi e facevano smorfie
mentre lui continuava a parlare in tono monotono di pressioni parziali o di raggi infrarossi. Poi uno di
loro vedeva un'opportunit e dava inizio al gioco. Lui era impotente a reagire. Diceva cose come: In
una termogenesi esente da tremito il corpo produce calore usando cicli inutili. Allora uno dei bambini
alzava la mano e chiedeva: Ma perch, Sax? Poi tutti fissavano il banco, senza guardarsi a vicenda,
mentre lui si accigliava, come se una cosa del genere non fosse mai successa prima, e rispondeva:
Ecco, non usa altrettanta energia quanto lo fa il tremare. Le proteine dei muscoli si contraggono, ma
invece di afferrarsi a vicenda, scivolano le une sulle altre, e questo crea calore.
Ma come succede? domandava Jackie, con tanta sincerit che per poco tutta la classe non
scoppiava a ridere.
Adesso lui sbatteva le palpebre, tanto in fretta che l'intera classe rischiava di perdere il controllo
solo a guardarlo. Ecco, gli amminoacidi nelle proteine hanno un legame covalente spezzato e la
frattura libera quella che chiamiamo energia di dissociazione del legame.
Ma perch?
Il battito di ciglia si intensificava. Ecco,  solo una questione di fisica. E prendeva a tracciare
vigorosamente un diagramma sulla lavagna. I legami covalenti si formano quando due orbitali atomici
si uniscono a formale un singolo orbitale occupato da elettroni di entrambi gli atomi. Spezzare questo
legame libera da trenta a cento chilocalorie di energia immagazzinata.
Ma perch? chiedevano in coro parecchi bambini.
Questo faceva passare Sax alla fisica subatomica, dove la catena dei perch e delle spiegazioni
poteva continuare per mezz'ora senza che lui dicesse una sola cosa che fossero in grado di capire. Alla
fine, potevano percepire che il gioco si avvicinava alla fine. Ma perch?
Ecco... Sax cominciava a essere in difficolt. Gli atomi vogliono acquisire il loro numero
stabile di elettroni, e si scambiano elettroni quando devono farlo.
Ma perch?
Sax assumeva l'aria di qualcuno in trappola.  cos che si legano gli atomi. Uno dei modi in
cui lo fanno.
Ma PERCH?
Lui scrollava le spalle.  cos che opera la forza subatomica.  stato cos che le cose sono
emerse...
A quel punto gridavano tutti in coro: Dal Big Bang!
Poi scoppiavano tutti a ridere, e Sax si accigliava nel rendersi conto che gliel'avevano fatta di
nuovo. Sospirando, tornava al punto in cui si era trovato quando il gioco era iniziato. Per, ogni volta
che loro ricominciavano con il gioco, lui pareva non ricordare mai i precedenti, a patto che il primo
perch? fosse abbastanza plausibile. E anche quando si rendeva conto di quello che stava succedendo,
pareva impotente a impedirlo. La sua sola forma di difesa era ribattere, con aria vagamente accigliata:
Perch cosa? Questo rallentava il gioco per un po', ma poi Nirgal e Jackie riuscivano a individuare
cosa, nella sua spiegazione, richiedesse maggiormente un perch, e finch riuscivano a farlo, Sax
sembrava ritenere che fosse suo dovere continuare a rispondere lungo tutta la catena che arrivava fino
al Big Bang o, come capitava ogni tanto, a un borbottato: Non lo sappiamo.
Non lo sappiamo! esclamava all'unisono la classe. Perch non lo sappiamo?
Non  stato spiegato, non ancora ribatteva lui, accigliandosi. Era cos che passavano le
mattine buone con Sax; sia lui che i bambini parevano d'accordo sul fatto che fossero migliori di quelle
cattive, quando lui continuava a parlare monotono, senza interruzioni o proteste. Questa  una cosa
davvero importante concludeva, e nel girare le spalle alla lavagna vedeva una massa di teste che
dormivano appoggiate sui banchi.
Una mattina, pensando all'espressione accigliata di Sax, Nirgal rest a scuola finch non furono
rimasti soltanto loro due, poi domand: Perch non ti piace quando ti chiediamo il perch di una
cosa?
L'espressione accigliata riapparve. Cerco di capire rispose lentamente Sax, dopo un lungo
silenzio. Vedi, io presto attenzione, molta attenzione alle cose. Quanta pi possibile. Mi concentro
sulla natura di ogni momento, e voglio capire perch tutto accade in un certo modo. Sono curioso, e
credo che tutto succeda per una ragione. Tutto. Quindi, dovremmo essere in grado di ricavare queste
ragioni e portarle alla luce. Quando non ci riusciamo... ecco, non mi piace. Mi irrita. A volte, lo
chiamo... Lanci a Nirgal una timida occhiata da cui lui cap che non aveva mai confidato questa cosa
a nessuno. Lo chiamo il grande inspiegabile.
Nirgal comprese improvvisamente che si trattava del mondo bianco. Il mondo bianco dentro a
quello verde, l'opposto del mondo verde dentro a quello bianco di Hiroko. E i due avevano sentimenti
opposti al riguardo. Guardando le cose dal lato verde, Hiroko affrontava il mistero, lo amava ed esso la
rendeva felice... era la viriditas, un potere sacro. Guardandole dal lato bianco, nel confrontarsi con
qualcosa di misterioso Sax vedeva il Grande Inspiegabile, pericoloso e terribile. Lui era interessato alla
verit, mentre Hiroko lo era al reale. O forse era il contrario... quelle erano parole ingannevoli. Meglio
dire che lei amava il mondo verde e Sax quello bianco.
Ma s! esclam Michel, quando Nirgal gli espose questa osservazione. Molto bene, Nirgal.
Hai una vista molto introspettiva. In terminologia archetipica potremmo definire il verde e il bianco
come il Mistico e lo Scientifico. Entrambi sono figure estremamente potenti, come vedi, ma se vuoi il
mio parere, quello che ci serve  quella combinazione di entrambi che chiamiamo l'Alchimista.
Il verde e il bianco.
Al pomeriggio, i bambini erano liberi di fare quello che volevano. A volte rimanevano con
l'insegnante, ma pi spesso correvano sulla spiaggia o giocavano al villaggio, che era annidato in
mezzo al suo gruppo di basse colline, a met strada fra il lago e l'ingresso del tunnel. Salivano le scale
a spirale delle grandi case di bamb e giocavano a nascondino fra le stanze sovrapposte, i nuovi
germogli e i ponti sospesi che le collegavano fra loro. I dormitori di bamb formavano una mezzaluna
che abbracciava la maggior parte del villaggio; ciascun grosso germoglio era alto da cinque a sette
segmenti, ciascuno dei quali era una stanza, e diventavano pi piccoli a mano a mano che salivano pi
in alto. Ciascuno dei bambini aveva una sua stanza nei segmenti pi alti dei germogli... cilindri verticali
dotati di finestra larghi quattro o cinque passi, come le torri dei castelli nelle storie che leggevano.
Sotto di loro, gli adulti avevano le loro stanze nei segmenti mediani, perlopi individuali, anche se a
volte in coppia. I segmenti pi bassi erano le stanze comuni in cui vivere. Dalle alte finestre delle loro
camere, i bambini vedevano i tetti del villaggio, raccolti nel cerchio delle colline, dei bamb e delle
serre come molluschi nelle acque basse del lago.
Sulla spiaggia andavano in cerca di conchiglie o giocavano a palla prigioniera, o lanciavano
frecce contro blocchi di schiuma piazzati a ridosso delle dune. Di solito, erano Jackie e Dao a scegliere
i giochi e a capitanare le squadre, se il gioco le richiedeva. Nirgal e gli altri li seguivano, rimettendo
alla prova cicli di amicizia e gerarchie che venivano affinati di continuo dai giochi quotidiani. Un
giorno, il piccolo Frantz aveva spiegato rozzamente quel meccanismo a Nadia: Dao colpisce Nirgal;
Nirgal colpisce me; io colpisco le ragazze. Spesso, Nirgal si stancava di quel gioco, a cui Dao vinceva
sempre, e per divertirsi si metteva a correre intorno al lago con un passo lento e costante, scivolando in
un ritmo che pareva abbracciare tutto il mondo. Quando riusciva a trovare quel ritmo, continuava a
girare intorno al lago finch non finiva la giornata. Era una gioia, una cosa esaltante.
Sotto la cupola faceva sempre freddo, ma la luce cambiava di continuo. D'estate, la cupola
splendeva di un candore bluastro per tutto il tempo, e sottili raggi di aria illuminata si disegnavano sotto
i condotti di illuminazione. D'inverno era buio, e la cupola divampava della luce riflessa delle lampade
come l'interno del guscio di un mollusco. In primavera e autunno la luce si faceva pi fioca nel
pomeriggio per diventare grigia e spettrale al crepuscolo, con i colori a stento accennati come
sfumature di grigio e le canne di bamb e gli aghi di pino che apparivano come segni tracciati con
l'inchiostro sul vago sfondo bianco della cupola. In quelle ore, le serre erano come grandi lampade
fatate sulle colline, e i bambini tornavano a casa zigzagando come gabbiani per dirigersi al bagno
comune. In quel lungo edificio accanto alle cucine si spogliavano e correvano dentro la grande vasca
principale, fumante di vapore, dove scivolavano in giro sul fondo piastrellato, sentivano il calore
tornare formicolando nelle mani, nei piedi e nella faccia mentre sguazzavano pieni di vita intorno agli
anziani che se ne stavano a mollo, con la loro faccia da tartaruga e il corpo avvizzito e peloso.
Dopo quell'ora calda e bagnata, si vestivano e passavano in cucina, umidi e arrossati in volto,
per mettersi in coda e riempire il piatto prima di sedersi ai tavoli, sparsi in mezzo agli adulti. C'erano
centoventiquattro residenti permanenti, ma di solito le persone complessivamente erano circa duecento.
Quando tutti erano seduti, prendevano le caraffe dell'acqua e se la versavano a vicenda prima di
cominciare a mangiare con gusto... patate, tortillas, pasta, taboul, pane, un centinaio di tipi diversi di
verdure, a volte pesce o pollo. Dopo il pasto, gli adulti parlavano dei raccolti, del loro Rickover, un
vecchio reattore veloce integrale a cui erano molto affezionati, o della Terra, mentre i bambini
sparecchiavano, poi suonavano musica per un'ora, quindi facevano dei giochi mentre tutti
cominciavano il lento processo dell'addormentarsi.
Un giorno, prima di cena, un gruppo di ventidue persone arriv dalla calotta polare. La loro
piccola cupola aveva perso il suo ecosistema a causa di quello che Hiroko chiamava uno squilibrio
complesso a spirale, e le loro riserve si erano esaurite. Avevano bisogno di un rifugio.
Hiroko li sistem in tre case-albero appena maturate. Essi salirono la scala a spirale che correva
intorno alle grosse canne rotonde lanciando esclamazioni di stupore alla vista dei segmenti cilindrici in
cui erano state ricavate porte e finestre. Hiroko li mise al lavoro perch contribuissero a ultimare la
costruzione delle nuove stanze e realizzarono una nuova serra al limitare del villaggio. Era chiaro per
tutti che adesso Zigote produceva meno cibo di quanto fosse necessario per tutti loro. Imitando gli
adulti, i bambini cercavano di limitarsi il pi possibile nel mangiare. Avremmo dovuto chiamare
questo posto Gamete comment Coyote, rivolto a Hiroko, alla sua visita successiva, e fece un'aspra
risata.
Lei accanton quelle parole con un gesto della mano. Forse per la preoccupazione spiegava
perch ora apparisse pi distante. Passava tutte le giornate a lavorare nelle serre, e di rado insegnava
ancora ai bambini. Quando poi lo faceva, essi dovevano seguirla e lavorare con lei, mietendo raccolti,
rivoltando la composta o togliendo le erbacce. Non le importa di noi dichiar con rabbia Dao un
pomeriggio, mentre camminavano sulla spiaggia. La sua lamentela era rivolta a Nirgal. Comunque,
non  davvero nostra madre. Li condusse tutti ai laboratori vicini alla serra della collina del tunnel,
mettendo loro fretta come solo lui sapeva fare.
Dentro, indic una fila di grossi serbatoi al magnesio, che somigliavano ad altrettanti frigoriferi.
Quelle sono le nostre madri.  l dentro che siamo cresciuti. Me lo ha detto Kasei, e quando gliel'ho
chiesto, Hiroko mi ha risposto che  vero. Noi siamo ectogeni. Non siamo nati, siamo stati travasati.
Fiss con occhi roventi e trionfanti la sua piccola banda, affascinata quanto era spaventata, poi colp
Nirgal con un pugno in pieno petto, facendolo volare dall'altra parte del laboratorio, e se ne and con
un'imprecazione. Noi non abbiamo genitori.
Adesso i visitatori in pi erano un peso, ma quando arrivavano c'era comunque parecchia
eccitazione e molti rimanevano alzati per la maggior parte della prima notte di una visita, per parlare e
ottenere tutte le notizie possibili sugli altri rifugi. Ce n'era un'intera rete nella regione del polo sud, e
dentro il suo banco Nirgal aveva una mappa su cui tutti e trentaquattro erano segnati con un punto
rosso. Inoltre Nadia e Hiroko supponevano che ce ne fossero altri, parte di altre reti nel Nord o del tutto
isolati. Dal momento che mantenevano il silenzio radio, per, era impossibile esserne sicuri, quindi
ogni notizia era un dono... la cosa pi preziosa che i visitatori avessero, anche se di solito arrivavano
carichi di doni, regalando tutto ci che erano riusciti a fare o a ottenere e che i loro ospiti potevano
trovare utile.
Durante quelle visite, Nirgal ascoltava attentamente in quelle notti di lunghe e animate
conversazioni, seduto sul pavimento o gironzolando per tornare a riempire le tazze di t delle persone.
Aveva la netta sensazione di non comprendere le regole del mondo: per lui era inesplicabile perch le
persone agissero come facevano. Naturalmente, comprendeva gli aspetti fondamentali della
situazione... che c'erano due fazioni in lotta per il controllo di Marte, che Zigote era a capo di quella
che era nel giusto, e che alla fine l'areofania avrebbe trionfato. Era una sensazione tremenda essere
coinvolto in quella lotta, essere parte cruciale della storia, e questo spesso lo lasciava insonne quando
infine si trascinava a letto, con la mente che fino all'alba continuava a indulgere in visioni di come lui
stesso avrebbe contribuito a quel dramma, lasciando stupefatti Jackie e ogni altro abitante di Zigote.
A volte, nel suo desiderio di apprendere di pi arrivava a origliare. Lo faceva distendendosi su
un divano nell'angolo con lo sguardo fisso su un leggio mentre scarabocchiava o fingeva di leggere.
Spesso, le persone che si trovavano altrove nella stanza non si rendevano conto che lui ascoltava, e a
volte parlavano perfino dei bambini di Zigote, perlopi quando lui era appostato a origliare fuori dalla
stanza.
Hai notato che i pi sono mancini?
Scommetto che Hiroko ha modificato i loro geni
Lei dice di no.
Sono gi alti quasi quanto me.
Quella  soltanto la forza di gravit. Voglio dire, guarda Peter e gli altri nisei. Sono nati in
modo naturale e quasi tutti sono alti. Per quell'essere mancini deve avere una spiegazione genetica.
Una volta, lei mi ha detto che c'era un semplice inserimento transgenico che avrebbe
aumentato le dimensioni del corpus callosum. Forse lo ha manipolato e ha ottenuto il mancinismo
come effetto collaterale.
Io credevo che il mancinismo fosse causato da un danno cerebrale.
Nessuno lo sa. Penso che la cosa lasci sconcertata perfino Hiroko.
Non posso credere che manipolerebbe i cromosomi per lo sviluppo mentale.
Sono ectogeni, ricordi? Un accesso migliore.
Hanno una scarsa densit ossea, a quanto ho sentito.
Esatto. Avrebbero dei problemi sulla Terra. Prendono degli integratori per compensare.
Di nuovo la gravit. In realt,  un problema per tutti noi.
Parlami di questi integratori. Mi sono rotto un braccio giocando a tennis.
Giganteschi uomini-uccello mancini, ecco cosa stiamo allevando qui. Una cosa bizzarra, se
vuoi il mio parere. Li guardi correre sulle dune e ti aspetti che spicchino il volo.
Quella notte Nirgal aveva avuto la consueta difficolt a dormire. Ectogeni, transgenico... tutto
questo lo faceva sentire strano. Bianco e verde nella loro doppia ellisse... Si era rigirato per ore,
chiedendosi cosa significasse quel disagio che lo pervadeva, domandandosi come si sarebbe dovuto
sentire.
Esausto, infine si era addormentato, e aveva sognato. Prima di quella notte, tutti i suoi sogni
erano stati relativi a Zigote, ma adesso sogn di volare nell'aria, al di sopra della superficie di Marte.
Vasti canyon rossastri fendevano il terreno, e i vulcani quasi raggiungevano la sua altezza
inimmaginabile. Qualcosa per lo stava inseguendo, qualcosa che era molto pi grande e veloce di lui,
con ali che sbattevano sonore mentre la creatura scendeva in picchiata controsole con gli enormi artigli
protesi verso di lui. Punt la mano contro quella creatura volante, e dalle dita gli scaturirono dei lampi
che la costrinsero a cabrare per allontanarsi. La creatura stava prendendo quota per un altro attacco
quando lui si svegli con le dita che pulsavano e il cuore che gli martellava come la macchina per le
onde... ka-thunk, ka-thunk,ka-thunk.
Quello stesso pomeriggio, la macchina delle onde prese a emettere onde troppo bene, per usare
la descrizione di Jackie. Stavano giocando sulla spiaggia, e credevano di aver calcolato la distanza dai
grossi cavalloni, quando uno davvero grande si lev al di sopra della filigrana di ghiaccio, gett Nirgal
in ginocchio e lo trascin lungo la spiaggia con un risucchio irresistibile. Lui prese a lottare e annaspare
per respirare mentre rotolava nell'acqua di un gelo sconvolgente, ma non riusc a liberarsi e venne
trascinato sotto la superficie, per poi rotolare con forza con il sopraggiungere dell'onda successiva.
Jackie lo afferr per un braccio e per i capelli, tirandolo con s sulla spiaggia, dove Dao li aiut
a rialzarsi in piedi, gridando: State bene? State bene? La regola era che, se si fossero bagnati,
dovevano correre al villaggio pi in fretta possibile, quindi Nirgal e Jackie si alzarono faticosamente e
si precipitarono oltre le dune e lungo il sentiero del villaggio, seguiti dagli altri bambini. Il vento
tagliava la carne fino all'osso. Andarono dritti ai bagni, vi irruppero e si tolsero con mani tremanti gli
indumenti irrigiditi, aiutati da Nadia, Sax, Michel e Rya, che si erano trovati l a fare il bagno.
Mentre venivano sospinti nella calda acqua bassa della vasca comune, Nirgal ramment il suo
sogno. Aspettate, aspettate disse.
Gli altri si fermarono, confusi. Nirgal chiuse gli occhi, trattenne il respiro e si aggrapp al
braccio freddo di Jackie. Si rivide nel sogno, si sent nuotare attraverso il cielo, percep il calore che
giungeva dalla punta delle dita. Il mondo bianco nel verde.
Cerc quel punto nel centro del suo essere che era sempre caldo, anche adesso che lui era tanto
infreddolito. Esso sarebbe esistito finch lui avesse avuto vita. Lo trov, e a ogni respiro lo spinse verso
l'esterno attraverso la carne. Era difficile, ma poteva sentire che funzionava, avvertire il calore che gli
scorreva nelle costole come un fuoco, e poi lungo le braccia e le gambe, fino alle mani e ai piedi. La
sua mano sinistra era intorno al braccio di Jackie, e nel guardare il suo corpo nudo pervaso di pelle
d'oca lui si concentr per trasmetterle il calore. Adesso rabbrividiva leggermente, ma non per il freddo.
Sei caldo! esclam Jackie.
Senti il calore le rispose, e per qualche momento lei si concentr sulla sua stretta. Poi si
liber con un'espressione allarmata ed entr nella vasca, mentre Nirgal rimase l sul bordo finch non
ebbe smesso di tremare.
Accidenti comment Nadia.  un qualche tipo di combustione metabolica. Ne avevo sentito
parlare, ma non l'avevo mai vista.
Sai com' che riesci a farlo? chiese Sax a Nirgal. Lui, Nadia, Michel e Rya lo fissavano tutti
con una strana espressione, e lui non voleva incontrare il loro sguardo.
Scosse il capo e si sedette sul bordo di cemento della vasca, sentendosi d'un tratto esausto.
Immerse i piedi nell'acqua, che pareva fuoco liquido. Pesci nell'acqua, che sguazzavano liberi, su
nell'aria, il fuoco interiore, bianco nel verde, alchimia, librarsi con le aquile... fulmini che gli
scaturivano dalle dita!
La gente lo fissava. Perfino gli zigotiani gli scoccavano occhiate in tralice quando rideva o
diceva qualcosa di insolito, e allorch pensavano che non li vedesse. Era pi facile ignorare la cosa e
fingere di non notarla, ma era difficile riuscirci con gli occasionali visitatori, che erano pi diretti. Oh,
tu sei Nirgal gli disse una donna bassa dai capelli rossi. Ho sentito che sei un ragazzo molto
intelligente. Nirgal, che lottava di continuo contro i limiti della sua comprensione, scosse il capo,
arrossendo, mentre la donna lo studiava con calma. Lei si form un proprio giudizio sul suo conto,
sorrise e gli strinse la mano. Lieta di conoscerti.
Un giorno, quando avevano cinque anni, Jackie port a scuola con s un vecchio leggio. Quel
giorno l'insegnante era Maya. Ignorando la sua occhiataccia, Jackie mostr il leggio agli altri. Questa
 l'IA di mio nonno, e contiene molto di quello che lui ha detto. Me l'ha data Kasei.
Kasei stava per lasciare Zigote e trasferirsi in un altro dei rifugi, ma non quello dove viveva
Esther.
Jackie attiv il leggio. Pauline, riproduci qualcosa che mio nonno ha detto.
Bene, eccoci qui afferm una voce maschile.
No, qualcosa di diverso. Riproduci qualcosa che lui ha detto riguardo alla colonia nascosta.
La voce maschile disse: La colonia nascosta deve ancora avere contatti con gli insediamenti
sulla superficie. Ci sono troppe cose che non possiamo fabbricare restando nascosti. Barre di
combustibile nucleare, tanto per cominciare. Sono controllate molto bene, e i registri potrebbero
indicare dove sono andate a finire.
La voce si interruppe. Maya ordin a Jackie di mettere via il leggio, poi inizi una lezione di
storia, sul XIX secolo, esposto con frasi in russo tanto brevi e aspre che le tremava la voce. Segu altra
algebra. Maya insisteva molto perch imparassero bene la matematica. State ricevendo una pessima
istruzione, era solita dire, scuotendo il capo con aria cupa ma se imparate la matematica, potrete
mettervi al passo in seguito. Poi li fissava con occhi roventi e pretendeva la risposta successiva.
Nirgal la fiss, ricordando quando lei era stata la loro Strega Cattiva. Sarebbe stato strano
essere lei, cos feroce a volte e cos allegra in altri momenti. Nel caso della maggior parte della gente di
Zigote, lui poteva guardarli e sentire come sarebbe stato essere loro. Poteva vederlo sulla loro faccia,
proprio come poteva vedere il secondo colore dentro il primo. Era come una sorta di talento, o come la
sua estrema sensibilit nel percepire la temperatura. Per non comprendeva Maya.
D'inverno fecero alcune sortite sulla superficie, fino al vicino cratere dove Nadia stava
costruendo un rifugio e alle dune cosparse di ghiaccio al di l di esso. Quando la cappa di nebbia si
sollevava, per, dovevano rimanere sotto la cupola, o al massimo addentrarsi nella galleria con le
finestre. Non dovevano lasciarsi vedere dall'alto. Nessuno sapeva con certezza se la polizia stesse
ancora sorvegliando il pianeta dallo spazio, ma era meglio andare sul sicuro, o almeno cos
affermavano gli issei. Peter era via spesso, e i suoi viaggi lo avevano indotto a convincersi che la caccia
alle colonie nascoste fosse finita, e che fosse comunque un'impresa senza speranza. Ci sono
insediamenti della resistenza che non si nascondono affatto, e adesso c' cos tanto disturbo termico,
visivo, e perfino sulla radio che non potrebbero mai controllare tutti i segnali che ricevono disse.
I programmi di ricerca algoritmici sono molto efficaci replic per Sax, e Maya insistette
perch rimanessero nascosti, schermassero gli apparecchi elettronici e indirizzassero tutto il calore di
scarto in profondit, verso il cuore della calotta polare. Su questo Hiroko era d'accordo con Maya,
quindi si adeguarono tutti. Per noi  diverso spieg Maya a Peter, con aria tormentata.
Una mattina, a scuola, Sax disse loro che c'era un mohole circa duecento chilometri verso
nordovest. La nube che a volte vedevano in quella direzione erano le sue emissioni... massicce e
immote alcuni giorni, e in altri sospinte a est dal vento in laceri brandelli. La volta successiva che
Coyote venne in visita, a cena gli chiesero se aveva visitato il mohole, e lui rispose che lo aveva fatto,
che il suo pozzo penetrava nel suolo fin quasi a raggiungere il centro di Marte e che in fondo non c'era
altro che ribollente lava fusa.
Questo non  vero dichiar Maya, in tono sprezzante. Raggiungono soltanto una profondit
fra i dieci e i quindici chilometri, e il fondo  di dura roccia.
Ma quella roccia  rovente, interloqu Hiroko e a quanto ho sentito adesso arrivano a venti
chilometri di profondit.
Quindi fanno il nostro lavoro per noi si lament Maya con Hiroko. Non pensi che siamo
parassiti per gli insediamenti della superficie? La tua viriditas non andrebbe lontano senza la loro
ingegneria
Risulter essere una simbiosi ribatt con calma Hiroko, e fiss Maya finch lei non si alz e
si allontan. A Zigote, Hiroko era la sola che le potesse tenere testa.
Nel guardare sua madre dopo quella conversazione, Nirgal pens che Hiroko fosse molto
strana. Parlava con lui e con tutti gli altri come suoi pari, ed era chiaro che per lei chiunque era un suo
pari, ma al contempo nessuno era speciale. Ricordava molto bene quando le cose erano state diverse,
quando loro due erano stati due parti di un tutto. Adesso per lei si interessava a lui nella stessa misura
di tutti gli altri, e quell'interesse era impersonale e distante. Lei sarebbe rimasta la stessa, qualsiasi cosa
fosse successa a lui, pens. A Nadia, e perfino a Maya, importava maggiormente di lui. E tuttavia
Hiroko era una madre per tutti loro. Nirgal, come la maggior parte dei residenti fissi di Zigote, andava
ancora alla sua piccola casa di bamb quando aveva bisogno di qualcosa che non poteva ottenere dalle
persone normali, conforto o consiglio...
Il pi delle volte, per, quando lo faceva trovava lei e il suo piccolo gruppo intimo che stavano
in silenzio', e se voleva rimanere doveva smettere di parlare. Talora, questo durava per giorni, finch
lui smetteva di passare, oppure gli capitava di arrivare durante l'areofania e di essere coinvolto nel
cantilenare i nomi di Marte, diventando parte integrante di quel gruppetto compatto, proprio nel cuore
del mondo, con Hiroko stessa al suo fianco che lo cingeva con un braccio e lo teneva stretto con forza.
Quello era un amore di qualche genere, e lo apprezzava, ma non era come ai vecchi tempi,
quando passeggiavano insieme sulla spiaggia.
Una mattina, nell'andare a scuola, trov Jackie e Dao insieme nella stanza dei cappotti.
Entrambi sussultarono al suo ingresso, e nel tempo che impieg ad appendere il cappotto ed entrare in
classe lui comprese che al suo arrivo si stavano baciando.
Dopo la scuola aggir il lago nel chiarore fra il bianco e l'azzurro del pomeriggio estivo,
osservando il pulsare della macchina per le onde, che gli dava come un senso di compressione nel
petto. Il dolore lo investiva a intervalli come le onde che solcavano l'acqua. Non poteva evitarlo, anche
se sapeva che era ridicolo. Ultimamente si baciavano spesso nel bagno comune, mentre sguazzavano, si
strattonavano, spingevano e solleticavano. Le ragazze si baciavano fra loro e dicevano di fare pratica',
che questo non contava, e a volte spostavano quella pratica sui ragazzi, Nirgal era stato baciato molte
volte da Rachel, e anche da Emily, Tiu e Nanedi, e una volta le ultime due lo avevano bloccato e gli
avevano baciato gli orecchi nel tentativo di fargli venire un'erezione e metterlo in imbarazzo nel bagno
pubblico. Un'altra volta Jackie le aveva spinte da parte e lo aveva trascinato nella parte profonda della
vasca, mordendogli la spalla mentre lottavano. E quelli erano soltanto i pi memorabili fra centinaia di
caldi e umidi contatti nudi che trasformavano il bagno nel momento culminante della giornata.
Fuori dai bagni, per, quasi per cercare di contenere quelle forze esplosive, erano diventati
estremamente formali gli uni con gli altri, i ragazzi e le ragazze riuniti in due gruppi che il pi delle
volte giocavano separatamente. Quindi, baciarsi nella stanza dei cappotti indicava qualcosa di nuovo e
di serio... e l'espressione che lui aveva visto sulla faccia di Jackie e di Dao era stata cos superiore,
come se loro avessero saputo qualcosa che lui ignorava, il che era vero... ed era questo a fargli male,
quell'esclusione, quella consapevolezza, soprattutto alla luce del fatto che lui non era cos ignorante.
Era certo che giacessero insieme, e che si facessero venire a vicenda. Erano amanti, questo era ci che
diceva la loro espressione. La sua bella, ridente Jackie non era pi sua. In effetti, non lo era mai stata.
Nelle notti che seguirono dorm male. La stanza di Jackie era nel germoglio accanto al suo,
quella di Dao due germogli pi in l nella direzione opposta, e ogni scricchiolio sui ponti sospesi
suonava come un rumore di passi. A volte, la finestra ricurva di lei era illuminata dal tremolante
chiarore arancione di una lampada. Invece di rimanere a torturarsi nella sua camera, prese l'abitudine di
stare alzato ogni notte fino a tardi nelle stanze comuni, a leggere e ad ascoltare di nascosto gli adulti.
Per questo era l quando cominciarono a parlare della malattia di Simon. Lui era il padre di
Peter, un uomo silenzioso che di solito era assente per le spedizioni che faceva insieme a Ann, la madre
di Peter. Adesso pareva avere qualcosa che chiamavano leucemia resistente ai medicinali. Vlad e
Ursula si accorsero che lui stava ascoltando e cercarono di rassicurarlo, ma per Nirgal fu evidente che
non gli stessero dicendo tutto. In effetti, lo osservavano con una strana espressione indagatrice. Pi
tardi sal nella sua stanza, and a letto e accese il leggio, cercando il termine leucemia e leggendo le
nozioni astratte che davano inizio alla spiegazione. Malattia potenzialmente letale, ma che adesso di
solito risponde bene al trattamento.' Una malattia potenzialmente letale... era un'idea sconvolgente.
Quella notte si agit a disagio, tormentato dai sogni fino all'alba grigia annunciata dal canto degli
uccelli. Le piante morivano, e gli animali, ma non le persone. Per loro erano animali.
La notte successiva rimase di nuovo in piedi insieme agli adulti, sentendosi esausto e strano.
Vlad e Ursula sedettero per terra accanto a lui. Gli dissero che avrebbero aiutato Simon con un
trapianto di midollo osseo, e che lui e Nirgal avevano in comune un raro tipo di sangue. N Ann n
Peter lo avevano, e neppure i fratelli o le sorelle di Nirgal, o quelli parzialmente tali. Lui lo aveva
ereditato da suo padre, che per di suo non lo aveva, non identico. C'erano solo lui e Simon, in tutti i
rifugi. La loro popolazione era di sole cinquemila persone, e il tipo di sangue di Simon e Nirgal si
trovava in una su un milione. Gli chiesero se avrebbe donato un po' di midollo osseo.
Hiroko era l nella sala comune, e lo osservava. Di rado passava la serata al villaggio, e lui non
ebbe bisogno di guardarla per sapere cosa pensasse. Erano fatti per dare, ripeteva sempre, e questo
sarebbe stato il dono estremo, un atto di pura viriditas. Certamente rispose, lieto di quell'opportunit.
L'ospedale era vicino ai bagni e alla scuola. Era pi piccolo di quest'ultima e conteneva cinque
letti. Simon ne occupava uno, e Nirgal un altro.
Il vecchio gli sorrise. Non appariva malato, soltanto vecchio, proprio come il resto degli
anziani. Di rado parlava molto, e adesso disse soltanto: Grazie, Nirgal.
Nirgal annu. Poi, con sua sorpresa, Simon continu: Apprezzo che tu lo faccia. Dopo, il punto
dell'estrazione far male per un paio di settimane, fino all'osso.  una cosa notevole da fare per
qualcun altro.
Non se ne ha davvero bisogno rispose Nirgal.
Ecco, naturalmente  un dono che cercher di ripagare.
Vlad e Ursula anestetizzarono il braccio di Nirgal con una puntura. Non  davvero necessario
fare adesso entrambe le operazioni, ma  una buona idea avervi qui insieme. Se siete amici, questo
aiuter il processo di guarigione.
Quindi divennero amici. Dopo la scuola, Nirgal passava dall'ospedale, e Simon varcava
lentamente la porta, poi imboccavano il sentiero sulle dune fino alla spiaggia. L guardavano le onde
scorrere sulla superficie bianca, sollevarsi e infrangersi sulla riva. Simon era molto meno loquace di
chiunque altro con cui Nirgal avesse trascorso del tempo: era come stare in silenzio con il gruppo di
Hiroko, solo che la cosa non finiva mai. All'inizio lo mise a disagio, ma dopo un po' scopr che questo
gli lasciava il tempo di guardare davvero le cose: i gabbiani che volteggiavano sotto la cupola, le bolle
create dai granchi sotto la sabbia, i cerchi che circondavano ogni ciuffo d'erba. Adesso Peter rimaneva
a lungo a Zigote, ed erano molti i giorni in cui veniva con loro. A volte, perfino Ann interrompeva i
suoi viaggi perpetui per visitare Zigote e unirsi a loro. Peter e Nirgal correvano in giro, giocando ad
acchiapparello o a nascondino, mentre Ann e Simon passeggiavano a braccetto sulla spiaggia.
Simon per era ancora debole, e continuava a diventarlo sempre di pi. Era difficile non vedere
la cosa come una sorta di fallimento morale. Nirgal non era mai stato malato e trovava l'idea
disgustosa. Poteva succedere solo ai vecchi, e perfino loro avrebbero dovuto essere salvati dal
trattamento anti-invecchiamento che tutti ricevevano quando erano anziani, per cui nessuno moriva.
Soltanto piante e animali morivano. Per le persone erano animali. Tuttavia, avevano inventato una
cura. Di notte, preoccupato da quelle discrepanze, Nirgal leggeva sul leggio tutto il trafiletto relativo
alla leucemia, anche se era lungo quanto un libro. Tumore del sangue. I globuli bianchi provenienti dal
midollo osseo proliferavano, e inondavano l'organismo, attaccando organi sani. Stavano
somministrando a Simon sostanze chimiche, irradiazioni e pseudovirus nel tentativo di uccidere i
globuli bianchi, e cercavano di rimpiazzare il midollo malato con quello sano di Nirgal. Inoltre, lo
avevano gi sottoposto per tre volte al trattamento anti-invecchiamento. Nirgal lesse anche riguardo a
questo. Era una questione di scansione per cercare incompatibilit genomiche, trovando e riparando
cromosomi infranti in modo che non si verificasse quell'errore di divisione delle cellule. Era per
difficile penetrare nelle ossa con le cellule di autoriparazione che venivano introdotte nell'organismo, e
a quanto pareva nel caso di Simon ogni volta erano rimaste piccole sacche di midollo canceroso.
L'articolo sulla leucemia spiegava chiaramente che i bambini avevano maggiori probabilit di ripresa
degli adulti. Tuttavia, con i trattamenti anti-et e le infusioni di midollo, era certo che lui sarebbe
guarito. Era solo questione di tempo e di donazioni. Alla fine, il trattamento curava qualsiasi cosa.
Ci serve un bioreattore disse Ursula a Vlad. Stavano lavorando per convertire in bioreattore
uno dei serbatoi ectogenici, riempiendolo di spugnoso collagene animale e inoculandolo con cellule del
midollo di Nirgal, nella speranza di generare una serie di linfociti, macrofagi e granulociti. Il sistema di
circolazione per non funzionava nel modo giusto, o forse si trattava della matrice... non riuscivano a
determinarlo con certezza. Nirgal continuava a essere il loro bioreattore vivente.
Nelle mattine in cui era lui a gestire la classe, Sax insegnava loro chimica del terreno, e di tanto
in tanto li portava perfino fuori per lavorare nei laboratori di terriccio, introducendo biomassa nella
sabbia per poi trasportarla con le carriole nelle serre o sulla spiaggia. Era un lavoro divertente, ma
Nirgal tendeva a vivere quelle ore come se stesse dormendo. Intravedeva Simon che, all'esterno, faceva
una passeggiata con cupa determinazione, e si dimenticava di quello che stava facendo.
Nonostante i trattamenti, i passi di Simon erano lenti e rigidi. Camminava con le gambe storte
perch esse si muovevano in avanti con pochissima flessibilit. Una volta, Nirgal lo raggiunse e gli
rimase accanto sull'ultima duna prima della spiaggia. I piovanelli si lanciavano avanti e indietro sulla
sabbia umida per inseguire gli arazzi bianchi disegnati dalla spuma. Simon indic la mandria di pecore
nere che pascolavano fra le dune, e il suo braccio si sollev come una canna di bamb. Il respiro gelato
delle pecore si riversava sull'erba.
Simon disse qualcosa che Nirgal non colse: adesso le sue labbra erano rigide e trovava difficile
pronunciare alcune parole. Forse era questo a renderlo pi silenzioso che mai. Si sforz pi volte, ma
per quanto ci provasse, Nirgal non riusc a capire cosa cercasse di dire. Alla fine Simon si arrese con
una scrollata di spalle e rimasero l a guardarsi a vicenda, muti e impotenti.
Quando Nirgal giocava con gli altri ragazzi, essi lo accettavano ma mantenevano anche le
distanze, per cui lui si muoveva in una sorta di cerchio. In classe, Sax lo ammoniva con parole miti per
la sua distrazione. Concentrati sul momento gli diceva, costringendolo a recitare la sequenza del
ciclo dell'azoto o a immergere le mani nell'umido terriccio nero a cui lavoravano, dicendogli di
impastarlo, di spezzare le lunghe strisce di diatomee, funghi, licheni e alghe e di tutti gli invisibili
microbatteri che avevano fatto crescere, in modo da distribuirli nelle zolle di terra. Lo devi distribuire
il pi regolarmente possibile. Devi prestare attenzione a quello che fai, ecco tutto. La concentrazione 
una qualit molto importante. Guarda quelle strutture sullo schermo del microscopio: quella limpida
come un chicco di riso  un chemiolitotropo, il Thiobacillus denitrificans. E l c' una massa di solfuri.
Ora, cosa succede quando il primo mangia il secondo?
Ossida il solfuro.
E...
E lo denitrifica.
Il che significa?
Dai nitrati all'azoto. Dal terreno all'aria.
Molto bene. Quello  un microbo molto utile.
In questo modo, Sax lo costringeva a prestare attenzione al momento presente, ma il prezzo era
elevato. A mezzogiorno, alla fine della scuola, si sentiva esausto, ed era difficile fare qualcosa nel
pomeriggio. Poi gli chiesero di donare altro midollo a Simon, che giaceva in ospedale, muto e
imbarazzato, scusandosi con lo sguardo con Nirgal, che si costrinse a sorridere e pos le dita sul suo
braccio, rigido come un bamb.  tutto a posto disse allegramente, mentre si sdraiava, anche se di
certo Simon stava facendo qualcosa di sbagliato, era debole, o pigro, o in qualche modo voleva essere
malato. Non c'era altra spiegazione. Infilarono un ago nel braccio di Nirgal, che perse ogni sensibilit,
poi gli inserirono l'ago della flebo nella mano, e dopo un po' anch'essa divenne insensibile. Se ne stava
disteso l, parte della struttura dell'ospedale, cercando di diventare il pi insensibile possibile. Una
parte di lui poteva percepire il grosso ago per il midollo che gli premeva contro l'osso del braccio. Non
c'era dolore, la sua carne non avvertiva nessuna sensazione, c'era solo la pressione sull'osso. Poi essa
cess, e comprese che l'ago era penetrato nella parte interna, morbida, dell'osso. Questa volta, la
procedura non serv assolutamente a niente. Adesso Simon era inutile, rimaneva sempre in ospedale. Di
tanto in tanto Nirgal lo andava a trovare e facevano un gioco basato sul clima sullo schermo di Simon,
premendo il tasto per tirare i dadi e poi lanciando esclamazioni quando quel tiro, il cui risultato andava
da uno a dodici, li proiettava di colpo in un altro quadrante di Marte, con un clima del tutto diverso.
Simon rideva, un suono fievole che adesso era ridotto a un accenno di sorriso.
Nirgal aveva male al braccio e dormiva male, rigirandosi per tutta la notte per poi svegliarsi
accaldato, sudato e spaventato, senza una ragione. Poi una notte Hiroko lo riscosse da un sonno
profondo e lo guid gi per la scala a chiocciola e fino all'ospedale. Nirgal si appoggi a lei, intontito e
incapace di svegliarsi del tutto. Hiroko era impassibile come sempre, ma gli circond le spalle con un
braccio, sorreggendolo con una forza sorprendente. Quando oltrepassarono Ann, seduta nella stanza
esterna dell'ospedale, qualcosa nella posa accasciata delle sue spalle indusse Nirgal a chiedersi per
quale motivo Hiroko fosse al villaggio quella notte. Assalito dal timore, lott per svegliarsi del tutto.
Il letto dell'ospedale era illuminato in eccesso, visibile nei dettagli e pulsante come se le glorie
cercassero di schizzare fuori da ogni cosa. Simon giaceva con la testa sul cuscino bianco, e la sua pelle
era pallida e cerea. Sembrava avere mille anni. Si gir e quando vide Nirgal i suoi occhi scuri lo
scrutarono in volto con un'espressione avida, come se stesse cercando un modo per entrargli dentro...
per saltare fuori da s stesso e dentro di lui. Nirgal rabbrivid e sostenne quello sguardo scuro e intenso,
pensando: d'accordo, vieni dentro di me. Fallo, se vuoi. Fallo.
Ma non c'era modo di attraversare quello spazio. Lo compresero entrambi e si rilassarono. Un
vago sorriso aleggi sul volto di Simon, che a fatica si protese a prendere la mano di Nirgal. Adesso i
suoi occhi saettavano di qua e di l, cercando il suo volto con un'espressione del tutto diversa, come se
tentasse di trovare le parole che lo avrebbero aiutato negli anni a venire, che gli avrebbero trasmesso
quello che lui aveva imparato. Anche questo, per, era impossibile. Di nuovo, se ne resero conto
entrambi. Avrebbe dovuto lasciare Nirgal al suo destino, quale che fosse. Non aveva modo di aiutarlo.
Sii in gamba sussurr infine, poi Hiroko condusse Nirgal fuori dalla stanza, riaccompagnandolo
attraverso l'oscurit fino alla sua camera, dove lui cadde in un sonno profondo. Simon mor durante la
notte.
Quello era il primo funerale che si svolgesse a Zigote, e il primo in assoluto per tutti i bambini.
Gli adulti per sapevano cosa fare. Si riunirono in una delle serre, fra i banchi da lavoro, e sedettero in
cerchio intorno alla lunga cassa che conteneva il corpo di Simon. Fecero circolare una fiasca di liquore
di riso, e ciascuno riemp la tazza del vicino. Poi bevvero quel liquido rovente, e gli anziani
camminarono intorno alla bara tenendosi per mano, sedendo quindi in gruppo intorno a Ann e Peter.
Maya e Nadia sedevano accanto a Ann, cingendole le spalle con le braccia. Lei appariva attonita, Peter
era sconsolato. Jrgen e Maya raccontarono storie legate alla leggendaria taciturnit di Simon. Una
volta, disse Maya eravamo in un rover e un contenitore di ossigeno  esploso, aprendo un foro nel
tetto della cabina. Noi eravamo l che ci agitavamo, urlando, ma Simon, che si era trovato all'esterno,
ha preso una roccia delle dimensioni giuste, ha spiccato un salto e l'ha fatta cadere nel buco,
tappandolo. Poi, mentre parlavamo tutti come matti e lavoravamo per realizzare un tappo effettivo, ci
siamo resi conto che Simon non aveva detto niente. Ci siamo bloccati, lo abbiamo fissato, e lui ha
commentato: Ci  mancato poco.
Risero tutti. Vlad raccont: Ricordate quella volta, ad Underhill, quando abbiamo distribuito
premi per scherzo e Simon ha preso quello per il video migliore.  andato a ritirarlo, ha detto: Grazie.'
Poi ha accennato a tornare a sedere, ma si  fermato,  tornato sul podio come se gli fosse venuto in
mente qualcosa da dire, il che ha naturalmente attirato la nostra attenzione, si  schiarito la voce e ha
aggiunto: Grazie mille.'
Ann quasi rise di quell'aneddoto, poi si alz e precedette gli altri fuori nell'aria gelida. Gli
anziani trasportarono la bara sulla spiaggia e tutti gli altri li seguirono. Nevicava attraverso la nebbia
quando tirarono fuori il corpo e lo seppellirono in profondit nella sabbia, appena al di sopra della linea
dell'alta marea. Poi sfilarono un'asse dalla sommit della lunga cassa, vi incisero sopra il nome usando
il saldatore di Nadia, e conficcarono l'asse nella prima duna. Adesso Simon sarebbe diventato parte del
ciclo del carbonio, cibo per i batteri e i granchi, e poi per piovanelli e gabbiani, fondendosi cos
lentamente con la biomassa esistente sotto la cupola. Era cos che si seppelliva una persona, e di certo
una parte di tutto questo era confortante: spargersi nel proprio mondo, disperdersi in esso. Ma cessare
di esistere come io pensante, andare via...
E adesso erano l, a camminare tutti sotto la fioca cupola, dopo aver seppellito Simon nella
sabbia soffocante, cercando di comportarsi come se la realt non si fosse di colpo lacerata e avesse
portato via uno di loro. Nirgal non riusciva a crederci. Tornarono alla spicciolata al villaggio,
soffiandosi sulle mani e parlando in toni sommessi. Nirgal si avvicin a Vlad e a Ursula perch
desiderava una rassicurazione di qualche tipo. Ursula era triste, e Vlad cercava di tirarla su di morale.
Aveva vissuto pi di cento anni, non possiamo pensare che sia stata una morte prematura, perch
sarebbe una beffa nei confronti di tutta quella povera gente che  morta a cinquanta, a venti o a un
anno.
Ma  stato comunque un decesso prematuro insistette Ursula, cocciuta. Con i giusti
trattamenti, chiss, sarebbe potuto vivere fino a mille anni.
Non ne sono sicuro. Mi pare che in realt i trattamenti non penetrino in ogni parte del nostro
corpo. E con tutte le radiazioni che abbiamo assorbito, potremmo avere pi problemi di quanto
pensassimo all'inizio.
Forse, ma se fossimo stati ad Acheron, con un team completo e un bioreattore, e tutte le altre
strutture, scommetto che lo avremmo salvato. E non puoi dire quanti altri anni avesse da vivere. Io la
definisco una morte prematura.
E si allontan per stare da sola.
Quella notte Nirgal non dorm affatto. Continuava ad avvertire le trasfusioni, a vederne ogni
momento e a immaginare che ci fosse stato un qualche tipo di risucchio nel sistema per cui lui era
rimasto infettato dalla malattia. O magari contaminato dal solo contatto, perch no? O solo da
quell'ultimo sguardo negli occhi di Simon! Poteva aver contratto quella malattia che loro non erano in
grado di fermare, e sarebbe morto. Si sarebbe irrigidito, avrebbe perso la parola e se ne sarebbe andato.
Quella era la morte. Il cuore gli martellava, aveva la pelle madida di sudore e pianse di paura. Non
c'era modo di evitarlo, ed era orribile. Non importava quando accadesse, era comunque orribile che il
ciclo stesso dovesse funzionare in quel modo, che continuasse a girare in cerchio, sempre, mentre loro
vivevano una volta soltanto e morivano per sempre. Perch vivere, allora? Era troppo strano, troppo
orribile. Cos, trem per tutta quella lunga notte, con la mente sconvolta dalla paura della morte.
Dopo di allora, trov estremamente difficile concentrarsi. Si sentiva come se fosse sempre
distaccato dalle cose, come se fosse scivolato nel mondo bianco e non riuscisse a toccare quello verde.
Hiroko si accorse di quel problema e gli sugger di accompagnare Coyote in uno dei suoi
viaggi. L'idea sconvolse Nirgal, che non si era mai allontanato di molto da Zigote, ma Hiroko
insistette. Aveva sette anni, gli disse, ed era tempo che diventasse un uomo e vedesse un po' della
superficie del mondo.
Coyote arriv qualche settimana pi tardi, e quando part Nirgal era con lui, seduto al posto del
copilota nel suo rover a forma di masso mentre fissava con occhi sgranati attraverso il basso parabrezza
l'arco purpureo del cielo serale. Coyote fece girare il veicolo per offrirgli la visuale del grande muro
rosato e lucente della calotta polare, che descriveva sull'orizzonte un arco simile a quello di un'enorme
luna che stava sorgendo.
 difficile immaginare che qualcosa di tanto grande possa mai sciogliersi osserv Nirgal.
Ci vorr del tempo.
Si diressero a nord a un'andatura tranquilla. Il rover era schermato e un congegno non
tracciabile sul paraurti anteriore scannerizzava il terreno per poi trasmettere le informazioni a quello
posteriore, dove i raschiamodellatori aravano le tracce lasciate dalle ruote e riportavano sabbia e rocce
alla forma che avevano avuto prima del loro passaggio.
Per parecchio tempo viaggiarono senza parlare, anche se il silenzio di Coyote era diverso da
quello di Simon. Lui canticchiava, borbottava, parlava in tono cantilenante alla sua IA in un linguaggio
che sembrava inglese ma non era comprensibile. Nirgal cerc di concentrarsi sul panorama limitato
offerto dal finestrino, sentendosi goffo e timido. La regione intorno alla calotta polare meridionale era
costituita da una serie di ampie terrazze che scendevano l'una nell'altra mediante percorsi che
sembravano programmati nell'auto. Discesero di terrazza in terrazza, finch parve che la calotta polare
poggiasse su una sorta di enorme piedistallo. Nirgal fissava il buio, impressionato dalle dimensioni di
ogni cosa, ma anche felice che tutto ci non lo sopraffacesse come lo era stata la sua prima passeggiata
all'esterno. Si era verificata molto tempo prima, ma ricordava alla perfezione il suo sconvolgente
stupore.
Questo era diverso. Non appare grande come credevo che sarebbe stato osserv. Credo
dipenda dalla curvatura del terreno, dato che si tratta di un pianeta piccolo. Come aveva letto sul
leggio. L'orizzonte non  pi lontano di quanto un lato di Zigote lo sia dall'altro!
Uh-uh comment Coyote, adocchiandolo. Meglio che non ti faccia sentire dal Grande Uomo
a dire una cosa del genere, perch ti prenderebbe a calci. Poi: Chi  tuo padre, ragazzo?
Non lo so. Hiroko  mia madre.
Coyote sbuff. Se vuoi il mio parere, Hiroko si spinge troppo oltre con il matriarcato.
Glielo hai detto?
Ci puoi scommettere che l'ho fatto, ma Hiroko mi ascolta soltanto quando dico le cose che
vuole sentire. Ridacchi.  lo stesso per tutti, giusto?
Nirgal annu, mentre un sorriso infrangeva il suo tentativo di rimanere impassibile.
Vuoi scoprire chi  tuo padre?
Certo. A dire il vero, non ne era tanto sicuro. Il concetto di padre significava poco per lui, e
aveva paura che potesse risultare che suo padre era Simon. Dopotutto, per lui Peter era come un fratello
maggiore.
Se vuoi, a Vishniac hanno le apparecchiature necessarie. Se ti va, possiamo provarci mentre
siamo l. Coyote scosse il capo. Hiroko  cos strana. Quando l'ho conosciuta non avresti mai
immaginato che sarebbe diventata cos. Naturalmente, a quel tempo eravamo giovani... quasi quanto lo
sei tu, anche se puoi trovare difficile crederci.
Il che era vero.
Quando l'ho conosciuta era soltanto una giovane studentessa di eco-ingegneria, sveglia come
pochi e sexy quanto un gatto. Non c'era traccia di questa storia della dea madre del mondo. A poco a
poco, per, ha cominciato a leggere libri che non erano i suoi manuali tecnici, la cosa  andata avanti e
quando infine  arrivata su Marte era pazza. Anche prima, in effetti. Il che  una fortuna per me, dato
che  il motivo per cui sono qui. Per, Hiroko... oh, cielo. Era convinta che tutta la storia umana fosse
andata storta fin dall'inizio. Mi spiegava con estrema seriet che all'alba della civilt c'erano Creta e la
Sumeria, e Creta aveva una pacifica cultura commerciale governata dalle donne e pervasa di arte e di
bellezza... un'utopia, in effetti, dove gli uomini erano acrobati che saltavano sulle corna dei tori per
tutto il giorno e sulle donne per tutta la notte, le mettevano incinte, le adoravano, e tutti erano felici.
Sembra splendido, tranne per il fatto dei tori. La Sumeria, d'altro canto, era governata da uomini, che
hanno inventato la guerra, conquistato tutto quello che vedevano e avviato gli imperi schiavisti che si
sono susseguiti da allora. Hiroko sosteneva che nessuno sapeva cosa sarebbe successo se quelle due
civilt avessero avuto la possibilit di contendersi il governo del mondo, perch un vulcano era esploso
su Creta, il mondo era passato nelle mani dei Sumeri e non ne  pi uscito fino a oggi. Se soltanto quel
vulcano si fosse trovato in Sumeria, era solita dirmi, tutto sarebbe stato diverso. E forse  vero, perch
la storia difficilmente pu diventare peggiore di come  stata.
Nirgal rimase sorpreso da quella descrizione. Adesso per stiamo ricominciando daccapo
azzard
Esatto, ragazzo! Siamo i primitivi di una civilt ignota. Viviamo nel nostro piccolo matriarcato
tecno-minoico. Ah! A me va benissimo. Mi pare che il potere che le nostre donne si sono prese non sia
mai stato comunque interessante. Il potere  solo una met del giogo, non lo ricordi da quelle cose che
vi ho fatto leggere? Padrone e schiavo lo portano insieme. L'unica vera libert risiede nell'anarchia.
Quindi, ecco, qualsiasi cosa le donne facciano, sembra ritorcersi contro di loro. Se sono soltanto le
mucche degli uomini, allora lavorano fino a crollare. Ma se sono le nostre regine e le nostre dee, allora
lavorano ancora pi duramente, perch devono comunque fare ancora il lavoro da mucche e anche
quello burocratico! Per carit! Sii grato di essere un uomo, libero come il cielo.
Era un modo strano di pensare alle cose, riflett Nirgal, ma era chiaramente un modo per far
fronte al dato di fatto della bellezza di Jackie, dell'immenso potere che esercitava sulla sua mente.
Quindi Nirgal si accoccol sul sedile e fiss attraverso il finestrino le stelle bianche che scintillavano
nel nero, pensando: libero come il cielo! Libero come il cielo!
Erano alla Ls 4,2 del 22 Marzo, anno-M 32, e nel Sud le giornate si andavano accorciando.
Coyote guidava a lungo ogni notte, su sentieri intricati e invisibili e un terreno che si faceva sempre pi
aspro a mano a mano che si allontanavano dalla calotta polare. Si fermavano per riposare durante il
giorno, e viaggiavano per il resto del tempo. Nirgal cercava di restare sveglio, ma finiva
inevitabilmente per dormire per parte di ogni tragitto e anche durante parte di ogni sosta, fino a essere
del tutto confuso riguardo tanto allo spazio quanto al tempo.
Quando era sveglio, per, guardava quasi sempre dal finestrino, osservando la superficie di
Marte che cambiava di continuo. Non ne aveva mai abbastanza. In quegli strati di terreno c'era
un'infinita sequenza di disegni, i cumuli stratificati di sabbia sospinti dal vento finch ogni duna simile
a un'ala non veniva tagliata proprio come l'ala di un uccello. Quando infine quel terreno stratificato si
esauriva e rivelava la roccia nuda, le dune laminate diventavano isole individuali, sparse su una pianura
disseminata di rocce sporgenti o raggruppate. C'era roccia rossa ovunque guardasse, le cui dimensioni
andavano da quelle di un chicco di ghiaia a immensi massi che spiccavano come edifici sul terreno.
Isole di sabbia erano annidate in ogni cavit e avvallamento di quel panorama roccioso, e anch'esse si
raccoglievano ai piedi di grandi cumuli di macigni, sui lati sottovento di scarpate poco profonde e
all'interno dei crateri.
E i crateri erano ovunque. Apparivano inizialmente come due gobbe che si stendevano lungo
l'orizzonte e che risultavano ben presto essere le punte esterne collegate di una bassa altura.
Oltrepassarono decine di quelle colline dalla sommit piatta, alcune erte e ripide, altre basse e quasi
sepolte, altre ancora con il bordo segnato da successivi impatti minori, per cui era possibile vedere i
cumuli di sabbia che le riempivano all'interno.
Una notte, appena prima dell'alba, Coyote ferm il veicolo. Qualcosa non va?
No. Siamo arrivati all'Osservatorio di Ray e voglio che tu lo veda. Il sole sorger fra
mezz'ora.
Cos rimasero seduti nel veicolo a guardare l'alba.
Quanti anni hai, ragazzo?
Sette.
Quanti anni sono in termini terrestri? Tredici? Quattordici?
Credo di s.
Accidenti. Sei gi pi alto di me.
Uh-uh. Nirgal si trattenne dal sottolineare che questo non voleva dire che fosse poi molto
alto. Tu quanti anni hai?
Centonove. Ah ah ah! Farai meglio a chiudere gli occhi se non vuoi che ti schizzino dalla
testa. Non mi guardare in quel modo. Ero gi vecchio il giorno in cui sono nato, e sar giovane il
giorno in cui morir.
Sonnecchiarono mentre verso est il cielo si tingeva di un cupo blu violaceo. Come faceva
spesso la sera, a Zigote, Coyote canticchi fra s una melodia in modo tale da far pensare che avesse
preso una pastiglia di omegendorfina. A poco a poco, risult chiaro che la linea dell'orizzonte era
molto lontana, e anche molto alta. Nirgal non aveva mai visto una terra tanto distante, e pareva anche
curvarsi intorno a loro, un nero muro curvo che si trovava a una distanza immensa, oltre una pianura
nera. Ehi, Coyote! esclam. Questo cos'?
Ah! comment soltanto Coyote, che appariva molto soddisfatto.
Il cielo si rischiar, e improvvisamente il sole oltrepass il bordo superiore del distante muro,
abbagliando Nirgal per qualche tempo. A mano a mano che l'astro saliva, tuttavia, le ombre
sull'enorme altura semicircolare cedettero il posto a cunei di luce che rivelavano insenature frastagliate
che fendevano la vasta curva del muro, tanto grande che Nirgal sussult, il naso premuto contro il
finestrino... era enorme al punto da fare quasi paura! Coyote, cos'?
Coyote scoppi in una delle sue allarmanti risate, il cui suono animalesco pervase la macchina.
Quindi, vedi, questo mondo non  poi cos piccolo, vero, ragazzo? Questo  il fondo del Bacino di
Prometeo. Si tratta di un bacino di impatto, uno dei pi grandi di Marte, grande quasi quanto l'Argyre,
solo che si trova qui, vicino al polo sud, per cui met del suo bordo  stato seppellito da tempo sotto la
calotta polare e gli strati di terreno. L'altra met  quella scarpata curva laggi. Agit una mano con
fare espansivo.  una sorta di enorme caldera, ma qui ce n' solo met, quindi ci si pu entrare.
Questa piccola altura  il posto migliore che conosco per ammirarla. Richiam a schermo una mappa
della regione e indic. Noi siamo sul bordo di questo piccolo cratere, Vt, e guardiamo verso
nordovest. L'altura, laggi si chiama le Rupi di Prometeo, ed  alta circa un chilometro. Naturalmente,
il colle Eco  alto tre chilometri, e il rilievo del Monte Olimpo sei... senti queste cose, Mister Piccolo
Pianeta? Per questo piccoletto dovr bastarci, per questa mattina.
Il sole sal ulteriormente nel cielo, illuminando dall'alto la grande curva dell'altura, solcata da
profondi crepacci e crateri pi piccoli. Il Rifugio Prometeo  sul lato opposto di quella grossa
rientranza laggi aggiunse Coyote, indicando il lato sinistro della curva. Nel cratere Wj.
Durante la lunga giornata di sosta, Nirgal guard quasi di continuo la gigantesca altura, che
ogni volta appariva diversa a mano a mano che le ombre si spostavano e si accorciavano, rivelando
nuove caratteristiche e oscurandone altre. Ci sarebbero voluti anni di osservazione per vedere tutto, e
lui scopr di non riuscire a superare la sensazione che quel muro fosse alto in maniera innaturale,
addirittura impossibile. Coyote aveva ragione, gli orizzonti ristretti lo avevano tratto in inganno e non
aveva immaginato che il mondo potesse essere tanto vasto.
Quella notte entrarono nel cratere Wj, una delle pi grandi rientranze del gigantesco muro, poi
raggiunsero le alture ricurve delle Rupi di Prometeo. Il muro torreggiava su di esse come il lato
verticale dell'universo stesso: la calotta polare non era niente, paragonata a quella massa di roccia, il
che significava che il Monte Olimpo menzionato da Coyote doveva essere... non sapeva in che termini
pensare a esso.
Ai piedi dell'altura, in un punto in cui la roccia scendeva in una parete ininterrotta e quasi
verticale fino alla sabbia piatta, c'era un portello stagno rientrato. Al di l di esso c'era il rifugio
chiamato Prometeo, un insieme di ampie camere sovrapposte come quelle della casa di bamb, con le
pareti ricurve dai vetri filtranti che si affacciavano sul cratere Wj e sul grande bacino al di l di esso.
Gli abitanti del rifugio parlavano francese, come faceva anche Coyote nel rivolgersi a loro. Non erano
vecchi quanto lui o gli altri issei, ma erano abbastanza anziani e avevano la statura dei terrestri, il che
significava che la maggior parte di essi doveva guardare in su quando si rivolgevano a Nirgal con fare
ospitale, parlando in un inglese fluente ma accentato. Cos tu sei Nirgal! Enchant! Abbiamo sentito
parlare di te e siamo lieti di conoscerti.
Un gruppo di loro lo condusse a visitare il rifugio mentre Coyote faceva altro. Quel posto era
molto diverso da Zigote. In poche parole, era fatto solo di stanze. Ce n'erano parecchie grandi,
accatastate vicino alla parete, con quelle pi piccole alle loro spalle. Tre degli ambienti con finestre
erano serre, e tutti gli ambienti del rifugio erano mantenuti molto caldi, pieni di piante e arazzi alle
pareti, statue e fontane. A Nirgal quel posto parve soffocante, troppo caldo e assolutamente
affascinante.
Vi passarono per soltanto un giorno, poi guidarono l'auto di Coyote dentro un grande
ascensore nel quale rimasero per un'ora. Quando Coyote guid il veicolo fuori dalla porta opposta, si
trovarono sulla sommit di un accidentato pianoro che si stendeva alle spalle delle Rupi di Prometeo.
L Nirgal sub un altro shock. Quando si erano trovati all'Osservatorio di Ray, il grande muro aveva
delimitato il campo visivo, e lui era stato in grado di comprendere ci che vedeva. Sulla sommit
dell'altura, per, nel guardare indietro, la distanza era tanto vasta che la sua mente non riusciva a
elaborarla. Ebbe difficolt a mettere a fuoco la vista, non vedeva niente se non una sfocata massa
vertiginosa di macchie e chiazze di colore... bianco, viola, marrone, rossiccio, ruggine, ancora bianco...
e questo gli dava un senso di nausea. Arriva una tempesta avvert Coyote, e Nirgal vide che sopra di
loro i colori formavano una flotta di alte e solide nuvole che navigavano attraverso un cielo violetto
dove il sole era basso verso ovest. Le nuvole erano biancastre sulla sommit, e infinitamente lobate, ma
il fondo era di un grigio scuro ed era pi vicino alla loro testa del fondo del bacino. Erano tutte alla
stessa altezza, come se scorressero su un pavimento trasparente. Il mondo sottostante non era cos
uniforme, chiazzato di rossiccio e marrone dalle ombre delle nubi, in visibile movimento. E quella
mezzaluna bianca in mezzo al tutto era la calotta polare! Potevano spingere lo sguardo fino a casa!
Riconoscere il ghiaccio gli diede infine quel minimo di prospettiva di cui aveva bisogno per trovare un
senso al tutto, e le chiazze di colore si stabilizzarono fino a diventare un paesaggio circolare bitorzoluto
e irregolare, chiazzato dalle ombre delle nuvole in movimento.
Quel vertiginoso atto cognitivo richiese a Nirgal solo pochi secondi, ma quando si concluse lui
vide che Coyote lo osservava con un ampio sorriso.
Quanto lontano possiamo spingere lo sguardo, Coyote? Di quanti chilometri?
Coyote si limit a ridacchiare. Chiedilo al Grande Uomo, ragazzo. O cerca di capirlo da solo.
Quanti saranno... trecento chilometri? Qualcosa del genere. Un semplice salto per il grande, mille
imperi per i piccoli.
Io lo voglio attraversare di corsa.
Ne sono certo. Oh, guarda, guarda l! Laggi, fra le nuvole, sopra la calotta polare. Un
fulmine, lo vedi? Quei tremolii sono fulmini.
In effetti erano l, vividi fili di luce che apparivano e sparivano in silenzio a intervalli di pochi
secondi, collegando le nubi nere al terreno bianco. Finalmente vedeva i fulmini con i suoi occhi. Il
mondo bianco che affondava scintillando in quello verde lo scuoteva. Non c' niente come una grande
tempesta stava dicendo Coyote. Niente che la eguagli. Oh, essere fuori al vento! Abbiamo creato noi
quella tempesta, ragazzo, anche se credo che io ne potrei creare una ancora pi grande.
Nirgal per non era in grado di immaginarne una pi grande. Quello che si stendeva sotto di
loro era di una vastit cosmica, elettrico, venato di colore, di una spaziosit ventosa. In effetti, si sent
un po' sollevato quando Coyote gir l'auto e si avvi, facendo scomparire quella vista oltre il bordo
dell'altura che divenne il nuovo orizzonte, alle loro spalle.
Cosa sono i fulmini?
Ecco, i fulmini... merda. Devo confessare che i fulmini sono uno dei fenomeni di questo
mondo per i quali non riesco a trattenere nella mente una spiegazione. Me lo hanno detto, ma mi
scivola sempre via. Si tratta di elettricit, naturalmente, qualcosa riguardo a elettroni o ioni, positivi e
negativi, cariche che si accumulano fra le nuvole e si scaricano sul terreno, o in alto e in basso
contemporaneamente, almeno a quanto mi pare di ricordare. Chi lo sa. Ka booom! E questo  il
fulmine, eh?
Il mondo bianco e quello verde che sfregavano uno contro l'altro, sfrigolando per l'attrito. Era
ovvio.
C'erano parecchi rifugi sul pianoro settentrionale delle Rupi di Prometeo, alcuni nascosti nelle
pareti delle scarpate e nel bordo dei crateri, come il progetto di scavo di tunnel di Nadia, a Zigote. Altri
invece sorgevano nei crateri, sotto cupole trasparenti, dove qualsiasi polizia aerea poteva vederli. La
prima volta che Coyote aveva guidato fino al bordo di uno di quei crateri e avevano notato in basso la
cupola chiara di un villaggio sotto le stelle, Nirgal si era stupito nuovamente, anche se si era trattato di
uno stupore minore rispetto a quello generato dal paesaggio. Edifici come la scuola, i bagni e la cucina,
gli alberi, le serre, tutto questo gli era fondamentalmente familiare, ma come facevano a starsene
impunemente all'aperto in quel modo? Era sconcertante.
E il rifugio era cos pieno di gente, di sconosciuti. In teoria, Nirgal sapeva che nei rifugi
meridionali c'era molta gente, alcuni dicevano cinquemila persone, ma incontrarne cos tanti, cos in
fretta, e scoprire che era vero, era una cosa del tutto diversa. E trovarsi in un insediamento che non era
nascosto lo rendeva estremamente nervoso. Come possono farlo? chiese a Coyote. Perch non li
arrestano e portano via?
Non so che dirti, ragazzo. Pu darsi che lo saranno, ma per ora non  successo, quindi non
pensano valga la pena di prendersi il disturbo di nascondersi. Sai che farlo richiede uno sforzo
enorme... bisogna approntare l'ingegneria di smaltimento termico e di schermatura elettronica, e devi
rimanere sempre dove non ti possano vedere... una faticaccia. E quaggi alcune persone semplicemente
non vogliono farlo. Si definiscono il demi-monde, il mondo di mezzo. Hanno piani per l'eventualit di
un'indagine o perfino di un'invasione, la maggior parte di questi rifugi ha tunnel di fuga come i nostri,
e alcuni hanno perfino riserve nascoste di armi, ma perlopi pensano che se sono qui fuori sulla
superficie questo escluda di per s il bisogno di un'indagine. La gente di Christianopolis ha
semplicemente detto chiaro e tondo all'NU che sono venuti qui per togliersi dalla rete. Tuttavia, su
questo punto sono d'accordo con Hiroko nel ritenere che alcuni di noi debbano essere un po' pi cauti
di cos. Se vuoi il mio parere, l'NU  a caccia dei primi cento, e anche delle loro famiglie, purtroppo
per voi bambini. Comunque, adesso la resistenza include il sottosuolo e il demi-monde, e avere delle
citt all'aperto  un grosso aiuto per i rifugi nascosti, per cui sono lieto che ci siano. A questo punto,
possiamo fare affidamento su di loro.
In quella citt, Coyote venne accolto calorosamente, come lo era dappertutto, sia che
l'insediamento fosse nascosto o meno. Si sistem in un angolo di un grosso garage sull'orlo del cratere
e avvi una vivace attivit di scambio di merci, incluse sementi, software, lampadine, parti di ricambio
e piccoli macchinari. Li cedette dopo lunghe consultazioni con i loro ospiti, nel corso di sessioni di
contrattazione che Nirgal non riusc a comprendere. Poi, dopo una breve visita al fondo del cratere,
dove il villaggio risult sorprendentemente simile a Zigote sotto una luminosa cupola purpurea, si
rimisero in cammino.
Durante i tragitti fra un rifugio e l'altro, Coyote spieg le sessioni di contrattazione, ma in modo
tutt'altro che efficace. Salvo queste persone dalle loro ridicole idee di economia, ecco cosa faccio!
Un'economia basata sui doni va benissimo, ma non  abbastanza organizzata per la nostra situazione.
Ci sono cose d'importanza critica che tutti devono avere, e che quindi le persone devono dare, il che 
una contraddizione, giusto? Perci io sto cercando di elaborare un sistema razionale. In effetti, sono
Vlad e Marina che lo stanno elaborando, e io cerco di applicarlo, il che significa che sono quello che si
deve grattare tutte le rogne.
E questo sistema...
Ecco,  una sorta di cosa su due binari, per cui loro possono ancora dare tutto quello che
vogliono, ma ai beni necessari vengono assegnati valori e sono distribuiti adeguatamente. Buon dio,
non riusciresti a credere quante discussioni devo sostenere. La gente pu essere cos stupida. Cerco di
accertarmi che tutto concorra a generare un'ecologia stabile, come quella di uno dei sistemi di Hiroko,
con ogni rifugio a riempire la sua nicchia e a fornire la sua specialit, e cosa ottengo in cambio? Insulti,
ecco cosa ottengo! Abusi estremi! Cerco di farli smettere con lo scambio di doni e mi definiscono un
barone dei ladri. Provo a farli cessare di accumulare e mi danno del fascista. Gli idioti! Che cosa
faranno quando nessuno di loro sar autosufficiente e per met saranno pazzi paranoici? Sospir con
fare teatrale. In ogni caso, stiamo facendo progressi. Christianopolis fabbrica lampadine, come hai
visto a Mauss Hyde coltivano ogni sorta di piante e Bogdanov Vishniac fabbrica qualsiasi cosa sia
grossa e difficile da mettere insieme, come barre per i reattori, veicoli schermati e la maggior parte dei
grossi robot, mentre la tua Zigote produce strumenti scientifici, e cos via. E io li distribuisco in giro.
Sei il solo a farlo?
Quasi. Perlopi, i rifugi sono autosufficienti, tranne che per queste poche criticit. Tutti hanno
programmi e sementi, che sono le necessit di base. Inoltre,  importante che siano in pochi a sapere
dove si trovano tutti i rifugi nascosti.
Nirgal assimil i sottintesi di quelle parole mentre viaggiavano nella notte. Intanto Coyote
dissert sul perossido d'idrogeno standard e sull'azoto standard, un nuovo sistema di Vlad e Marina, e
Nirgal fece del suo meglio per seguirlo, ma gli riusc difficile, forse perch erano concetti complessi, o
forse perch Coyote condiva la maggior parte delle spiegazioni con critiche veementi riguardo alle
difficolt che incontrava in certi rifugi. Nirgal decise che avrebbe chiesto delucidazioni a Sax e a
Nadia, una volta a casa, e smise di ascoltare.
Adesso il territorio che attraversavano era dominato da crateri circolari, i pi recenti che si
sovrapponevano ai pi vecchi, seppellendoli. Si definisce saturazione craterica. Questo  un terreno
molto antico. Un sacco di quei crateri non avevano bordi sopraelevati ed erano semplici depressioni
rotonde a fondo piatto. Cosa  successo al bordo?
 stato eroso
Da cosa?
Ann dice dal ghiaccio e dal vento. Sostiene che nel corso del tempo hanno rimosso almeno un
chilometro di spessore dalle alture meridionali.
Allora hanno tolto tutto!
Ma poi  arrivata altra roccia. Questa  una terra antica.
In mezzo ai crateri, il terreno era coperto da rocce smosse e risultava incredibilmente irregolare.
C'erano avvallamenti, dossi, depressioni, collinette, trincee, graben, smottamenti, colline e vallette.
Mai neppure un'area piatta, tranne per il bordo dei crateri e qualche bassa altura, che Coyote usava
come strade tutte le volte che era possibile. Ciononostante, la pista che seguiva su quel paesaggio
bitorzoluto continuava a essere tortuosa, e Nirgal stentava a credere che fosse memorizzata. Quando lo
disse, Coyote scoppi a ridere. Cosa intendi con memorizzata? Ci siamo perduti!
Non era vero, o comunque non lo fu a lungo. Il pennacchio di un mohole apparve all'orizzonte,
e Coyote punt verso di esso.
L'ho sempre saputo borbott. Quello  il mohole di Vishniac. Ce ne sono altri quattro
avviati intorno alla linea del 75 di latitudine, e due di essi non sono pi occupati neppure da robot.
Vishniac  uno dei due, ed  stato occupato da un gruppo di bogdanoviani che ci vive dentro. Scoppi
a ridere.  un'idea meravigliosa, perch possono scavare nella parete laterale fino in fondo, e laggi
sono liberi di emettere tutto il calore che vogliono senza che nessuno possa dire che non sono altri gas
roventi del mohole. Per questo sono in condizione di costruire tutto quello che vogliono e perfino di
lavorare l'uranio per le barre di combustibile dei reattori. Adesso  una piccola citt industriale, e anche
uno dei miei posti preferiti, perch danno grandi feste.
Si addentr in una delle molte piccole trincee che fendevano il terreno, poi fren, tocc lo
schermo e una grossa roccia si spost dal lato della trincea a rivelare una galleria buia. Coyote vi si
addentr e la roccia torn al suo posto alle loro spalle. A questo punto, Nirgal aveva creduto che niente
potesse pi sorprenderlo, ma si guard intorno con gli occhi sgranati mentre percorrevano il tunnel, le
cui pareti di roccia grezza quasi sfioravano i lati del veicolo. Esso pareva estendersi all'infinito.
Hanno scavato un'infinit di tunnel d'ingresso, in modo che il mohole in s appaia deserto. Dobbiamo
percorrere circa venti chilometri.
Finalmente Coyote spense i fari, poi la macchina emerse nel fioco chiarore violaceo della notte.
Si trovavano su una strada ripida che pareva scendere a spirale lungo la parete del mohole. Le luci del
loro pannello strumentale erano simili a minuscole lanterne e nel guardare attraverso la propria
immagine riflessa Nirgal poteva notare che la strada era tre o quattro volte pi larga del veicolo. Era
impossibile vedere le dimensioni complete del mohole, ma dalla curva della strada poteva capire che
era un grosso buco, del diametro di almeno un chilometro. Sei certo che stiamo andando alla giusta
velocit su queste curve? chiese, nervoso.
Mi fido del pilota automatico ribatt Coyote, irritato. Parlarne porta sfortuna.
La macchina prosegu lungo la strada. Dopo oltre un'ora di discesa, dal pannello di controllo
giunse un segnale sonoro e l'auto svolt verso la ricurva parete di roccia alla loro sinistra, dove si
apriva il tubo d'ingresso di un garage che si agganci rumorosamente al loro portello esterno.
Dentro il garage furono accolti da un gruppo di una ventina di persone e scortati oltre una fila di
alte stanze, fino a una camera grande come una caverna. Le stanze che i bogdanoviani avevano ricavato
nelle pareti del mohole erano ampie, pi ampie di quelle di Prometeo. Le camere posteriori erano di
norma alte dieci metri, e in alcuni casi erano profonde duecento, mentre la caverna pi grande
rivaleggiava per dimensioni con la stessa Zigote, con grandi finestre che si affacciavano sul buco.
Guardando di lato attraverso una finestra, Nirgal not che il vetro, visto dall'esterno, sembrava un tratto
di parete di roccia. I filtri di rivestimento dovevano essere davvero ingegnosi, perch con il
sopraggiungere del mattino la luce si rivers intensa all'interno. La visuale offerta dalle finestre era
limitata alla parete esterna del mohole e a una gibbosa mezzaluna di cielo, pi in alto, ma esse
conferivano alle stanze una meravigliosa sensazione di spaziosit e di luce, un'impressione di essere
sotto il cielo, che Zigote non poteva eguagliare. Per tutto quel primo giorno Nirgal fu affidato a un
ometto dalla pelle scura che si chiamava Hilall, che lo condusse in giro per le stanze e interruppe il
lavoro della gente per presentarlo. Erano tutti cortesi... Tu devi essere uno dei bambini di Hiroko, eh?
Oh, sei Nirgal! Piacere di conoscerti! Ehi, John,  arrivato Coyote, stasera si fa festa!... e gli
mostravano quello che stavano facendo, lo accompagnavano nelle stanze pi piccole sul retro, dove
c'erano fattorie rischiarate da una luce intensa e fabbriche che parevano estendersi all'infinito nella
roccia. E il tutto era molto caldo, come in un bagno comune, per cui Nirgal sudava di continuo. Dove
mettete tutta la roccia che estraete con gli scavi? chiese a Hilall, perch Hiroko aveva detto che una
delle comodit dello scavare una cupola sotto la calotta polare era che il ghiaccio secco rimosso era
stato semplicemente trasformato in gas.
Pavimenta la strada vicino al fondo del mohole spieg Hilall, compiaciuto della domanda.
Pareva apprezzare tutte le sue domande, come facevano anche gli altri. In generale, gli abitanti di
Vishniac sembravano allegri, una folla rumorosa che dava sempre una festa per celebrare l'arrivo di
Coyote, che lui dedusse essere soltanto una delle tante scuse per fare festa.
Poi Hilall ricevette una chiamata di Coyote sul comunicatore da polso e accompagn Nirgal in
un laboratorio dove gli prelevarono un frammento di pelle dal dito. Da l tornarono lentamente nella
grande caverna dove si unirono alla folla che si andava allineando in fondo a essa vicino alle finestre
della cucina.
Dopo un pasto saporito a base di fagioli e patate, la festa cominci nella caverna. Una grande e
indisciplinata banda di tamburi d'acciaio con un numero di componenti fluttuante suonava melodie
ritmiche e scandite, e la gente danz per ore, fermandosi di tanto in tanto per bere un liquore orribile
chiamato kavajava o per prendere parte a un assortimento di giochi in corso su un lato della stanza.
Dopo aver assaggiato il kavajava e aver inghiottito una pillola di omegendorfina datagli da Coyote,
Nirgal corse sul posto per un po' mentre suonava una grancassa insieme alla banda, poi sedette in cima
a un basso rialzo erboso nel centro della camera perch si sentiva troppo ubriaco per stare in piedi.
Coyote aveva bevuto abbondantemente per tutta la sera ma non aveva problemi del genere: danzava
selvaggiamente, spiccando alti salti sulla punta dei piedi, e rideva. Non capirai mai la gioia della forza
di gravit del tuo pianeta, ragazzo! grid a Nirgal. Non la capirai mai!
Varie persone vennero a presentarsi, a volte chiedendo a Nirgal di sfoggiare il tuo tocco caldo...
un gruppo di ragazze della sua et gli prese le mani e se le premette sulle guance dopo averle
raffreddate con i drink, e quando lui le riscald risero sgranando gli occhi, per poi invitarlo a scaldare
altre parti del loro corpo. Invece, si alz per ballare con loro, sentendosi sciolto e stordito nel correre in
cerchio per scaricare parte dell'energia che aveva dentro. Quando torn alla collinetta, con la testa che
gli ronzava, Coyote lo raggiunse zigzagando e sedette pesantemente accanto a lui.  cos bello ballare
con questa gravit, non ne ho mai abbastanza. Osserv Nirgal con uno sguardo un po' strabico, i
dreadlock grigi in stile rasta che gli ricadevano su tutta la testa, e Nirgal not di nuovo come la sua
faccia sembrasse essersi in qualche modo rotta, forse all'altezza della mandibola, per cui adesso un lato
era pi largo dell'altro, o qualcosa del genere. Quella vista gli strapp un sussulto.
Coyote lo afferr per una spalla e lo scroll con forza. A quanto pare, ragazzo, tuo padre sono
io! esclam.
Stai scherzando! Una scarica elettrica corse lungo la schiena di Nirgal e gli usc dal viso
mentre si fissavano a vicenda e lui si meravigliava di come il mondo bianco potesse sconvolgere cos
completamente quello verde. Si aggrapparono l'uno all'altro.
Non sto scherzando ribatt Coyote.
Si fissarono a vicenda. Non c' da meravigliarsi che tu sia tanto sveglio comment poi
Coyote, e scoppi in una risata. Ah ah ah! Spero che a te vada bene!
Certo rispose Nirgal, sorridente ma a disagio. Non conosceva bene Coyote, e il concetto di
padre era per lui ancora pi vago di quello di madre, quindi non sapeva bene cosa provasse. C'era
l'eredit genetica, certo, ma cos'era? Tutti loro ricevevano i geni da qualche parte, e comunque quelli
degli ectogeni erano transgenici, o almeno cos dicevano.
Anche se imprecava in cento modi diversi contro Hiroko, per, Coyote sembrava compiaciuto
della cosa. Quella strega, quella tiranna! Matriarcato un accidente...  pazza! Le cose che fa mi
lasciano sbalordito! Anche se in questo c' una certa giustizia. S,  cos, perch Hiroko e io eravamo
una coppia all'alba dei tempi, quando eravamo giovani, in Inghilterra. Questa  la ragione per cui sono
qui su Marte. Per tutta la mia fottuta vita sono stato un clandestino nel suo armadio. Scoppi a ridere e
assest a Nirgal un'altra pacca sulla spalla. Bene, ragazzo, pi avanti capirai meglio quanto la cosa ti
vada a genio.
E torn a ballare, lasciando Nirgal a rifletterci sopra. Nel guardare le contorsioni e i salti di
Coyote, Nirgal pot solo scuotere il capo: non sapeva cosa pensare, e al momento pensare a qualsiasi
cosa gli riusciva molto difficile. Meglio ballare, o andare a cercare i bagni.
L per non avevano bagni pubblici. Corse in cerchio lungo la pista da ballo, e pi tardi torn a
sedersi sulla stessa collinetta, dove un gruppo di locali si raccolse intorno a lui e a Coyote. Ti piace
essere il padre del Dalai Lama, eh? Ti procurer una certa fama?
Vai al diavolo, amico! Come dicevo, Ann sostiene che hanno smesso di scavare in questi
mohole del 75 di latitudine perch quaggi la litosfera  troppo sottile. Coyote annu con fare
solenne. Voglio raggiungere uno di quei mohole non pi in funzione e riavviarne i robot, per vedere
se scavano abbastanza in profondit da generare un vulcano.
Tutti risero, ma una donna scosse il capo. Se lo fai, verranno qui a controllare. Se proprio lo
vuoi fare, dovresti puntare a nord e colpire uno dei mohole del 60 di latitudine. Anche quelli non sono
pi attivi.
Ann per dice che lass la litosfera  pi spessa.
Certo, ma i mohole sono anche pi profondi.
Mmm borbott Coyote.
La conversazione si spost poi su altri argomenti pi seri, soprattutto quelli, inevitabili, delle
carenze di beni e degli sviluppi nel Nord. Alla fine della settimana per, quando lasciarono Vishniac
percorrendo un tunnel diverso e pi lungo, si diressero a nord perch tutti i piani precedenti di Coyote
erano andati all'aria. Questa  la storia della mia vita, ragazzo.
Durante la quinta notte di guida sulle terre alte del Sud, Coyote fece rallentare il rover e aggir
il bordo di un grosso e vecchio cratere, eroso fin quasi al livello della pianura circostante. Attraverso
una gola che si apriva nell'antico bordo era possibile vedere che il fondo sabbioso era sfregiato da un
gigantesco foro rotondo. Apparentemente, questo era l'aspetto che il mohole aveva, visto dalla
superficie. Un sottile pennacchio di brina aleggiava nell'aria qualche centinaio di metri al di sopra del
buco, materializzato dal nulla come il trucco di un prestigiatore. I contorni del mohole erano smussati
per permettere a una striscia di cemento di scendere all'interno con una pendenza di 45. Era difficile
dire quanto quel raccordo fosse largo, perch le dimensioni del mohole stesso lo facevano apparire una
semplice striscia. Lungo tutto il bordo esterno correva un'alta recinzione di filo metallico. Mmm
borbott Coyote, guardando attraverso il parabrezza. Entr nella gola in retromarcia, parcheggi ed
entr in un walker. Torno presto disse, e salt nel portello.
Quella fu per Nirgal una lunga notte di ansia. Non chiuse quasi occhio e la sua preoccupazione
si stava intensificando il mattino successivo, quando infine vide Coyote apparire all'esterno del
portello, appena prima delle sette del mattino, quando il sole stava per sorgere. Era sul punto di
lamentarsi per la sua lunga assenza, ma allorch lui entr e si tolse il casco risult evidente che era di
pessimo umore. Mentre se ne stavano l seduti per tutto il giorno, Coyote continu a comunicare con la
sua IA in un'assorta discussione, imprecando violentemente e del tutto dimentico del suo giovane e
affamato protetto. Nirgal provvide a riscaldare il pasto per entrambi, poi sonnecchi un po', a disagio, e
si svegli quando il rover sobbalz in avanti. Voglio cercare di oltrepassare il cancello disse Coyote.
Hanno un notevole livello di sicurezza intorno a quel buco, ma un'altra notte dovrebbe decidere le
cose per un verso o nell'altro. Aggir il cratere, parcheggi sul lato opposto e con il crepuscolo se ne
and di nuovo a piedi.
Di nuovo rimase assente per tutta la notte, e ancora una volta Nirgal trov molto difficile
dormire. Si chiese cosa avrebbe dovuto fare se Coyote non fosse tornato.
In effetti, lui non torn all'alba, e la giornata che segu fu senza dubbio la pi lunga della vita di
Nirgal, e quando essa fin si ritrov a non sapere cosa fare. Cercare di soccorrere Coyote; tentare di
tornare a Zigote o a Vishniac; scendere nel mohole e consegnarsi a qualsiasi misterioso sistema di
sicurezza avesse inghiottito Coyote. Sembravano tutte opzioni impossibili.
Un'ora dopo il tramonto, per, Coyote batt contro il veicolo con il suo solito tik-tik-tik, poi
entr con il volto trasformato in una maschera furente. Bevve un primo litro d'acqua e buona parte di
un secondo, poi sbuff con disgusto. Andiamocene da questo posto del cazzo disse.
Dopo un paio d'ore di viaggio silenzioso, Nirgal pens di cambiare argomento, o quantomeno
di ampliarlo. Coyote, disse per quanto tempo pensi che dovremo rimanere nascosti?
Non mi chiamare Coyote! Io non sono Coyote. Coyote  l fuori fra quelle colline l dietro che
respira gi aria e fa quello che vuole, il bastardo. Il mio nome  Desmond, chiamami Desmond,
capito?
D'accordo assent Nirgal, spaventato.
Riguardo a quanto tempo dovremo rimanere nascosti, credo che sar per sempre.
Si diressero a sud, verso il mohole Rayleigh, dove Coyote (non sembrava essere un Desmond)
aveva avuto inizialmente intenzione di andare. Quel mohole era davvero abbandonato, un buco oscuro
nelle terre alte, con il pennacchio termico che aleggiava su di esso come lo spettro di un monumento.
Poterono entrare nel parcheggio vuoto coperto di sabbia e nel garage lungo l'orlo, in mezzo a una
piccola flotta di veicoli robotizzati coperti da teli incerati e cumuli di sabbia. Cos va meglio borbott
Coyote. Vieni, dobbiamo dare un'occhiata dentro. Avanti, entra nel tuo walker.
Era strano essere fuori nel vento, in piedi sull'orlo di un buco cos enorme. Guardarono al di
sopra del muro alto fino al petto e videro la striscia smussata di cemento che seguiva i contorni del
buco e scendeva inclinata per circa duecento metri. Per poter vedere all'interno del mohole vero e
proprio dovettero camminare per un chilometro lungo una strada curva che attraversava la fascia di
cemento, e l finalmente si poterono fermare per guardare nel buio oltre il bordo della strada. Coyote
era in piedi proprio accanto allo strapiombo, cosa che rendeva nervoso Nirgal. Poi si accucci sulle
mani e sulle ginocchia per guardare in basso. Nessuna traccia del fondo: era come guardare nel centro
del pianeta. Venti chilometri disse Coyote, attraverso il sistema di comunicazione del casco. Protese
una mano oltre l'orlo, e Nirgal lo imit. Poteva sentire la corrente ascensionale. D'accordo, vediamo
se ci riesce di riattivare i robot. E risalirono la strada.
Coyote aveva trascorso molte ore diurne a studiare vecchi programmi sulla sua IA, e adesso us
il perossido di azoto prelevato dal loro veicolo per pomparlo dentro due giganteschi robot che si
trovavano nel parcheggio, poi si colleg ai loro pannelli di controllo e si mise all'opera. Quando ebbe
finito era certo che avrebbero lavorato come richiesto in fondo al mohole, e rimasero a guardarli mentre
percorrevano la strada curva su ruote alte quattro volte il veicolo di Coyote.
Bene comment lui, rasserenandosi. Useranno l'energia fornita dai loro pannelli solari e il
loro stesso carburante per produrre gli esplosivi al perossido, procedendo in modo lento e costante
finch forse raggiungeranno qualcosa di rovente. Potremmo aver appena dato vita a un vulcano!
 un bene?
Coyote scoppi in una risata selvaggia. Non lo so! Per nessuno lo ha mai fatto prima, quindi
ha almeno questo a suo favore!
Ritornarono al loro piano di viaggio, fra rifugi sia nascosti che all'aperto, e Coyote continu a
dire in giro: La scorsa settimana abbiamo rimesso in attivit il mohole Rayleigh. Avete gi visto un
vulcano in attivit?
Nessuno lo aveva visto. Il Rayleigh pareva comportarsi come prima, con il suo pennacchio
termico inalterato. Bene, allora forse non ha funzionato commentava lui. O forse ci vorr del
tempo. D'altro canto, se adesso il fondo di quel mohole fosse coperto di lava, chi sarebbe in grado di
dirlo?
Potremmo dirlo noi rispondeva la gente, e qualcuno aggiungeva: Perch hai fatto una cosa
tanto stupida? Tanto valeva che chiamassi l'Autorit Transizionale e dicessi loro di venire qui a
cercarci.
Coyote smise quindi di parlare della cosa. Passarono da un rifugio all'altro: Mauss, Hyde,
Gramsci, Overhang, Christianopolis... a ogni sosta Nirgal veniva accolto bene, e spesso la gente gi lo
conosceva di fama. Nirgal era molto sorpreso dalla variet e dal numero di rifugi che tutti insieme
formavano il loro strano mondo, per met segreto e per met esposto. E se quel mondo era soltanto una
piccola parte della civilt marziana nel suo complesso, come doveva essere la superficie delle citt del
Nord? Era qualcosa che esulava dalla sua comprensione, anche se gli pareva che mentre le meraviglie
di quel viaggio continuavano a succedersi, una dopo l'altra, la sua capacit di comprensione si andasse
ampliando un po'. Dopotutto, non si poteva semplicemente esplodere per lo stupore.
Bene, commentava Coyote, mentre guidavano (aveva insegnato anche a Nirgal a farlo) forse
abbiamo dato vita a un vulcano, o forse no. In ogni caso, era un'idea nuova. Questo  uno degli aspetti
pi grandiosi di tutto il progetto marziano, ragazzo.  tutto nuovo.
Si diressero nuovamente a sud, finch il muro spettrale della cappa polare non incombette
all'orizzonte. Ben presto sarebbero stati a casa.
Nirgal pens a tutti i rifugi che aveva visitato Credi davvero che ci dovremo nascondere per
sempre, Desmond?
Desmond? Desmond? Chi  questo Desmond? Coyote sbuff. Oh, ragazzo, non lo so.
Nessuno lo pu sapere per certo. Le persone che si nascondono qui sono state spinte quass in un
periodo strano, quando la loro vita era minacciata, e non sono certo che sia ancora cos nelle citt di
superficie che stanno costruendo nel Nord. Forse i capi, sulla Terra, hanno imparato la lezione e adesso
la gente vive meglio. O forse  solo che non hanno ancora sostituito l'ascensore.
Quindi potrebbe non esserci un'altra rivoluzione?
Non lo so.
O non avr luogo finch non ci sar anche un ascensore?
Non lo so! Ma l'ascensore sta arrivando, e stanno costruendo alcuni nuovi, grandi specchi che
a volte puoi veder brillare di notte, laggi o proprio intorno al sole. Quindi credo che potrebbe
succedere qualsiasi cosa. Per una rivoluzione  un evento raro, e comunque molte rivoluzioni sono
reazionarie. Vedi, i contadini hanno le loro tradizioni, valori e abitudini che permettono loro di vivere.
Per vivono cos vicini all'orlo del precipizio che un rapido cambiamento ve li pu spingere dentro, e
in quei momenti non si tratta di politica, ma di sopravvivenza. L'ho visto io stesso, quando avevo la tua
et. La gente che  stata mandata qui non era povera, ma aveva le sue tradizioni, e come i poveri era
impotente. Quando c' stato l'afflusso del 2050, le loro tradizioni sono state spazzate via, quindi hanno
combattuto per quello che avevano, e la verit  che hanno perso. Non puoi pi combattere contro il
potere dominante, soprattutto qui, perch le armi sono troppo potenti e i nostri ripari troppo fragili. Noi
stessi ci dovremmo armare molto bene, o qualcosa di simile. Quindi, vedi, noi ci nascondiamo e loro
stanno inondando Marte di un nuovo genere di folla, persone che sulla Terra erano abituate a vivere in
condizioni veramente dure, per cui qui le cose non appaiono molto brutte. Ricevono il trattamento e
sono contente. Non vediamo molta gente cercare di lasciare i rifugi, come succedeva negli anni
precedenti il 2061. Ce ne sono alcune, ma non molte. Finch la gente ha i suoi divertimenti, le sue
piccole tradizioni, non solleva un dito.
Ma... cominci Nirgal, poi si interruppe.
Coyote not la sua espressione e scoppi a ridere. Ehi, chi lo sa? Molto presto metteranno in
funzione un altro ascensore su Monte Pavonis, e allora probabilmente ricominceranno a dare giri di
vite, quegli avidi bastardi. E forse voi giovani non vorrete che sia la Terra a dettare legge qui. Lo
vedremo quando arriver il momento. Intanto ci stiamo divertendo, vero? Teniamo viva la fiamma.
Quella notte Coyote ferm la macchina e disse a Nirgal di mettersi la tuta. Uscirono e si
soffermarono sulla sabbia, poi Coyote lo fece girare verso nord. Guarda il cielo. Nirgal lo fece e vide
apparire una nuova stella, lass sull'orizzonte settentrionale, e nell'arco di pochi secondi la osserv
crescere fino a diventare una cometa dalla lunga coda bianca. Quando era circa a met del cielo, la testa
fiammeggiante della cometa esplose e frammenti luminosi si sparpagliarono in ogni direzione, bianchi
sullo sfondo nero.
Uno degli asteroidi di ghiaccio! esclam.
Coyote sbuff. Non c' modo di sorprenderti, vero, ragazzo? Bene, ti voglio dire una cosa che
non sai. Quello era l'asteroide di ghiaccio 2089 C, e hai visto come  esploso, alla fine?  la prima
volta che succede. Lo hanno fatto di proposito. Farli esplodere quando entrano nell'atmosfera permette
loro di usare asteroidi pi grandi senza rischi per la superficie. E quella era una mia idea! Io stesso ho
detto loro di farlo, ho inserito un suggerimento anonimo nell'IA del Gregg's Place mentre mi trovavo l
a manomettere il loro sistema di comunicazione, e loro ci si sono lanciati sopra. Adesso faranno sempre
cos. Ce ne saranno uno o due come quello a ogni stagione, e inspessiranno l'atmosfera molto in fretta.
Guarda come tremolano le stelle. Era cos tutte le notti, sulla Terra. Ah, ragazzo... un giorno sar cos
anche qui per tutto il tempo. Aria che potrai respirare come un uccello nel cielo. Magari questo ci
aiuter a cambiare l'ordine delle cose in questo mondo. Con realt del genere non si pu mai dire.
Nirgal chiuse gli occhi e vide sulle palpebre l'immagine rossa residua della cometa di ghiaccio.
Meteore come fuochi artificiali, buchi che trapassavano il mantello del pianeta, vulcani... si gir e vide
Coyote saltellare sulla pianura, piccolo ed esile, il casco che appariva stranamente grande su di lui
come se fosse stato un mutante o uno sciamano che indossava la testa di un animale sacro, mentre
effettuava una danza magica sulla sabbia. Quello era Coyote, non c'erano dubbi. Era suo padre!
Avevano circumnavigato il mondo, anche se in alto nell'emisfero meridionale. La calotta polare
apparve all'orizzonte e si and ingrandendo, finch si trovarono sotto la sua sporgenza di ghiaccio, che
non sembrava pi alta di quanto lo era stata all'inizio del viaggio. Aggirarono il ghiaccio per arrivare a
casa, entrarono nell'hangar e uscirono dal piccolo rover che era diventato tanto familiare a Nirgal nelle
ultime due settimane, poi attraversarono con passo rigido i portelli e percorsero il lungo tunnel fino alla
cupola, e improvvisamente si trovarono in mezzo a volti familiari, a essere abbracciati, coccolati e
interrogati. Nirgal si ritrasse con timidezza da tutta quella attenzione, ma non ce n'era bisogno perch
Coyote raccont loro tutte le storie al suo posto, mentre lui doveva solo ridere e negare ogni
responsabilit per quello che avevano fatto. Nel guardare al di l dei suoi familiari, vide quanto era
piccolo in realt il suo mondo: la cupola aveva un diametro di meno di cinque chilometri ed era alta
250 metri sopra il lago. Un piccolo mondo.
Una volta conclusi i festeggiamenti per il ritorno a casa, usc a passeggiare nel chiarore del
primo mattino, sentendo il morso dell'aria e guardando con attenzione gli edifici e le strutture di bamb
del villaggio, il suo nido fra le colline e gli alberi. Tutto appariva cos strano e piccolo. Poi si ritrov fra
le dune, diretto verso la casa di Hiroko, con i gabbiani che volteggiavano in alto, e si ferm di frequente
solo per guardarsi intorno. Inspir a fondo l'odore salmastro dell'aria gelida, sulla spiaggia. L'intensa
familiarit di quell'odore suscit subito un milione di ricordi, e lui comprese di essere a casa.
Casa per era cambiata. O forse era cambiato lui. Fra il tentativo di salvare Simon e il suo
viaggio con Coyote, era diventato un giovane separato dagli altri. Le avventure che aveva tanto
desiderato per potersi distinguere erano arrivate, e il loro solo risultato era stato quello di esiliarlo dai
suoi amici. Jackie e Dao erano pi che mai incollati uno all'altra, e creavano una sorta di scudo fra lui e
i sensei pi giovani. Ben presto Nirgal si rese conto che non aveva davvero voluto essere diverso.
Voleva soltanto perdersi nell'intimit del suo piccolo branco ed essere un tutt'uno con i suoi fratelli.
Quando per si mescolava a loro, subito tacevano, e poi Dao li guidava altrove dopo gli incontri
pi imbarazzanti che si potessero immaginare. A lui non rimaneva che tornare dagli adulti, che
cominciarono a tenerlo abitualmente con loro nel pomeriggio. Forse volevano risparmiargli un ulteriore
duro trattamento da parte del suo branco, ma il solo effetto fu quello di marchiarlo ancora di pi. Non
c'era cura per questo, Un giorno, mentre camminava tristemente sulla spiaggia nella luce grigia e
crepuscolare di un pomeriggio autunnale, si rese conto che la sua infanzia era finita. Ecco cos'era
quella sensazione: adesso era qualcos'altro, n adulto n bambino, un essere solitario, uno straniero
nella sua terra. Quella malinconica consapevolezza procurava un suo particolare piacere.
Un giorno, dopo pranzo, Jackie rimase con lui e Hiroko, che quel giorno era venuta a insegnare,
e chiese di essere inclusa nella sua lezione pomeridiana. Perch dovresti insegnare a lui, e non a me?
Non ce n' motivo ribatt Hiroko, impassibile. Rimani, se vuoi. Prendi il leggio e richiama a
schermo L'Energia Termica, pagina 1050. Come esempio, modelleremo la cupola di Zigote. Ditemi,
qual  il punto pi caldo della cupola?
Nirgal e Jackie aggredirono il problema, in competizione e tuttavia fianco a fianco. Lui era cos
felice della sua presenza che stentava quasi a ricordare la domanda, e Jackie sollev la mano prima che
lui avesse anche solo organizzato i pensieri. Rise di lui, con un po' di disprezzo ma anche di
compiacimento. Nonostante tutti gli enormi cambiamenti che entrambi avevano subto, in Jackie
rimaneva la capacit di una gioia contagiosa, quella risata di cui lui era stato cos dolorosamente
privato...
Ecco una domanda per la prossima volta disse loro Hiroko. Tutti i nomi di Marte
nell'areofania sono nomi che i terrestri gli hanno dato. Circa la met di essi significa stella di fuoco'
nella lingua originale, ma  comunque un nome che viene dall'esterno. La domanda : qual  il nome
che Marte ha dato a s stesso?
Parecchie settimane pi tardi Coyote torn di nuovo, cosa che rese Nirgal felice e insieme
nervoso. Coyote si prese una mattina per insegnare ai ragazzi, ma per fortuna tratt Nirgal come tutti
gli altri. La Terra  in pessime condizioni, disse loro, mentre lavoravano alle pompe a vuoto dei
serbatoi di sodio liquido del Rickover e le cose andranno solo peggiorando. Questo rende il loro
controllo su Marte ancora pi pericoloso per noi. Ci dovremo nascondere finch non ci potremo
distaccare completamente da loro, e poi rimanere al sicuro da questa parte mentre loro sprofondano
nella follia e nel caos. Ricordate le mie parole, questa  una profezia, certa come la verit.
Non  quello che ha detto John Boone dichiar Jackie. Lei trascorreva molte delle sue ore
serali a esplorare l'IA di John Boone, e adesso la tir fuori di tasca. Dopo una breve ricerca per trovare
il punto in questione, la voce cordiale che usciva dalla scatola disse: Marte non sar mai davvero
sicuro finch non lo sar anche la Terra.
Coyote scoppi in una roca risata. Gi, ecco, John Boone era fatto cos, giusto? Per noterai
che  morto, mentre io sono ancora qui.
Chiunque si pu nascondere ribatt Jackie, in tono tagliente. Per John Boone  andato l
fuori e ha guidato gli altri.  per questo che sono una booneana.
Sei una Boone e una booneana! esclam Coyote, stuzzicandola. E l'algebra booneana non
ha mai avuto senso. Ora per ascolta, ragazza, devi capire tuo nonno meglio di cos se vuoi definirti
una booneana. Non puoi trasformare John Boone in un qualsiasi tipo di dogma ed essere fedele a ci
che lui era. L fuori vedo altri cosiddetti booneani che fanno proprio questo, e mi fa venire da ridere
quando non mi fa salire la schiuma alla bocca per la rabbia. Se John Boone potesse incontrarti e parlare
con te anche solo per un'ora, alla fine di quell'ora sarebbe un jackiano. Se incontrasse Dao e parlasse
con lui, diventerebbe un daoiano, forse perfino un maoista. Era fatto cos. E questo era un bene, capisci,
perch ha lasciato a noi la responsabilit di pensare. Ci ha costretti a dare un contributo, perch senza
questo Boone non poteva operare: quello che sosteneva non era solo che tutti lo possono fare, ma che
tutti dovrebbero farlo.
Inclusi tutti i popoli della Terra replic Jackie.
Non un'altra ragazza sveglia! esclam Coyote. Oh, ragazza, perch non lasci questi tuoi
bambocci e mi sposi adesso? Avanti, il mio bacio  potente come questa pompa a vuoto. E le agit
davanti la pompa a vuoto, che Jackie spinse di lato prima di assestargli una spinta e di correre via,
giusto per il divertimento dell'inseguimento. Adesso era la pi veloce in assoluto nella corsa, a Zigote,
neppure Nirgal, pur con tutta la sua resistenza, aveva uno sprint come il suo, e i ragazzi risero di
Coyote mentre le andava dietro. Lui stesso era piuttosto veloce per un anziano. Si gir, cambi
agilmente direzione e si lanci contro tutti loro, ringhiando e finendo seppellito sotto il mucchio mentre
gridava: Oh, la mia gamba, oh, questa ve la faccio pagare... voi ragazzi siete gelosi di me perch vi
ruber la vostra ragazza. Oh! Smettetela! Oh!
Quel genere di scherzo metteva Nirgal a disagio, e non piacque neppure a Hiroko. Disse a
Coyote di smetterla, ma lui le rise dietro. Sei tu quella che si  costruita un piccolo campo di incesto
ribatt. Cosa pensi di fare, sterilizzarli? Poi rise della sua espressione incupita. Presto li dovrai dare
in affidamento altrove, ecco cosa dovrai fare. Tanto vale che me ne prenda io qualcuno.
Hiroko ignor le sue parole, e poco tempo dopo lui ripart per un altro viaggio. Quando fu di
nuovo lei a insegnare, Hiroko port tutti i ragazzi ai bagni ed essi entrarono con lei nella vasca,
sedendo nell'acqua bassa, crogiolandosi nella calda acqua fumante, mentre Hiroko parlava. Nirgal era
seduto accanto al corpo nudo e slanciato di Jackie, che conosceva cos bene, inclusi i suoi drammatici
cambiamenti dell'ultimo anno, e scopr che non riusciva a guardarla.
L'anziana madre nuda disse: Sapete come funziona la genetica, ve l'ho insegnato io stessa. E
sapete che molti di voi sono per met fratelli e sorelle, zii e nipoti e cugini, e cos via. Io sono la madre
o la nonna di molti di voi. Per questo non dovreste accoppiarvi e avere figli insieme.  una semplice
legge della genetica.
Per tutte le cose viventi sono piene di viriditas, continu la forza verde il cui disegno si
allarga verso l'esterno. Quindi  normale che vi amiate a vicenda, soprattutto adesso che il vostro corpo
sta sbocciando. Qualsiasi cosa dica Coyote, non c' niente di male in questo, e comunque lui scherza.
Su una cosa per ha ragione: presto incontrerete molte altre persone della vostra et, che con il tempo
diventeranno vostri compagni e cogenitori, pi vicini a voi perfino dei vostri membri di trib, che
conoscete troppo bene per poterli mai amare come amereste un altro. Qui noi siamo tutti pezzi del
vostro io, e il vero amore  sempre per ci che  altro da noi.
Nirgal tenne gli occhi fissi su sua madre, lo sguardo vuoto. Tuttavia, seppe con esattezza
quando Jackie un le gambe, avvert il minimo cambiamento di temperatura nell'acqua che si muoveva
in mezzo a loro, e gli parve che sua madre si sbagliasse quanto ad alcune delle cose che aveva detto.
Anche se conosceva cos bene il corpo di Jackie, tuttavia sotto la maggior parte degli aspetti lei era
distante quanto una qualsiasi stella di fuoco che brillasse nel cielo, lucente e imperiosa.
Lei era la regina della loro piccola banda e poteva schiacciarlo con un solo sguardo, se voleva,
cosa che faceva abbastanza spesso anche se lui aveva studiato i suoi umori per tutta la vita. Quella era
la massima dose di altro' che gli andava di affrontare. E l'amava, sapeva che era cos. Lei per non lo
ricambiava, non nella stessa maniera. Non amava neppure Dao in quel modo, pens, non pi, il che era
un piccolo conforto. Era Peter che Jackie osservava con il medesimo sguardo con cui Nirgal osservava
lei. Peter per era via per la maggior parte del tempo, quindi lei non amava nessuno a Zigote nel modo
in cui Nirgal la amava. Forse per lei era gi come diceva Hiroko, e conosceva semplicemente troppo
bene Dao, Nirgal e gli altri. I suoi fratelli e le sue sorelle, quali che fossero i geni coinvolti.
Poi un giorno il cielo cadde sul serio. Tutta la parte pi alta dello strato di acqua ghiacciata si
stacc dalla CO2 e precipit attraverso la rete, finendo nel lago e su tutta la spiaggia e le dune
circostanti. Per fortuna successe di prima mattina, quando laggi non c'era nessuno, ma i primi schianti
e rimbombi echeggiarono nel villaggio con la sonorit di un'esplosione, per cui tutti si precipitarono
alle finestre e videro accadere la maggior parte del disastro: gigantesche sezioni bianche che cadevano
come bombe o vorticavano come aerei abbattuti prima che l'intera superficie del lago esplodesse e si
riversasse sulle dune. La gente si precipit fuori dalle stanze, e in mezzo a tutto quel chiasso e quel
panico Hiroko e Maya condussero i ragazzi nella scuola, che aveva un discreto sistema di aerazione.
Quando furono passati alcuni minuti e parve che la cupola vera e propria avrebbe retto, Peter, Michel e
Nadia si allontanarono di corsa fra i detriti, aggirando e saltando le infrante piastre bianche nel
costeggiare il lago per raggiungere il Rickover e assicurarsi che fosse intatto. Se cos non era, quella
sarebbe stata una missione letale per loro tre, e tutti avrebbero corso un pericolo mortale. Dalle finestre
della scuola, Nirgal poteva vedere la riva opposta del lago, ingombra di iceberg. L'aria era un vorticare
di gabbiani che stridevano. Le tre figure percorsero lo stretto sentiero appena sotto il bordo della cupola
e scomparvero nel Rickover. Jackie si mordicchi le nocche per la paura. Ben presto per telefono
giunse il rapporto che tutto andava bene: sopra il Rickover, il ghiaccio era trattenuto da una rete a
maglie particolarmente strette, che aveva resistito.
Per il momento, quindi, erano al sicuro. Nel paio di giorni successivi, che tutti trascorsero in
uno spiacevole stato di tensione, un'indagine sulle cause della caduta rivelarono che l'intera massa di
ghiaccio secco sopra di loro si era accasciata lievemente, crepando lo strato di ghiaccio naturale e
facendolo precipitare attraverso la rete. A quanto pareva, la sublimazione sulla superficie della calotta
polare si era accelerata in modo notevole.
Nel corso della settimana successiva gli iceberg nel lago si sciolsero lentamente, ma le lastre
sparse sulle dune rimasero, sciogliendosi con estrema lentezza. Ai giovani non era pi permesso di
andare sulla spiaggia, perch non era chiaro quanto fosse stabile lo strato rimanente di ghiaccio.
La decima notte dopo il crollo tennero una riunione di tutto il villaggio, tutti e duecento, nella
stanza da pranzo. Nirgal si guard intorno, studiando la sua piccola trib. I sensei apparivano
spaventati, i nisei erano pieni di un senso di sfida, gli issei storditi. I vecchi avevano vissuto a Zigote
per quattordici anni marziani, e senza dubbio era difficile per loro ricordare qualsiasi altra vita, mentre
per i bambini questo era impossibile perch non avevano mai conosciuto niente altro.
Era inutile dire che non si sarebbero consegnati al mondo della superficie. Tuttavia la cupola
cominciava a non reggere pi, ed erano un gruppo troppo numeroso per imporre il loro arrivo a uno
qualsiasi degli altri rifugi nascosti. Dividersi avrebbe risolto il problema, ma non era una soluzione
piacevole.
Ci volle un'ora di discussioni per mettere in chiaro tutto questo. Potremmo provare ad andare a
Vishniac sugger Michel.  grande, e ci accoglierebbero bene. Quella era per la casa dei
bogdanoviani, non la loro. Questo fu il messaggio che subito apparve sul volto degli anziani, e d'un
tratto parve a Nirgal che fossero i pi spaventati di tutti.
Potreste spostarvi pi in profondit sotto il ghiaccio sugger. Tutti lo fissarono.
Vuoi dire che dovremmo fondere un'altra cupola precis Hiroko.
Nirgal scroll le spalle. Dopo aver parlato, si era reso conto che l'idea non gli piaceva.
Pi indietro la calotta  pi spessa osserv per Nadia. Passer molto tempo prima che
sublimi abbastanza da crearci problemi, e per allora sar cambiato tutto.
Ci fu un momento di silenzio, poi fu di nuovo Hiroko a parlare.  una buona idea. Possiamo
tenere duro qui mentre scaviamo una nuova cupola e trasferiamo ogni cosa a mano a mano che lo
spazio diventa disponibile. Ci dovrebbero volere alcuni mesi.
Shikata ga nai ribatt Maya, in tono sardonico. Certo che c'erano altre scelte. Lei per
appariva contenta alla prospettiva di un nuovo grande progetto, e cos pure Nadia. Gli altri parevano
sollevati di avere un'alternativa che li tenesse tutti insieme e nascosti. Nirgal si rese di colpo conto che
gli issei avevano un'estrema paura di trovarsi esposti. Se ne chiese il perch, pensando alle citt a cielo
aperto che aveva visitato con Coyote.
Usarono manichette a vapore alimentate dal Rickover per fondere un altro tunnel che portasse
all'hangar, e poi una lunga galleria sotto la calotta polare, fino a dove il ghiaccio era profondo trecento
metri. Laggi procedettero a sublimare una nuova caverna rotonda a cupola, e a scavare il letto poco
profondo del nuovo lago. La maggior parte del gas CO2 venne catturato, congelato alla temperatura
esterna e risigillato; il resto venne trasformato in ossigeno e carbonio, e riposto per uso futuro.
Mentre gli scavi erano in corso, misero a nudo le radici poco profonde dei grandi bamb delle
nevi, li estrassero dal terreno e li trascinarono sul loro tronco pi grosso lungo il tunnel e fino alla
nuova grotta, lasciando foglie lungo tutto il percorso. Smantellarono gli edifici del villaggio e li
trasferirono. I bulldozer e i camion robotizzati lavoravano a tutte le ore del giorno e della notte,
raccogliendo la sabbia malconcia delle vecchie dune per trasportarla nella nuova grotta: in essa c'era
troppa biomassa (incluso Simon) per abbandonarla. In pratica, stavano portando con loro tutto quello
che c'era dentro il guscio della cupola di Zigote. Quando ebbero finito, la vecchia grotta era soltanto
una bolla vuota in fondo alla calotta polare, ghiaccio sabbioso sopra e sabbia ghiacciata sotto, l'aria al
suo interno era soltanto l'atmosfera ambientale marziana, 170 millibar composti prevalentemente di gas
CO2 a 240K. Un sottile veleno.
Un giorno Nirgal torn l con Peter per dare un'occhiata al vecchio posto. Fu sconvolgente
vedere la sola casa che avesse mai avuto ridotta a un simile guscio vuoto, con il ghiaccio tutto crepato,
in alto, e la sabbia rimossa, i buchi delle radici l dove c'era stato il villaggio, aperti come ferite
orribili, il fondo del lago ripulito perfino delle alghe. Appariva un posto piccolo e trasandato, la tana di
un animale disperato. Talpe in un buco, aveva detto Coyote, che si nascondevano dagli avvoltoi.
Andiamocene da qui disse in tono triste Peter. Insieme percorsero il tunnel spoglio e poco illuminato
fino alla nuova cupola, percorrendo la nuova strada che Nadia aveva costruito e che adesso era tutta
sfregiata dai segni degli pneumatici.
Disposero l'interno della nuova cupola con uno schema altrettanto nuovo, con il villaggio
lontano dal portello del tunnel e vicino a una galleria di fuga che si spingeva lontano sotto il ghiaccio,
fino a un'uscita nell'area superiore del Chasma Australe. Le serre erano disposte pi vicino al
perimetro delle luci e le creste delle dune erano pi alte di prima, mentre l'apparecchiatura climatica
era accanto al Rickover. C'erano una quantit di migliorie di quel genere, che impedivano
all'insediamento di essere la copia esatta della loro vecchia casa, e ogni giorno erano talmente
impegnati con il lavoro di costruzione da non avere molto tempo per pensare ai cambiamenti. Le classi
mattutine della scuola erano state annullate fino all'autunno, e adesso i ragazzi venivano solo spostati
da una squadra di lavoro all'altra, assegnati a chi aveva pi bisogno di aiuto in quel particolare giorno.
A volte, l'adulto che sovrintendeva al loro lavoro tentava di trasformarlo in una lezione... Hiroko e
Nadia erano particolarmente abili in questo... ma avevano poco tempo da sprecare e si limitavano ad
aggiungere qualche informazione a istruzioni che erano comunque troppo semplici per aver bisogno di
spiegazioni: usare una brugola per fissare i moduli, spostare i vasi delle piante e quelli delle alghe
dentro le serre, e cos via. Era solo lavoro, erano parte della forza lavoro comune che, anche cos, era
troppo scarsa per il compito da affrontare, nonostante i versatili robot che somigliavano a rover privati
delle parti esterne. E nel correre di qua e di l per lavorare, Nirgal perlopi era felice.
Una volta, per, quando nel lasciare la scuola vide la sala della mensa invece dei grandi
germogli del Nido a Mezzaluna, quella vista lo indusse a fermarsi. Il vecchio mondo familiare era
scomparso per sempre, era cos che funzionava il tempo. Questo gli caus un dolore che gli fece salire
le lacrime agli occhi, e trascorse il resto della giornata stordito e distante, come se fosse sempre stato
uno o due passi indietro rispetto a s stesso, guardando tutto quello che succedeva senza emozione,
distaccato come lo era stato dopo la morte di Simon, esiliato nel mondo bianco, un passo al di fuori di
quello verde. Niente lasciava pensare che sarebbe mai uscito da quello stato di malinconia, e come
poteva sapere se sarebbe accaduto? Tutte quelle giornate della sua infanzia erano svanite insieme a
Zigote, non sarebbero mai tornate, e anche quel giorno sarebbe passato e scomparso, quella cupola si
sarebbe lentamente sublimata fino a schiantarsi su s stessa. Niente durava, quindi a cosa serviva
sforzarsi? Quella domanda lo torturava per ore di fila, privando ogni cosa di sapore e di colore, e
quando Hiroko si accorse di quanto fosse depresso e gli chiese cosa c'era che non andava, lui si limit a
porle direttamente il suo interrogativo. Era quello il vantaggio, con Hiroko: le potevi chiedere qualsiasi
cosa, incluse le domande fondamentali. Perch facciamo tutto questo, Hiroko? Quando poi tutto
diventa comunque bianco?
Lei lo guard, simile a un uccello, il capo reclinato da un lato. Nirgal credette di poter vedere
l'affetto di Hiroko per lui proprio in quella posizione della testa, ma non ne era sicuro; pi cresceva, pi
si accorgeva di riuscire a comprendere Hiroko (come del resto chiunque altro) sempre di meno.
 triste che la vecchia cupola non ci sia pi, vero? rispose lei. Per dobbiamo focalizzarci su
quello che verr. Anche questo  viriditas. Concentrarci non su quello che abbiamo creato ma su quanto
creeremo. La cupola era come un fiore, che appassisce e cade, ma contiene il seme di una nuova pianta,
che cresce e genera altri fiori e altri semi. Il passato  svanito. Pensarci serve solo a renderti
malinconico. Una volta ero una ragazza, in Giappone, sull'isola di Hokkaido! S, ero giovane come te!
E ti posso dire a quanto tempo fa questo risalga. Per noi siamo qui, adesso, tu e io, circondati da
queste piante e da questa gente, e se presti attenzione a tutti loro e a come puoi fare perch aumentino e
prosperino, allora la vita torna nelle cose. Avverti il kami in tutte le cose, e questo  tutto ci di cui hai
bisogno. Questo momento, in s stesso,  l'intera realt in cui viviamo.
E i giorni passati?
Lei scoppi a ridere. Stai crescendo. Ebbene, devi ricordare i tempi passati, di tanto in tanto.
Erano belli, vero? Hai avuto un'infanzia felice, il che  una benedizione. Per anche questi saranno bei
tempi. Prendi questo specifico momento, ora, e chiediti che cosa manca. Allora? Coyote vuole che tu e
Peter lo accompagniate in un altro viaggio, forse dovresti andare, e tornare di nuovo sotto il cielo. Che
ne dici?
Cominciarono cos i preparativi per un altro viaggio con Coyote, mentre continuavano a
lavorare alla nuova Zigote, che era stata ribattezzata informalmente Gamete. Di notte, nella nuova sala
mensa, gli adulti parlavano a lungo della loro situazione. Sax, Vlad e Ursula, fra gli altri, volevano
tornare sulla superficie del mondo. Non potevano svolgere il loro vero lavoro in modo adeguato nei
rifugi nascosti, volevano rientrare nel flusso pi generale della scienza medica, della terraformazione,
della costruzione. Non ci potremo mai travestire avvert Hiroko. Nessuno pu cambiare il proprio
genoma.
Non  il genoma che dovremmo cambiare, ma i documenti ribatt Sax.  quello che ha fatto
Spencer. Ha inserito le sue caratteristiche fisiche in una nuova identit.
E abbiamo alterato il suo volto con la chirurgia estetica aggiunse Vlad.
S, ma  stato un intervento minimo, a causa della nostra et. Nessuno di noi ha lo stesso
aspetto di un tempo. Comunque, se facciamo come lui, potremmo assumere nuove identit.
Spencer  davvero riuscito ad alterare tutti i documenti? chiese Maya.
Sax scroll le spalle.  stato lasciato indietro, al Cairo, e ha avuto la possibilit di accedere ad
alcuni degli archivi ora usati per scopi di sicurezza, ed  stato sufficiente. Mi piacerebbe tentare
qualcosa di simile. Sentiamo cosa ne dice Coyote. Lui non figura da nessuna parte, quindi deve sapere
come  riuscito a farlo.
Si  tenuto nascosto dall'inizio spieg Hiroko.  una cosa diversa.
S, ma potrebbe avere qualche idea.
Ci potremmo semplicemente spostare nel demi-monde, sottoline Nadia e rimanere del tutto
anonimi. Credo che mi piacerebbe provarci.
Maya annu.
Notte dopo notte, continuarono a parlare della cosa. Bene, potrebbe essere necessario qualche
cambiamento nell'aspetto, sapete che Phyllis  tornata,  una cosa che dobbiamo tenere presente.
Non riesco a credere che siano sopravvissuti. Deve avere nove vite.
In ogni caso, siamo apparsi su troppi notiziari. Dobbiamo stare attenti.
Con il lavoro diurno, Gamete venne lentamente ultimato, ma a Nirgal non parve mai del tutto a
posto, non importava quanto cercasse di concentrarsi sulla sua costruzione. Quello non era il suo posto.
Un altro viaggiatore port la notizia che presto Coyote sarebbe arrivato, e Nirgal sent il cuore
accelerare i battiti: tornare sotto il cielo stellato, viaggiare di notte sul rover di Coyote, da un rifugio
all'altro...
Jackie lo fiss attentamente mentre gliene parlava. Quel pomeriggio, dopo che ebbero finito la
giornata di lavoro, lo condusse lungo le alte dune e lo baci. Quando il suo cervello riprese a
funzionare, lui ricambi il bacio, poi presero a baciarsi appassionatamente, stringendosi l'uno all'altra e
alitandosi reciprocamente in faccia il vapore del loro respiro. Si inginocchiarono nella depressione fra
due alte dune, sotto un pallido strato di nebbia sottile, e giacquero insieme in un bozzolo costituito dai
loro piumini, baciandosi e toccandosi mentre si toglievano a vicenda i pantaloni e creavano un piccolo
involucro fatto del loro calore, sbuffando vapore e facendo crepitare la brina sulla sabbia sotto i
piumini. Tutto questo senza una parola, fondendosi in un rovente circuito elettrico in aperta sfida a
Hiroko e a tutto il mondo. Granelli di sabbia splendevano come gemme sotto le ciocche nere dei capelli
di lei, come se contenessero minuscoli fiori di ghiaccio. C'erano glorie dentro ogni cosa.
Quando ebbero finito si sollevarono con cautela per guardare oltre la cresta delle dune e
accertarsi che nessuno venisse da quella parte, poi tornarono al loro nido e si tirarono addosso i vestiti
per stare caldi mentre se ne stavano raggomitolati insieme a baciarsi avidamente e senza fretta. Poi
Jackie gli pungol il petto con un dito. Ora apparteniamo l'uno all'altra disse.
Nirgal riusc solo ad annuire, felice, mentre baciava la lunga linea del suo collo, il volto
affondato nei capelli neri. Adesso mi appartieni aggiunse lei.
Nirgal sperava sinceramente che fosse vero. Era quello che voleva, fin da quando riusciva a
ricordare.
Quella sera, per, nei bagni, Jackie sguazz attraverso la vasca, afferr Dao e lo abbracci,
corpo contro corpo. Poi si ritrasse e fiss Nirgal con un'espressione vacua, gli occhi scuri che erano
come buchi nel suo volto. Nirgal rimase seduto immobile nell'acqua bassa, sentendo il torso che gli si
irrigidiva come per prepararsi a incassare un colpo. Gli facevano ancora male i testicoli per essere
venuto dentro di lei, ed eccola spalmata contro Dao come non aveva fatto da mesi, mentre lo fissava
con occhi da basilisco.
Si sent assalire da una sensazione stranissima, e comprese che quello era un momento
determinante che avrebbe ricordato per tutta la vita, proprio l in quel bagno caldo e confortevole, sotto
lo sguardo da falco della statuaria Maya, che Jackie odiava profondamente, e che adesso stava
studiando con attenzione tutti e tre perch sospettava qualcosa. Quindi era cos che stavano le cose,
Jackie e Nirgal potevano appartenere l'uno all'altra, e lui di certo le apparteneva... ma l'idea di
appartenenza che Jackie aveva era diversa dalla sua. Lo shock di quella consapevolezza gli tolse il
fiato, perch era una sorta di collasso della sua comprensione delle cose. La guard, stupito, ferito, con
la rabbia che cominciava a insorgere, poi lei si strinse ancora di pi a Dao e infine Nirgal comprese: li
aveva collezionati entrambi. S, aveva senso, era una cosa certa. E Reull, Steve e Frantz le erano
altrettanto devoti, anche se forse era soltanto uno strascico del dominio che in passato lei aveva
esercitato sulla piccola banda... o forse no. Forse aveva collezionato tutti loro. E poich adesso Nirgal
era per loro una sorta di straniero, Jackie si sentiva chiaramente pi a suo agio con Dao. Quindi era un
esule nella sua stessa casa e nel cuore della sua amata. Sempre che avesse un cuore!
Non sapeva se una qualsiasi di quelle impressioni fosse vera, e neppure come fare a scoprirlo,
cosa che non era certo di voler fare. Usc dalla vasca e si ritir nella stanza degli uomini, sentendo lo
sguardo di Jackie, e anche quello di Maya, che gli trapassava la schiena.
Si avvicin lentamente allo specchio, sentendosi di nuovo pervadere da quella strana sensazione
di cambiamento epocale. Fiss quel volto nello specchio, a lungo. Si rese conto che non era il centro
dell'universo, e neppure la sua unica consapevolezza, ma una persona come tutte le altre, vista
dall'esterno dagli altri come lui li vedeva quando li guardava. E quello strano Nirgal-nello-specchio era
un affascinante ragazzo dai capelli neri e dagli occhi castani, intenso e interessante, quasi un gemello di
Jackie con le spesse sopracciglia nere e un... uno sguardo particolare. Non voleva sapere niente di tutto
questo, ma sentiva il potere bruciargli sulla punta delle dita e ricord come la gente lo guardava,
comprendendo che poteva rappresentare per Jackie lo stesso pericoloso potere che lei incarnava per
lui... cosa che avrebbe spiegato il suo farsela con Dao, nel tentativo di tenerlo a bada, di mantenere un
equilibrio e di asserire il proprio potere. Di dimostrare che erano un paio ben abbinato... e una coppia.
All'improvviso, la tensione gli abbandon il torso, rabbrivid e poi fece un sorriso in tralice. In effetti
appartenevano l'uno all'altra, ma lui era ancora s stesso.
Fu cos che quando Coyote arriv e gli chiese di accompagnarlo in un altro viaggio, lui
acconsent all'istante, molto grato di quell'opportunit. Il lampo d'ira sul volto di Jackie quando
apprese la notizia fu doloroso a vedersi, ma un'altra parte di Nirgal esult della sua diversit. Della
capacit di sfuggirle, o quantomeno di mettere una certa distanza. Che fossero o meno una coppia, ne
aveva bisogno.
Qualche sera pi tardi lui, Coyote, Peter e Michel si allontanarono dalla grande massa della
calotta polare, addentrandosi su un terreno accidentato, nero sotto la coltre delle stelle.
Nirgal si gir a guardare la luminosa altura bianca con un miscuglio di sentimenti tumultuosi,
fra cui per primeggiava il sollievo. Pareva che laggi avrebbero scavato sempre pi in profondit sotto
il ghiaccio fino a vivere in una cupola sotto il polo sud, mentre il mondo rosso ruotava attraverso il
cosmo, selvaggio fra le stelle. D'un tratto comprese che non avrebbe mai pi vissuto di nuovo sotto la
cupola, che non vi sarebbe pi tornato se non per brevi visite: non era una questione di scelta, ma solo
quello che sarebbe successo. Il suo fato, o destino. Poteva avvertirlo come una roccia rovente posata
sulla mano. D'ora in avanti sarebbe stato senza una casa, a meno che in giorno l'intero pianeta non
diventasse la sua casa, ogni cratere e canyon a lui noto, ogni pianta, roccia o persona... tutto, nel mondo
verde e in quello bianco. Tuttavia (ricordando la tempesta che aveva visto dalla cresta delle Rupi di
Prometeo) quello era un compito tale da occupare parecchie vite. Doveva cominciare a imparare.
...
.
...
Capitolo secondo.
.
L'ambasciatore.
.
Gli asteroidi la cui orbita ellittica si incrocia all'interno dell'orbita di Marte sono chiamati
asteroidi Amor (se invece intersecano l'orbita della Terra vengono chiamati Troiani). Nel 2088,
l'asteroide Amor noto come 2034 B ha attraversato il percorso di Marte a circa diciotto milioni di
chilometri dal pianeta, e un gruppo di veicoli di atterraggio robotizzati provenienti dalla Luna vi ha
attraccato poco dopo. Di forma approssimativamente sferica, 2034 B aveva cinque chilometri di
diametro, con una massa di circa quindici miliardi di tonnellate. Non appena i razzi atterrarono, esso
divent New Clarke.
Ben presto, il cambiamento risult evidente. Alcuni veicoli di atterraggio sprofondarono nella
superficie sabbiosa dell'asteroide e cominciarono a perforarla, a scavare, distruggere, vagliare,
trasportare. Venne attivato un impianto nucleare per la produzione di energia e le barre del
combustibile furono messe in posizione. Altrove, entrarono in funzione i forni, e meccanismi robotizzati
si prepararono a spalare. Su altri veicoli di atterraggio si aprirono gli hangar di carico, e altri robot si
sparpagliarono come ragni sulla superficie, ancorandosi alla roccia irregolare. Gli scavatori si misero
all'opera. La polvere vol nello spazio intorno all'asteroide e ricadde sulla sua superficie o and per
sempre alla deriva. I veicoli si collegarono fra loro con tubi e condutture. La roccia dell'asteroide era
condrite carbonacea, con una buona percentuale di venature e bolle di ghiaccio. Ben presto,
l'assortimento di fabbriche collegate fra loro cominci a produrre una variet di materiali a base di
carbonio, e alcuni composti. Dall'acqua pesante venne ricavato il deuterio. Alcuni componenti
necessari vennero tratti dai composti di carbonio, altri vennero fatti arrivare con un nuovo carico e
uniti a quelli nuovi prodotti dalle fabbriche. Apparvero nuovi robot, perlopi fabbricati su Clarke.
Cos crebbe il numero delle macchine, mentre i computer all'interno dei veicoli di sbarco dirigevano la
creazione di un intero complesso industriale.
Dopo questo, il procedimento fu molto semplice per parecchi anni. La principale fabbrica di
New Clarke produceva un cavo fatto di filamenti nanotubici di carbonio. I nanotubi erano ricavati
dagli atomi di carbonio collegati in catene, in modo che il legame che li teneva uniti fosse il pi forte
che gli umani erano in grado di produrre. I filamenti erano lunghi solo poche decine di metri, ma
venivano ammucchiati in gruppi, con le estremit che si sovrapponevano, poi ciascuno di quei cumuli
veniva ammucchiato a sua volta, fino a ottenere un cavo di nove metri di diametro. Le fabbriche
potevano creare i filamenti e ammucchiarli con una velocit che permetteva loro una produzione
media di quattrocento metri all'ora, dieci chilometri al giorno, ora dopo ora, giorno dopo giorno,
anno dopo anno.
Mentre quel sottile filamento di carbonio si estendeva nello spazio, su un'altra faccia
dell'asteroide i robot erano impegnati a costruire un propulsore di massa, un motore che avrebbe
usato il deuterio ricavato dall'acqua locale per distruggere con il fuoco la roccia sbriciolata
dell'asteroide alla velocit di duecento chilometri al secondo. Intorno all'asteroide, venivano costruiti
anche propulsori pi piccoli e razzi convenzionali che, riforniti di carburante, aspettavano il momento
in cui si sarebbero attivati e avrebbero svolto il compito di jet direzionali. Altre fabbriche producevano
veicoli a ruota lunga, capaci di correre avanti e indietro sul cavo sempre pi lungo, e a mano a mano
che esso continuava a estendersi dal pianeta, vi venivano attaccati piccoli motori a razzo e altri
macchinari.
Il propulsore di massa entr in funzione, e l'asteroide cominci a spostarsi verso una nuova
orbita.
Trascorsero gli anni. La nuova orbita dell'asteroide intersec quella di Marte in modo tale che
esso arriv nel raggio di diecimila chilometri dal pianeta, e il suo assortimento di razzi oper in modo
da far s che la gravit di Marte lo catturasse, ponendolo in un'orbita che era all'inizio fortemente
ellittica. I jet continuarono ad attivarsi a intervalli, fino a regolarizzare l'orbita. E il cavo continu ad
allungarsi. Passarono altri anni.
Poco pi di un decennio dall'atterraggio dei primi veicoli, il cavo raggiunse la lunghezza
approssimativa di trentamila chilometri. La massa dell'asteroide era di circa otto miliardi di
tonnellate, la massa del cavo di circa sette miliardi. L'asteroide era in un'orbita ellittica con un
periapside di circa cinquantamila chilometri. Adesso tutti i razzi e propulsori di massa su New Clarke
e sul cavo stesso entrarono in funzione, alcuni in modo continuativo, i pi a intervalli. In uno degli
hangar di carico era installato uno dei computer pi potenti mai fabbricati, che coordinava i dati dei
sensori e determinava quali razzi dovessero entrare in funzione e quando. Il cavo, che a questo punto
puntava lontano da Marte, cominci a ruotare verso di esso come la lancetta di un delicato orologio.
L'orbita dell'asteroide divenne pi piccola e regolare.
Altri razzi atterrarono su New Clarke per la prima volta dal primo touch-down, e i robot che
trasportavano cominciarono a costruire uno spazioporto. La punta del cavo inizi a scendere verso
Marte. I calcoli del computer raggiunsero una complessit quasi metafisica, e la danza gravitazionale
di asteroide e cavo con il pianeta divenne sempre pi precisa, al suono di una musica che era in
permanente ritardo, per cui mentre il grande cavo si avvicinava sempre pi alla giusta posizione, il suo
moto andava rallentando progressivamente. Se qualcuno avesse potuto vedere quello spettacolo in
tutta la sua portata, esso sarebbe apparso come una grandiosa dimostrazione fisica del paradosso di
Zenone, in cui il corridore arriva pi vicino al traguardo dimezzando le distanze... ma nessuno vide
mai lo spettacolo completo, perch nessuno spettatore possedeva i sensi necessari. Proporzionalmente,
il cavo era molto pi sottile di un capello umano... se fosse stato ridotto al diametro di un capello
sarebbe ancora stato lungo centinaia di chilometri... e di conseguenza erano visibili solo brevi tratti
della sua lunghezza. Forse si potrebbe dire che il computer che lo guidava ne aveva la sensazione pi
completa. Per quanto concerneva gli osservatori sulla superficie di Marte, nella citt di Sheffield, sul
vulcano Monte Pavonis (monte del Pavone), il cavo fece la sua apparizione come un razzo piccolissimo
che scendeva con un sottilissimo cavo guida attaccato a esso, qualcosa come un'esca luminosa e una
sottile canna da pesca con cui un qualche dio pescava a strascico da un universo al di sopra del
nostro. Nella prospettiva che si aveva dal fondo di questo oceano, il cavo vero e proprio segu il cavo
guida dentro il massiccio bunker di cemento a est di Sheffield scendendo con agonizzante lentezza,
finch la maggior parte degli umani smise semplicemente di prestare attenzione a quel segno nero
verticale nella parte superiore dell'atmosfera.
Giunse per il giorno in cui l'estremit del cavo, attivando i jet per mantenere la propria
posizione nonostante il vento teso, si insinu nel buco dentro il tetto del bunker di cemento e si adagi
nel proprio aggancio. Adesso il cavo sotto il punto areosincrono era tirato verso il basso dalla gravit
marziana, mentre la parte al di sopra del punto areosincrono cercava di seguire New Clarke in un volo
centrifugo lontano dal pianeta. I filamenti di carbonio sostennero la tensione, e l'intero apparato prese
a ruotare alla stessa velocit del pianeta, fermandosi sopra Monte Pavonis con una vibrazione
oscillante che gli permise di schivare Deimos, ancora controllato dal computer su New Clarke e dalla
lunga batteria di razzi disposti sul cavo.
C'era di nuovo l'ascensore. Su un lato del cavo le auto salivano dal monte, mentre altre
scendevano da New Clarke, fungendo da contrappeso in modo che l'energia necessaria per entrambe
le operazioni venisse enormemente ridotta. Le astronavi si avvicinarono al nuovo spazioporto di New
Clarke, e ne ripartirono ricevendo l'ausilio della fionda gravitazionale. Di conseguenza, il pozzo
gravitazionale di Marte risultava sostanziosamente mitigato, e tutti i suoi rapporti umani con la Terra
e il resto del sistema solare diventavano assai meno costosi. Era come se fosse stato di nuovo installato
un cordone ombelicale.
Art Randolph era nel bel mezzo di una vita del tutto normale quando lo reclutarono e lo
mandarono su Marte.
La convocazione giunse sotto forma di un fax che usc dal suo telefono, nell'appartamento che
aveva affittato appena un mese prima, dopo che lui e sua moglie avevano deciso per una separazione di
prova. Il fax era breve: Caro Arthur Randolph, William Fort ti invita a partecipare a un seminario
privato. Un aereo lascer l'aeroporto di San Francisco alle 9 a.m., il 22 febbraio 2101.'
Art fiss con stupore quel pezzo di carta. William Fort era il fondatore della Praxis, la
transnazionale che aveva acquisito la sua ditta alcuni anni prima. Fort era molto anziano, e si diceva
che adesso la sua posizione in seno alla transnazionale fosse di emerito qualcosa... un semipensionato.
Tuttavia, teneva ancora seminari privati, che non avevano una buona fama anche se si sapeva ben poco
al riguardo. Si diceva che lui invitasse persone delle societ sussidiarie della transnazionale, che si
riunissero a San Francisco e da l venissero trasportate in un luogo segreto con un jet privato. Nessuno
sapeva cosa succedesse l. Di solito, in seguito le persone che seguivano quei seminari venivano
trasferite, oppure tenevano la bocca chiusa in un modo che induceva a riflettere. Quindi, era un mistero.
Art era sorpreso di essere stato invitato, apprensivo ma fondamentalmente compiaciuto. Prima
dell'acquisizione, lui era stato il cofondatore e il direttore tecnico di una piccola ditta chiamata
Dumpmines, che si occupava di riportare alla luce e vagliare antiche discariche interrate, recuperando
materiali preziosi che erano stati buttati via in un'era pi propensa agli sprechi. Era stata una sorpresa
quando la Praxis li aveva acquisiti, una sorpresa molto piacevole, perch tutti alla Dumpmines erano
passati dall'essere i dipendenti di una piccola ditta al far parte di una delle organizzazioni pi ricche del
mondo, pagati con azioni societarie, con il diritto di votarne la politica aziendale, liberi di usarne tutte
le risorse. Era stato come ottenere il cavalierato.
Di certo Art ne era stato contento, e cos pure sua moglie, anche se lei era anche stata elegiaca
al riguardo. Lei stessa era stata assunta dalla direzione di sintesi della Mitsubishi, e sosteneva che le
grandi transnazionali fossero come un mondo a parte. Adesso che tutti e due lavoravano per compagnie
diverse, era stato inevitabile che si allontanassero l'uno dall'altra ancor pi di quanto non avessero gi
fatto. Nessuno dei due aveva pi bisogno dell'altra per ottenere i trattamenti di longevit, che le
transnazionali fornivano in modo molto pi affidabile del governo. E cos, diceva lei, erano come due
persone su navi diverse che salpassero dalla baia di San Francisco in direzioni differenti. In effetti,
come navi che scomparissero nella notte.
Era parso ad Art che sarebbero potuti riuscire a fare i pendolari fra le due navi, se sua moglie
non fosse stata tanto interessata a uno dei passeggeri presenti sulla sua, un vice-presidente della
Mitsubishi che si occupava dello sviluppo del Pacifico orientale. Art stesso era per rapidamente
rimasto coinvolto nel programma di arbitrato della Praxis, aveva viaggiato di frequente per seguire dei
corsi o arbitrare dispute fra svariate piccole sussidiarie della Praxis coinvolte nel recupero di risorse, e
quando era a San Francisco Sharon era stata di rado a casa. Le loro navi si stavano allontanando fino a
non essere pi a portata di voce, aveva detto. Troppo demoralizzato per contestare quella teoria, lui si
era trasferito poco dopo, su suggerimento di Sharon. Si sarebbe potuto dire che era stato buttato fuori.
Adesso si sfreg la guancia olivastra non rasata mentre rileggeva il fax per la quarta volta. Era
un uomo alto e robusto, ma aveva la tendenza a una postura cadente... rozzo', cos lo aveva definito
sua moglie, anche se la sua segretaria alla Dumpmines sosteneva che era simile a un orso, cosa che lui
preferiva. In effetti, aveva l'aspetto un po' goffo e dinoccolato di un orso, ma anche una rapidit e una
forza sorprendenti. Era stato un fullback, quando frequentava l'Universit di Washington, lento di
piede ma deciso nel seguire una direzione e molto difficile da fermare. L'Orso, lo avevano
soprannominato. Placcalo a tuo rischio e pericolo.
Aveva studiato ingegneria e in seguito aveva lavorato nei giacimenti petroliferi dell'Iran e della
Georgia, escogitando una quantit di innovazioni nell'estrazione di petrolio da argillite estremamente
marginale. Mentre svolgeva quel lavoro, aveva conseguito una laurea specialistica all'universit di
Teheran, poi si era trasferito in California e si era unito a un amico che stava mettendo in piedi una
ditta per la produzione di equipaggiamento per immersioni di profondit da usare nelle perforazioni
petrolifere marine, un'attivit che si stava spostando verso acque sempre pi profonde a mano a mano
che le scorte pi facilmente accessibili si esaurivano. Ancora una volta, Art aveva inventato una
quantit di migliorie nell'attrezzatura per le immersioni e nelle trivelle sottomarine, ma un paio di anni
trascorsi nelle camere di decompressione e sulla piattaforma continentale gli erano bastati, per cui
aveva venduto la sua quota al socio e si era trasferito di nuovo. In rapida successione aveva avviato una
societ per la costruzione di habitat per ambienti freddi, lavorato per una ditta di pannelli solari e
costruito torri di lancio per razzi. Ogni lavoro gli era andato bene, ma con il passare del tempo aveva
scoperto che quello che gli interessava davvero non erano i problemi tecnici, bens quelli umani. Si era
fatto coinvolgere sempre di pi nella gestione dei progetti, poi era passato all'arbitrato: gli piaceva
intervenire nelle discussioni e risolverle con la soddisfazione di tutte le parti interessate. Era un genere
diverso di ingegneria, pi interessante e soddisfacente di quella meccanica, e pi difficile da attuare.
Parecchie delle societ per cui aveva lavorato in quegli anni erano state transnazionali, e si era trovato
coinvolto in arbitrati di comunicazione non solo fra le sue ditte e altre in seno alle transnazionali, ma
anche in dispute lontane che richiedevano l'arbitrato di una terza parte. Ingegneria sociale, cos la
definiva, e la trovava affascinante.
Cos, quando aveva avviato la Dumpmines, aveva tenuto per s la direzione tecnica e aveva
fatto un buon lavoro con i loro Super-Rathje, i giganteschi veicoli robotizzati che effettuavano
l'estrazione e il vaglio nelle discariche, ma si era anche fatto coinvolgere pi che mai nelle dispute dei
lavoratori e cose del genere. Lo sviluppo di quella tendenza nella sua carriera era accelerato dopo
l'acquisizione da parte della Praxis, e nei giorni in cui quel genere di lavoro andava bene lui tornava
sempre a casa con la consapevolezza che avrebbe dovuto fare il giudice o il diplomatico. S...
fondamentalmente era un diplomatico.
Il che rendeva imbarazzante non riuscire a contrattare per dare al suo matrimonio un esito
positivo. Senza dubbio, la rottura con sua moglie era ben nota a Fort, o a chi lo aveva invitato al suo
seminario. Era perfino possibile che avessero piazzato delle microspie nel suo vecchio appartamento e
sentito l'infelice pasticcio che erano stati gli ultimi mesi di vita in comune con Sharon, che non aveva
certo deposto a favore di nessuno dei due. Sussult al pensiero, continuando a sfregarsi la mascella
ispida, poi si diresse verso il bagno e attiv lo scaldabagno portatile. La faccia nello specchio appariva
vagamente sorpresa. Non rasato, cinquantenne, separato, con un lavoro sbagliato per la maggior parte
della vita, aveva appena cominciato a seguire la sua vera vocazione... non era certo il genere di persone
che immaginava ricevessero un fax da William Fort.
Sua moglie, presto ex moglie, lo chiam, e anche lei si mostr incredula. Ci deve essere un
errore dichiar, quando Art la mise al corrente.
Aveva chiamato a proposito di una delle lenti della sua macchina fotografica, che non si
trovava, perch aveva il sospetto che lui l'avesse presa quando si era trasferito. La cercher promise
Art. And all'armadio per guardare nelle due valigie, che non aveva ancora disfatto. Sapeva che la
lente non c'era, ma frug rumorosamente in entrambe lo stesso, perch se avesse solo finto Sharon se
ne sarebbe accorta. Mentre cercava, lei continu a parlare al telefono, con voce che echeggiava
metallica nell'appartamento vuoto. Dimostra quanto sia strano quel Fort. Ti ritroverai in una sorta di
Shangri-La, con lui che usa scatole per fazzolettini di carta come scarpe e parla giapponese, vaglierai i
suoi rifiuti e imparerai a levitare, e non ti rivedr mai pi. L'hai trovata?
No, non c'. Quando si erano separati, avevano diviso le cose che possedevano insieme.
Sharon si era presa il loro appartamento, il centro di intrattenimento, la scrivania elettronica, il leggio,
le macchine fotografiche, le piante, il letto e il resto degli arredi. Art si era preso la padella di teflon.
Non era stato uno dei suoi arbitrati migliori, ma significava che adesso aveva pochissimi posti dove
cercare quella lente.
Sharon era capace di trasformare un singolo sospiro in un'accusa onnicomprensiva. Ti
insegneranno il giapponese e non ti rivedremo pi. Cosa pu volere da te William Fort?
Consulenze matrimoniali? ribatt Art.
Molte delle voci che circolavano sui seminari di Fort risultarono essere vere, cosa che Art trov
stupefacente. Al San Francisco International si imbarc su un grosso e potente jet privato insieme ad
altri sei uomini e donne. Dopo il decollo, i finestrini del jet, che a quanto pareva erano doppiamente
polarizzati, si fecero scuri e la porta della cabina di pilotaggio venne chiusa. Due dei compagni di
viaggio di Art giocarono a orientarsi, e dopo che l'aereo ebbe effettuato parecchie virate a sinistra e a
destra, concordarono che erano avviati in una direzione fra sudest e nord. Tutti e sette si scambiarono
informazioni: erano tutti direttori tecnici o arbitri provenienti dalla vasta rete di ditte della Praxis, ed
erano arrivati a San Francisco da tutto il mondo. Alcuni parevano eccitati di essere stati invitati a un
incontro con il fondatore della Praxis, altri erano apprensivi.
Il volo dur sei ore, e i due che giocavano a orientarsi trascorsero il tempo della discesa a
tracciare il limite esterno del perimetro entro cui si trovavano, un cerchio che abbracciava Juneau, le
Hawaii, Citt del Messico e Detroit anche se, come sottoline Art, quel cerchio sarebbe potuto essere
pi grande... pari forse a met della Terra o anche di pi... se si trovavano su uno dei nuovi jet
aria-spazio. Quando il jet atterr e si ferm, vennero scortati attraverso una rampa di sbarco in
miniatura dentro un grosso furgone dai finestrini anneriti, con una barriera senza finestrino fra loro e il
conducente. Le portiere vennero bloccate dall'esterno.
Il tragitto dur mezz'ora, poi il furgone si ferm e vennero fatti scendere dal conducente, un
uomo anziano che indossava un paio di calzoni corti e una T-shirt che pubblicizzava Bali.
Sbatterono le palpebre nel trovarsi sotto il sole. Non erano a Bali, ma in un piccolo parcheggio
asfaltato circondato da piante di eucalipto, in fondo a una stretta valle costiera. Un oceano o un lago
molto grande si estendeva a ovest, a circa un miglio di distanza, ma se ne vedeva solo un piccolo
spicchio. Un ruscello bagnava la valle e si gettava in una laguna attraversandone la spiaggia. Le pareti
laterali della vallata erano coperte di erba secca sul lato sud, di cactus a nord. I costoni erano di arida
roccia marrone. Baja? azzard uno dei due fissati con l'orientamento. Equador? Australia?
San Luis Obispo disse Art.
Il conducente li guid a piedi lungo una stretta strada di accesso a un piccolo complesso
composto di sette edifici di legno a due piani, annidati fra i pini costieri che crescevano in fondo alla
valle. Due edifici vicino al ruscello erano alloggi, e dopo che ebbero lasciato i bagagli nelle stanze loro
assegnate il conducente li accompagn in una sala da pranzo che si trovava in un altro edificio, dove
una mezza dozzina di camerieri serv loro un pasto semplice a base di insalata e stufato. Poi vennero
riaccompagnati agli alloggi e lasciati a loro stessi.
Si riunirono in una camera centrale, intorno a una stufa a legna. Fuori faceva caldo, e la stufa
non era accesa.
Fort ha centododici anni disse Sam, uno dei due fissati con l'orientamento. E i trattamenti
non hanno sortito effetto sul suo cervello.
Non lo fanno mai comment Max, l'altro patito di orientamento.
Per un po' parlarono di Fort. Tutti loro avevano sentito delle cose sul suo conto, perch quella
di William Fort era una delle storie di grandi successi nella storia della medicina, il Pasteur del loro
secolo, l'uomo che aveva sconfitto il cancro, come affermavano in modo inesatto i tabloid. L'uomo che
aveva sconfitto il comune raffreddore. Aveva fondato la Praxis all'et di ventiquattro anni, per mettere
sul mercato alcune scoperte innovative nel campo degli antivirali, diventando multimiliardario entro il
suo ventisettesimo anno di et. Dopo aveva occupato il suo tempo a espandere la Praxis fino a farne
una delle pi grandi transnazionali del mondo. Ottant'anni ininterrotti di metastatizzazione, per usare le
parole di Sam. Intanto, Fort si era trasformato in una sorta di ultra-Howard Hughes, o almeno cos si
diceva, diventando sempre pi potente finch, come un buco nero, non era scomparso completamente
oltre l'orizzonte degli eventi del suo stesso potere. Spero solo che la cosa non diventi troppo strana
comment Max.
Gli altri partecipanti... Sally, Amy, Elizabeth e George... erano pi ottimisti, ma tutti erano
apprensivi a causa dello strano benvenuto, o meglio della mancanza di un benvenuto, e quando nessuno
venne a trovarli per il resto della serata si ritirarono nelle loro camere con aria preoccupata.
Art dorm bene, come sempre, e all'alba fu svegliato dal verso sommesso di un gufo. Il ruscello
gorgogliava sotto la sua finestra. Era un'alba grigia, e l'aria era piena della nebbia che alimentava i pini
marittimi. Il rumore scandito di un orologio arrivava da un punto imprecisato del complesso.
Si vest e usc. Tutto era bagnato. Pi in gi, su strette e piatte terrazze al di sotto degli edifici
crescevano file di cespi di lattuga e filari di meli, potati e legati a tralicci in modo da sembrare cespugli
a forma di ventagli.
I colori cominciavano a permeare ogni cosa quando Art arriv in fondo alla piccola fattoria, al
di sopra della laguna. L un prato si stendeva come un tappeto sotto una grossa e vecchia quercia. Si
avvicin all'albero, sentendosene attratto, e tocc la ruvida corteccia crepata. Poi sent alcune voci e
vide venire su per un sentiero vicino alla laguna un gruppo di persone in tuta subacquea nera che
avevano sotto il braccio una tavola da surf o un deltaplano ripiegato. Mentre gli passavano accanto
riconobbe i camerieri della sera prima, e anche il loro autista, che lo salut con un cenno nel continuare
su per il sentiero. Art scese fino alla laguna, dove il basso borbottio delle onde risuonava nell'aria
salmastra e gli uccelli nuotavano fra le canne.
Dopo un po' risal il sentiero ed entr nella sala da pranzo del complesso, dove trov l'anziano
personale al lavoro in cucina, intenti a preparare pancake. Dopo che Art e gli altri ebbero fatto
colazione, l'autista li condusse al piano di sopra, in una grande sala riunioni dove sedettero su alcuni
divani disposti a formare un quadrato. Grandi finestre panoramiche su tutte e quattro le pareti
lasciavano entrare in abbondanza la luce del mattino. L'autista sedette su una sedia fra due divani.
Sono William Fort disse. Sono lieto che siate tutti qui.
Esaminato pi attentamente, era un vecchio dall'aria strana. Il suo volto appariva segnato da
cento anni di ansia, ma la sua attuale espressione era serena e distaccata. Uno scimpanz, pens Art,
con un passato da cavia da laboratorio, che ora studia la disciplina Zen. Oppure era semplicemente un
surfista o deltaplanista molto anziano (cosa aveva avuto in mano, esattamente?), segnato dagli
elementi, calvo, con una faccia rotonda e un naso camuso. E adesso li stava esaminando a uno a uno.
Sam e Max, che lo avevano ignorato come conducente e cuoco, apparivano a disagio, ma lui non parve
notarlo. Un indice per misurare quanto il mondo sia pieno di umani e delle loro attivit, disse  la
percentuale di appropriazione del prodotto netto della fotosintesi a base terrestre.
Sam e Max annuirono, come se quello fosse il modo consueto di avviare una riunione.
Posso prendere appunti? chiese Art.
Prego. Fort accenn al tavolino nel centro del quadrato dei divani, che era coperto di carte e
leggii. Pi tardi voglio fare alcuni giochi, perci ci sono leggii e workpad, quello che preferisce.
La maggior parte di loro si era portata dietro il proprio leggio, e ci fu un breve momento di
silenzio mentre si affrettavano a tirarli fuori e avviarli. Intanto Fort si alz in piedi e prese a camminare
in cerchio dietro i divani, completando un giro ogni poche frasi.
Adesso usiamo circa l'ottanta percento del prodotto primario netto di fotosintesi a base
terrestre disse. Probabilmente  impossibile arrivare al cento percento, e la nostra capacit di
fornitura nel lungo periodo  stata valutata essere del trenta percento, quindi siamo notevolmente al di
fuori dei margini, come si suol dire. Stiamo liquidando il nostro capitale naturale come se fosse
un'entrata disponibile, e ci stiamo avvicinando all'esaurimento di alcuni beni primari, come petrolio,
legno, terriccio, metalli, acqua fresca, pesce e animali. Questo rende difficile continuare a portare
avanti l'espansione economica.
Difficile' scrisse Art. Continuare.'
Dobbiamo continuare prosegu Fort, scoccando un'occhiata penetrante ad Art che, con
discrezione, scherm il leggio con un braccio. La continua espansione  uno dei princpi fondamentali
dell'economia, e quindi uno dei fondamenti dell'universo stesso, poich tutto  economia. La fisica 
economia cosmica, la biologia  economia cellulare, gli studi umanistici sono economia sociale, la
psicologia  economia mentale, e cos via.
I suoi ascoltatori annuirono con aria infelice.
Quindi tutto si espande. Questo per non pu avvenire in contraddizione con la legge della
conservazione della materia-energia. Non importa quanto sia efficiente il vostro volume di produzione,
la produzione non pu essere maggiore dell'apporto.
Art scrisse nelle note: Produzione maggiore dell'apporto, tutto  economia, capitale naturale,
molto al di fuori dei margini.'
In risposta a questa situazione, un gruppo qui alla Praxis ha lavorato a quella che chiamiamo
economia del mondo pieno.
Non dovrebbe essere mondo troppo pieno'? chiese Art.
Fort non parve sentirlo. Come ha detto Daly, il capitale creato dall'uomo e il capitale naturale
non sono sostituibili. Questo  ovvio, ma dal momento che molti economisti continuano a sostenere che
lo sono,  un concetto su cui bisogna insistere. In poche parole, non potete scambiare pi segherie con
meno foreste. Se state costruendo una casa, potete modificare il numero di seghe elettriche e di
carpentieri, il che significa che sono sostituibili, ma non la potete costruire con la met del legname,
non importa quante seghe e carpentieri abbiate. Provateci e avrete una casa fatta d'aria. Ed  in questo
che viviamo adesso.
Art scosse il capo e guard la pagina del leggio, che aveva riempito di nuovo. Prima di attivarne
una nuova, lesse le sue note: Risorse e capitale non sostituibile, seghe elettriche carpentieri, legname,
casa d'aria.'
Fort stava guardando fuori dalla finestra occidentale, verso la spiaggia.
Trascorsero alcuni minuti senza che continuasse.
Chiedo scusa disse Sam. Ha parlato di capitale naturale? Fort sussult e si gir a guardarlo.
S.
Credevo che per definizione il capitale fosse creato dall'uomo. Ci  stato insegnato a definirlo
come i mezzi di produzione prodotti.
S. Per in un mondo capitalista, la parola capitale ha assunto altri significati secondari. Per
esempio, la gente parla di capitale umano, che  ci che i lavoratori accumulano mediante l'istruzione e
l'esperienza lavorativa. Il capitale umano differisce da quello classico perch non lo si pu ereditare e
pu soltanto essere affittato, non comprato o venduto.
Se non si considera la schiavit comment Art.
Fort aggrott la fronte. In effetti, il concetto di capitale naturale somiglia alla definizione
tradizionale pi di quello di capitale umano. Pu essere posseduto e lasciato in eredit, diviso in
rinnovabile e non rinnovabile, venduto e non venduto.
Ma se tutto  un capitale di un genere o di un altro, obiett Amy si capisce perch la gente
pensi che un genere sia sostituibile con un altro. Se si migliora il capitale creato dall'uomo per usare
meno capitale naturale, questa non  una sostituzione?
Fort scosse il capo. Questa  efficienza. Il capitale  una quantit di apporto, e l'efficienza  il
rapporto fra produzione e apporto. Non importa quanto sia efficiente il capitale, non pu produrre
qualcosa dal nulla.
Nuove risorse energetiche... sugger Max.
Ma non possiamo creare terriccio dall'elettricit. L'energia da fusione e i macchinari
autoduplicanti ci hanno dato quantit enormi di energia, ma ci servono le scorte di base a cui applicare
quell'energia. Ed  qui che incontriamo un limite per il quale non ci sono possibili sostituzioni.
Fort li fiss tutti, continuando a esibire quella calma da primate che Art aveva notato all'inizio.
Art lanci un'occhiata allo schermo del leggio. Capitale naturale... capitale umano... capitale
tradizionale... energia contro materia... terriccio elettrico... niente sostituti per favore.' Fece una smorfia
e pass a una nuova pagina.
Purtroppo, disse Fort la maggior parte degli economisti continua a lavorare dentro il
modello economico del mondo vuoto.
Il modello del mondo pieno appare ovvio osserv Sally. Si tratta di puro buonsenso. Perch
gli economisti dovrebbero ignorarlo?
Fort scroll le spalle e fece un altro giro silenzioso della stanza. Art sentiva il collo che
cominciava a stancarsi.
Noi comprendiamo il mondo attraverso paradigmi. Il passaggio dall'economia del mondo
vuoto all'economia del mondo pieno  un cambiamento totale di paradigma. Una volta, Max Planck ha
detto che un nuovo paradigma assume il controllo non quando convince i suoi avversari, ma quando
questi, alla fine, muoiono.
E adesso loro non muoiono pi osserv Art.
Fort annu. I trattamenti li tengono in vita. E molti di loro hanno una cattedra universitaria.
Sally parve disgustata. Allora dovranno cambiare opinione, giusto?
Fort la fiss.  quanto proveremo a fare adesso. In teoria, almeno, voglio che inventiate
strategie economiche per un mondo pieno. Questo  il gioco che faccio. Se collegate al tavolo i vostri
leggii posso darvi i dati di inizio.
Si protesero tutti in avanti per collegarsi al tavolo.
Il primo gioco che Fort volle fare prevedeva di calcolare il livello massimo di popolazione
sostenibile. Questo non dipende da presupposti relativi allo stile di vita? chiese Sam.
Avanzeremo tutta una serie di supposizioni.
Fort non scherzava. Passarono da uno scenario in cui ogni acro di terreno arabile della Terra era
coltivato con la massima efficienza ad altri che prevedevano un ritorno a un'economia basata sulla
caccia e sulla raccolta di piante selvatiche. Dall'abbondante consumo universale a diete di sussistenza
universali. I leggii impostavano le condizioni iniziali, poi loro si mettevano al lavoro, con aria annoiata,
o nervosa, o impaziente, o assorta, usando formule fornite dal tavolo o fornendone di personali.
Questo li tenne occupati fino all'ora di pranzo, e poi per tutto il pomeriggio. Art aveva sempre
amato i giochi, e lui ed Amy finirono con notevole anticipo rispetto agli altri. I loro risultati per una
popolazione massima sostentabile variavano da cento milioni (il modello della tigre immortale', cos
lo chiamava Fort) a trenta miliardi (il modello del formicaio')...
 una variazione notevole sottoline Sam.
Fort annu e li adocchi con pazienza.
Se per guardate soltanto i modelli che presuppongono le condizioni pi realistiche, replic
Art di solito si varia fra tre e otto miliardi.
E la popolazione attuale  di circa dodici miliardi comment Fort. Quindi io dico che
abbiamo superato abbondantemente i limiti. Adesso che cosa facciamo al riguardo? Dopotutto,
abbiamo delle ditte da gestire. Gli affari non si fermeranno perch ci sono troppe persone. L'economia
del mondo pieno non  la fine dell'economia,  solo la fine degli affari come si fanno di solito. Voglio
che in questo la Praxis sia all'avanguardia. Allora, c' la bassa marea e voglio uscire in mare. Se volete
unirvi a me siete i benvenuti. Domani faremo un gioco che si chiama Troppo pieno.
Con quelle parole usc dalla stanza e li lasci a loro stessi. Tornarono nelle rispettive camere, e
poi passarono in sala da pranzo perch era quasi ora di cena. Fort non c'era, ma parecchi dei suoi
anziani collaboratori della sera prima erano l. Quella notte si un a loro una folla di giovani uomini e
donne, tutti snelli, vivaci e dall'aria sana. Sembravano i membri di una squadra di corridori o di
nuotatori, e pi della met erano donne. Le sopracciglia di Sam e di Max presero a schizzare in alto e in
basso in un semplice codice Morse che si poteva tradurre in: Ah ah! Ah ah!' Quei giovani li
ignorarono e servirono loro la cena per poi sparire in cucina. Art mangi in fretta, chiedendosi se Sam e
Max avevano ragione nelle loro supposizioni, poi port il piatto in cucina e cominci a dare una mano
a riempire la lavastoviglie. Intanto chiese a una delle giovani donne: Cosa vi conduce qui?
Una sorta di programma di borsa di studio rispose. Si chiamava Joyce. Siamo tutti
apprendisti che sono entrati alla Praxis nell'ultimo anno e siamo stati selezionati per venire qui a
seguire dei corsi.
Per caso oggi avete lavorato alla teoria economica del mondo pieno?
No, abbiamo giocato a pallavolo.
Art torn fuori, desiderando di essere stato selezionato per il loro programma piuttosto che per
il suo. Si chiese se ci fosse una qualche grande piscina riscaldata che si affacciava sull'oceano. Non
sembrava impossibile. L le acque dell'oceano erano fredde, e se tutto era economia, quella piscina
poteva essere vista come un investimento. Manutenzione dell'infrastruttura umana, per cos dire.
Quando tornarono agli alloggi, gli altri ospiti presero a parlare della giornata. Detesto questo
genere di roba disse Sam.
Ma siamo costretti a subirlo replic Max, cupo. Si tratta di unirsi a un culto o perdere il
lavoro.
Gli altri non erano tanto pessimisti. Forse si sente soltanto solo sugger Amy.
O magari ha sempre desiderato essere un insegnante aggiunse Sally.
O forse vuole che la Praxis continui a crescere del dieci percento all'anno, mondo pieno o
meno comment George.
Sam e Max annuirono, ed Elizabeth parve irritata. Magari vuole salvare il mondo! esclam.
Come no! ribatt Sam, mentre Max e George sghignazzavano.
Forse ha piazzato microfoni in questa camera sugger Art, il che tronc la conversazione
come la lama di una ghigliottina.
I giorni che seguirono furono molto simili al primo. Sedevano nella sala conferenze e Fort
girava intorno a loro, parlando per tutta la mattina, a volte in modo coerente, altre no. Una mattina
pass tre ore a parlare del feudalesimo, di come fosse stato la pi chiara espressione politica delle
dinamiche della dominanza dei primati, di come non fosse mai veramente scomparso, di come il
capitalismo transnazionale fosse una forma di feudalesimo in grande, di come l'aristocrazia del mondo
avesse capito come incorporare la crescita capitalistica nella stabilit del modello feudale. Un'altra
mattina parl di una teoria del valore calorico chiamata eco-economia, apparentemente elaborata dai
primi coloni arrivati su Marte. Sam e Max levarono gli occhi al cielo mentre Fort continuava monotono
a parlare delle equazioni di Taneev e di Tokareva, scribacchiando cose illeggibili su una lavagna
nell'angolo.
Quello schema per non dur, perch pochi giorni dopo il loro arrivo giunsero grandi onde dal
Sud e Fort annull gli incontri per passare tutto il suo tempo a fare surf o (risult che faceva entrambe
le cose) a fluttuare al di sopra delle onde in una tuta deltaplanica intera, leggera e con ampie ali, un
deltaplano flessibile che trasformava i giusti movimenti in volo. La maggior parte dei giovani vincitori
della borsa di studio si un a lui nell'aria, librandosi come altrettanti Icaro per poi ridiscendere e planare
morbidamente su cuscini d'aria davanti a ogni onda che si infrangeva, proprio come i pellicani che
avevano inventato quello sport.
Art usc in mare e galleggi per un po' alla meglio su una tavola da bodyboarding, godendo del
contatto con l'acqua, che era fredda, ma non al punto da richiedere una muta. Rimase vicino ai
frangenti su cui Joyce faceva surf e chiacchier con lei a intervalli, scoprendo che gli altri anziani
camerieri erano buoni amici di Fort, veterani dei primi anni dell'ascesa della Praxis. La giovane
borsista li chiamava i Diciotto Immortali. Alcuni di quei Diciotto vivevano l al campo, mentre altri
venivano in visita per una sorta di riunione continuativa, discutendo di problemi, consigliando gli
attuali leader della Praxis sulla politica da seguire, conducendo seminari e corsi di studio, e giocando
con le onde. Quelli che non amavano l'acqua lavoravano nei giardini.
Nel tornare al complesso, Art esamin i giardinieri pi da vicino. Lavoravano con un ritmo che
pareva quasi al rallentatore, parlando fra loro per tutto il tempo. Al momento, il compito principale
pareva la raccolta dei frutti dei tormentati meli a cespuglio.
Poi le onde si placarono e Fort torn a radunare il gruppo di Art. Un giorno l'argomento fu Le
opportunit per le aziende nel mondo pieno', e Art cominci a capire perch lui e i suoi sei compagni
fossero stati scelti per quel seminario: Amy e George lavoravano nel campo della contraccezione, Sam
e Max si occupavano di progettazione industriale, Elizabeth di tecnologia agricola, e lui era esperto in
recupero delle risorse. Erano gi tutti operativi in aziende proprie del mondo pieno, e durante i giochi
pomeridiani si dimostravano piuttosto abili a progettarne di nuove.
Un altro giorno, Fort propose un gioco in cui risolvevano il problema del mondo pieno tornando
al mondo vuoto. Dovevano partire dal presupposto che venisse scatenato un vettore di epidemia che
uccidesse tutti coloro che non avevano ricevuto il trattamento gerontologico. Quali sarebbero stati i pro
e i contro di una cosa del genere?
I membri del gruppo fissarono i leggii, sconcertati. Elizabeth dichiar che non intendeva fare un
gioco che si basava su un presupposto tanto mostruoso.
 un'idea mostruosa convenne Fort. Questo per non la rende impossibile. Sento delle cose,
vedete... conversazioni a certi livelli. Per esempio, ci sono discussioni in corso fra i capi delle grandi
transnazionali. Liti. Si sentono esporre con assoluta seriet ogni sorta di idee, inclusa questa. Poi tutti la
deplorano e si cambia argomento, ma nessuno afferma che siano impossibili dal punto di vista tecnico.
E alcuni paiono pensare che risolverebbe problemi altrimenti insolubili.
Il gruppo riflett sulla cosa con aria contrariata. Art sugger che ci sarebbe stata carenza di
braccianti agricoli.
Fort stava guardando verso l'oceano. Quello  il problema fondamentale di un collasso
osserv, pensoso. Una volta che si comincia  difficile scegliere un punto in cui si pu decidere con
sicurezza di fermarsi. Continuiamo.
Lo fecero, alquanto gi di morale. Giocarono alla Riduzione della Popolazione, e considerata
l'alternativa che avevano appena contemplato, vi si concentrarono sopra con una certa intensit.
Ciascuno, a turno, rivest il suolo di Imperatore del Mondo, come Fort lo definiva, ed espose il suo
piano nei dettagli.
Quando giunse il suo turno, Art disse: Darei a ciascuna persona vivente un certificato che gli
d il diritto di essere genitore di tre quarti di un bambino.
Scoppiarono tutti a ridere, Fort incluso, ma Art insistette. Spieg che in questo modo ogni
coppia di genitori avrebbe avuto diritto a generare un figlio e mezzo. Dopo averne avuto uno,
avrebbero potuto vendere i diritti sull'altra met, o prendere accordi per comprare un'ulteriore met da
un'altra coppia in modo da avere un secondo figlio. I prezzi per i mezzi bambini' sarebbero fluttuati
secondo il classico schema della domanda e dell'offerta. Le conseguenze sociali sarebbero state
positive: la gente che voleva altri figli avrebbe dovuto fare sacrifici per averli, e quanti non ne volevano
avrebbero avuto una fonte di reddito che li avrebbe aiutati a sostentare il loro unico figlio. Una volta
che il livello della popolazione si fosse abbassato a sufficienza, l'Imperatore del Mondo avrebbe potuto
valutare la possibilit di modificare il certificato dando diritto a un bambino per persona, il che avrebbe
avvicinato a uno stato demografico costante. Considerati i trattamenti di longevit, per, era possibile
che il limite dei tre quarti sarebbe durato per molto tempo.
Una volta finito di esporre la sua proposta, Art sollev lo sguardo dai suoi appunti e scopr che
tutti lo fissavano.
Tre quarti di bambino ripet Fort, con un sorriso, e tutti risero nuovamente. Mi piace. Le
risa cessarono. Questo infine stabilirebbe il valore monetario di una vita umana sul mercato aperto.
Finora, il lavoro svolto in quell'area  stato quantomeno approssimativo. Entrate e uscite di tutta la vita
e cose del genere. Sospir e scosse il capo. La verit  che gli economisti elaborano la maggior parte
dei numeri dietro le quinte. Il valore in realt non  un calcolo economico. No, quest'idea mi piace.
Vediamo se ci riesce di valutare quale dovrebbe essere il prezzo di questo mezzo bambino. Sono certo
che ci sarebbero speculazioni, intermediari e un'intera struttura di mercato.
Cos fecero il gioco dei Tre Quarti di Bambino per il resto del pomeriggio, fino ad arrivare al
mercato delle materie prime e alle trame delle soap opera. Quando finirono, Fort li invit a un barbecue
sulla spiaggia.
Tornarono nelle loro stanze, si misero una giacca a vento e scesero il sentiero della vallata nel
chiarore del tramonto. Il sentiero aggirava il lato meridionale della laguna e l sulla spiaggia, sotto una
duna, ardeva un grande fal alimentato da alcuni dei giovani borsisti. Mentre si avvicinavano per
sedersi sulle coperte disposte intorno al fuoco, una dozzina dei Diciotto Immortali plan dal cielo,
correndo sulla sabbia nell'abbassare lentamente le ali per poi togliersi la tuta e allontanarsi dagli occhi i
capelli bagnati mentre parlavano fra loro della forza del vento. Si aiutarono a vicenda a rimuovere le ali
e rimasero l in costume da bagno, tremanti e con la pelle d'oca: deltaplanisti centenari con le braccia
atletiche protese verso il fal, le donne muscolose quanto gli uomini, con un volto altrettanto segnato
da un milione di anni passato a socchiudere gli occhi sotto il sole e a ridere intorno a un fuoco. Art
osserv il modo in cui Fort scherzava con quei vecchi amici, la disinvoltura con cui si asciugavano a
vicenda. La vita segreta dei ricchi e dei famosi! Mangiarono hot dog e bevvero birra. I deltaplanisti
scomparvero dietro una duna e tornarono vestiti in pantaloni e felpa, lieti di sostare ancora un po'
accanto al fuoco mentre si pettinavano a vicenda i capelli bagnati. Era un crepuscolo cupo, e la brezza
serale sulla spiaggia era salmastra e fredda. La grande massa di fiamme arancioni danzava nel vento,
luci e ombre tremolavano sul volto scimmiesco di Fort. Come aveva detto in precedenza Sam, non
dimostrava pi di ottant'anni.
Si venne poi a sedere in mezzo ai suoi sette ospiti, che se ne stavano riuniti in un gruppetto,
fiss i carboni ardenti e riprese a parlare. Le persone dall'altro lato del fal proseguirono con le loro
conversazioni, ma gli ospiti si protesero per sentirlo al di sopra del vento, delle onde e del crepitare del
fuoco, con i leggii in grembo e l'aria un po' persa.
Non si pu costringere la gente a fare le cose disse Fort. Dobbiamo cambiare noi stessi. Poi
la gente pu vedere, e scegliere. In ecologia c' quello che chiamano l'effetto del fondatore. La
popolazione di un'isola viene avviata da un piccolo numero di coloni, quindi ha soltanto una piccola
frazione dei geni della popolazione che la genera. Quello  il primo passo verso la speciazione. Ora, io
credo che abbiamo bisogno di una nuova specie... economicamente parlando, naturalmente. E la Praxis
 l'isola. Il modo in cui la strutturiamo  una sorta di ingegneria dei geni con cui siamo arrivati in essa.
Non abbiamo l'obbligo di attenerci alle regole cos come sono adesso. Possiamo creare una nuova
specie. Una non feudale. Abbiamo la propriet e il potere decisionale collettivi, la politica dell'azione
costruttiva. Lavoriamo duramente per arrivare a uno stato corporativo simile allo Stato urbano che
hanno creato a Bologna. Quella  una sorta di isola democratica comunista, superiore in prestazioni al
capitalismo che la circonda e che sta costruendo un modo migliore di vivere. Credete che quel genere
di democrazia sia possibile? Dobbiamo provare a giocarci, uno di questi pomeriggi.
Come vuole lei comment Sam, cosa che gli frutt un'occhiata penetrante da parte di Fort.
Il mattino successivo era soleggiato e caldo, quindi Fort decise che il tempo era troppo bello per
rimanere al chiuso. Di conseguenza tornarono sulla spiaggia e si sistemarono sotto una grande tenda da
sole presso la fossa del fuoco, fra frigoriferi portatili e amache tese fra i pali della tenda. L'oceano era
di un azzurro cupo e brillante, le onde piccole ma nitide, spesso occupate da surfisti in muta. Seduto su
una delle amache, Fort tenne una conferenza su egoismo e altruismo, traendo i suoi esempi
dall'economia, la sociobiologia e la bioetica. Concluse che, strettamente parlando, l'altruismo non
esisteva, era solo egoismo lungimirante, che riconosceva i costi effettivi del comportamento e si
accertava di pagarli per non incorrere in debiti a lungo termine. In effetti era una solida pratica
economica, se orientata e applicata in modo adeguato. Come cerc di dimostrare mediante i giochi di
altruismo ed egoismo che seguirono, come il Dilemma del Prigioniero o la Tragedia dei Beni Comuni.
Il giorno successivo si riunirono di nuovo sotto la tenda, e dopo un discorso divagante sulla
semplicit volontaria, fecero un gioco che Fort chiamava Marco Aurelio. Art lo trov di suo
gradimento, come fecero anche gli altri, e lo gioc bene. Ogni giorno, per, le annotazioni sul suo
leggio si facevano pi concise. Tutte quelle che prese quel giorno si ridussero a: Consumo... appetito...
bisogni artificiali... bisogni reali... costi reali... letti di paglia! Impatto Ambientale = popolazione x
appetito x efficienza... ai tropici un frigorifero non  un lusso... frigoriferi comunitari... case fredde...
Sir Thomas Moore.'
La sera successiva i seminaristi cenarono da soli e la conversazione durante la cena ebbe toni
stanchi. Suppongo che questo posto sia una sorta di semplicit volontaria osserv Art.
Questo includerebbe i giovani borsisti? chiese Max. Non vedo gli Immortali fare molto con
loro.
Gli piace semplicemente guardarli osserv Sam. Quando sei tanto vecchio...
Mi chiedo per quanto tempo intenda tenerci qui aggiunse Max. Siamo qui da appena una
settimana ed  gi una noia.
A me piace ribatt Elizabeth.  rilassante.
Art scopr di essere d'accordo con lei. Si alzava presto, perch uno dei borsisti annunciava ogni
alba colpendo un blocco di legno con un grosso maglio dello stesso materiale, con intervalli sempre pi
brevi che lo strappavano dal sonno: tock... tock... tock... tock... tock... tock, tock tock toc- toc
toc-toc-to-to-to-t-t-ttttttt. A quel punto, usciva nel mattino grigio e umido, pieno dei richiami degli
uccelli. C'era sempre il mormorio delle onde, come se avesse avuto contro l'orecchio conchiglie
invisibili. Quando percorreva il sentiero che attraversava il giardino trovava sempre qualcuno dei
Diciotto Immortali che chiacchieravano nel lavorare di vanga o con le cesoie per potare, oppure
sedevano sotto la grande quercia a guardare l'oceano. Fort era spesso fra loro. Art poteva passeggiare
per tutta l'ora che precedeva la colazione con la consapevolezza che avrebbe trascorso il resto della
giornata in una stanza calda o su una spiaggia altrettanto calda, parlando e facendo giochi. Era tanto
semplice? Non ne era sicuro. Di certo era rilassante, non aveva mai trascorso un periodo come quello.
Naturalmente, c'era sotto pi di questo. Come Sam e Max continuavano a ricordare a tutti loro,
quello era una sorta di test. Li stavano giudicando. Il vecchio li osservava, e forse lo facevano anche i
Diciotto Immortali e perfino i giovani borsisti, gli apprendisti' che cominciavano ad apparire ad Art
come un potere notevole, giovani di successo che gestivano una notevole quantit delle operazioni
quotidiane del complesso e forse anche della Praxis, perfino ai suoi livelli pi alti, magari
consultandosi con i Diciotto, o forse no. Dopo aver sentito Fort divagare, capiva come si potesse essere
inclini a ignorarlo quando si trattava di questioni pratiche. E a volte le conversazioni intorno alla
lavastoviglie sembravano quelle di fratelli che litigassero riguardo a come occuparsi di genitori
inabili...
In ogni caso, era un test. Una notte, Art si rec in cucina per prendere un bicchiere di latte prima
di andare a letto, e pass accanto a una piccola stanza adiacente la sala da pranzo dove parecchie
persone, vecchie e giovani, stavano guardando una registrazione della loro sessione mattutina con Fort.
Art torn in camera immerso in profonde riflessioni.
Il mattino successivo, nella sala conferenze, Fort gir come al solito intorno alla stanza. Le
nuove opportunit di crescita non risiedono pi nella crescita.
Sam e Max si scambiarono una fugace occhiata.
 a ci che si riduce tutto questo pensiero relativo al mondo pieno. Di conseguenza, dobbiamo
identificare i nuovi mercati di crescita non-crescita, ed entrare in essi. Ricordate che il capitale naturale
pu essere diviso in commerciabile e non commerciabile. Il capitale naturale non commerciabile  il
substrato da cui deriva tutto il capitale commerciabile. Considerata la sua scarsit e i benefici che
fornisce, secondo gli standard della teoria della domanda e dell'offerta avrebbe senso determinarne il
prezzo come infinito. Mi interessa qualsiasi cosa che abbia un prezzo in teoria infinito.  un ovvio
investimento. Essenzialmente, si tratta di un investimento infrastrutturale, ma al livello biofisico pi
basilare. Infrastrutturale, per cos dire, o bioinfrastrutturale. Questo  ci che voglio che la Praxis
cominci a fare. Otteniamo e ricostruiamo qualsiasi bio-infrastruttura che sia stata impoverita dalla
liquidazione.  un investimento a lungo termine, ma i proventi saranno fantastici.
Ma la maggior parte delle bioinfrastrutture non sono di propriet pubblica? chiese Art.
S. Il che significa che  necessario collaborare con i governi coinvolti. Il prodotto lordo annuo
della Praxis  molto superiore a quello della maggior parte delle nazioni. Quello che ci serve  trovare
nazioni con un PNL basso e un brutto INF.
INF? chiese Art.
Indice Nazionale Futuro.  un'alternativa alla misurazione GNP che prende in considerazione
il debito, la stabilit politica, la salute ambientale e altre cose del genere.  utile per fare un controllo
incrociato con il PNL, e contribuisce a identificare Paesi che potrebbero aver bisogno del nostro aiuto.
Li identifichiamo, andiamo da loro e offriamo un massiccio investimento di capitali, oltre a consigli
politici, sicurezza, quello di cui hanno bisogno. In cambio, prendiamo in custodia la loro
bioinfrastruttura e abbiamo accesso alla loro forza lavoro.  un evidente partenariato. Credo che sar la
soluzione del futuro
Noi come entriamo in tutto questo? chiese Sam, accennando al gruppo.
Fort li fiss uno per uno. Intendo assegnare a ciascuno di voi un incarico diverso, e voglio che
la cosa rimanga riservata. Ve ne andrete di qui separatamente, comunque, e in posti diversi. Voi tutti
svolgerete un lavoro diplomatico come intermediari della Praxis, oltre che lavori specifici connessi
all'investimento nella bioinfrastruttura. Vi fornir i dettagli in privato. Adesso pranziamo, poi
incontrer privatamente ciascuno di voi.
Lavoro diplomatico' annot Art sul suo leggio.
Trascorse il pomeriggio gironzolando per i giardini e osservando i gruppetti di meli. A quanto
pareva, non era in testa alla lista degli appuntamenti con Fort. Scroll le spalle. Era una giornata
nuvolosa, e i fiori del giardino apparivano umidi e palpitanti di vita. Sarebbe stata dura tornare al suo
studio sotto la superstrada di San Jose. Si chiese cosa stesse facendo Sharon, se anche solo pensasse a
lui. Senza dubbio, navigava con il suo vicepresidente.
Era quasi il tramonto, e stava per tornare nella sua camera a prepararsi per la cena quando Fort
apparve sul sentiero centrale. Ah, eccola qui comment. Andiamo gi, vicino alla quercia.
Sedettero vicino al grosso tronco. Il sole faceva capolino sotto le basse nubi e tingeva tutto del
colore delle rose. Vive in un posto splendido comment Art.
Fort non parve sentirlo. Fissava le nubi illuminate dal basso che si muovevano sopra di loro.
Dopo qualche minuto di quella contemplazione, disse: Vogliamo che lei acquisisca Marte.
Acquisire Marte ripet Art.
S, nel senso in cui ne ho parlato questa mattina. Questi partenariati nazionali-transnazionali
sono il futuro, non ci sono dubbi. I vecchi rapporti da bandiera d'ombra erano suggestivi, ma bisogna
portare le cose a un altro livello, in modo da avere un maggiore controllo sui nostri investimenti. Lo
abbiamo fatto con lo Sri Lanka e abbiamo avuto un tale successo che adesso le altre transnazionali ci
stanno imitando, reclutando nazioni in difficolt.
Ma Marte non  una nazione.
No, ma  in difficolt. Quando il primo ascensore si  schiantato, la sua economia ne  stata
devastata. Adesso hanno installato un nuovo ascensore, e le cose si stanno sviluppando. Voglio che la
Praxis sia un passo avanti. Naturalmente, anche gli altri grandi investitori sono tutti l, sgomitando per
avere la posizione migliore, e questo pu solo aumentare, adesso che l'ascensore  in funzione.
Chi lo gestisce?
Un consorzio guidato dalla Subarashii.
Questo non  un problema?
Ecco, fornisce loro un vantaggio, ma loro non capiscono Marte. Pensano sia soltanto una
nuova fonte di metalli. Non vedono le possibilit.
Le possibilit per...
Per lo sviluppo! Marte non  soltanto un mondo vuoto, Randolph, in termini economici  un
mondo inesistente. Vedi, la sua bioinfrastruttura deve essere costruita. Voglio dire,  sempre possibile
estrarre i metalli e spostarsi altrove, il che  ci che la Subarashii e gli altri paiono avere in mente, ma
questo significa trattare il pianeta come se non fosse altro che un grosso asteroide. E questo  stupido,
perch il suo valore come base operativa, come pianeta, per cos dire, sorpassa di gran lunga il valore
dei metalli. Tutti i suoi metalli messi insieme ammontano a un totale di circa ventimila miliardi di
dollari, ma il valore di un Marte terraformato si aggirerebbe intorno ai duecentomila miliardi di dollari.
Questo  circa un terzo dell'attuale Valore Mondiale Lordo, e se vuole il mio parere, non stima in modo
adeguato il valore di scarsit. No, Marte  un investimento bioinfrastrutturale, proprio come dicevo.
Esattamente il genere di investimento che la Praxis sta cercando.
Ma, acquisirlo... insistette Art. Voglio dire, di cosa stiamo parlando?
Non di cosa. Di chi.
Chi?
Il sottosuolo.
Il sottosuolo!
Fort gli diede il tempo di pensarci sopra. La televisione, i tabloid e le reti internet erano pieni di
storie sui superstiti del 2061 che vivevano in ripari sotterranei nel selvaggio emisfero meridionale,
guidati da John Boone e Hiroko Ai, scavando ovunque, in contatto con alieni, celebrit defunte, attuali
leader mondiali... Art fiss Fort, uno degli effettivi leader mondiali, sconvolto all'idea improvvisa che
quelle fantasie pellucidariane potessero avere un qualche fondo di verit. Esiste davvero?
Fort annu. Esiste. Deve capire che non sono in contatto diretto con esso, e non so quanto sia
esteso, ma sono certo che alcuni dei primi cento siano ancora vivi. Ha presenti le teorie di Taneec e
Tokareva di cui ho parlato poco dopo il vostro arrivo? Ebbene, quei due, insieme a Ursula Kohl e
all'intera squadra biomedica vivevano tutti nell'Acheron Fin, a nord del Monte Olimpo. Quella
struttura  stata distrutta durante la guerra, ma sul posto non hanno trovato corpi. Circa sei anni fa, ho
fatto mandare dalla Praxis una squadra che ricostruisse la struttura che, una volta ultimata,  stata
chiamata Istituto Acheron, poi l'abbiamo lasciata vuota. Tutto  collegato e pronto a entrare in
funzione, ma l non succede niente, tranne un piccolo convegno annuale sulla loro eco-economia.
L'anno scorso, quando il convegno si  concluso, uno degli incaricati delle pulizie ha trovato alcune
pagine in un fax. Erano commenti su uno degli studi presentati. Non c'era firma, o fonte, ma si trattava
di un lavoro che sono certo essere stato scritto da Taneev o Tokareva, o da qualcuno che ha estrema
familiarit con il loro lavoro. E credo sia stato un modo per lasciarci un piccolo saluto.
Un saluto molto piccolo, pens Art, ma Fort parve leggergli nel pensiero. Ho appena ricevuto
un saluto molto pi grande. Non so chi sia, perch usano un'estrema cautela, ma sono l fuori.
Art deglut a fatica. Se era vero, era una grande notizia. Quindi vuole che io...
Voglio che vada su Marte. L abbiamo in corso un progetto che sar la nostra storia di
copertura, il recupero di una sezione del cavo elevatore precipitato. Mentre se ne occuper, per, io
prender accordi per farle incontrare la persona che mi ha contattato. Lei non dovr fare niente, saranno
loro a compiere la prima mossa e ad avvicinarla. Senta, per, all'inizio non voglio che dica loro
esattamente cosa sta cercando di fare. Voglio che vada a lavorare con loro. Scopra chi sono, quando 
estesa la loro operazione e cosa vogliono. E come possiamo trattare con loro.
Quindi sar una sorta di...
Una sorta di diplomatico.
Stavo per dire, una sorta di spia.
Fort scroll le spalle. Dipende da con chi sta. Questo progetto deve rimanere segreto. Tratto
con una quantit di capi di altre transnazionali, e sono gente spaventata. Quelle che vengono percepite
come minacce all'ordine attuale delle cose vengono in genere attaccate brutalmente. E alcuni di loro
gi pensano che la Praxis sia una minaccia. Quindi per il momento esiste un braccio nascosto della
Praxis, e questa indagine su Marte ne deve fare parte. Perci, se si unir a noi, si unir alla Praxis
nascosta. Crede di poterlo fare?
Non lo so.
Fort rise.  per questo che ho scelto lei per questa missione, Randoplh. Sembra un ingenuo.
Sono un ingenuo, Art fu sul punto di ribattere, e si morse la lingua. Perch io? chiese invece.
Fort lo studi. Quando acquisiamo una nuova societ, ne esaminiamo il personale. Ho letto il
suo fascicolo, e ho pensato che potrebbe avere la stoffa di un diplomatico.
O di una spia.
Sono spesso aspetti diversi dello stesso lavoro.
Art si accigli. Ha installato microspie nel mio appartamento? In quello vecchio?
No. Fort rise di nuovo. Non facciamo cose del genere. I fascicoli delle persone sono
sufficienti.
Art ricord quel riesame a tarda notte della loro sessione. Questo e una sessione qui aggiunse
Fort. Per imparare a conoscerla.
Art riflett. Nessuno dei Diciotto voleva quel lavoro, e forse non lo volevano neppure i borsisti.
Naturalmente, era su Marte, e poi in un mondo invisibile di cui nessuno sapeva niente, forse per
rimanerci per sempre. Alcune persone potevano non trovare attraente quella prospettiva. Ma per
qualcuno senza legami, che forse cercava un nuovo impiego, e magari aveva un potenziale per la
diplomazia...
Quindi tutto ci era risultato essere davvero una sorta di colloquio di lavoro, e per un lavoro che
lui non aveva neppure saputo esistesse. Acquisitore di Marte. Capo dell'Acquisizione Marziana. Talpa
su Marte. Una Spia nella Casa di Ares. Ambasciatore nel Sottosuolo Marziano. Ambasciatore su Marte.
Santo cielo, pens.
Allora, cosa dice?
Lo far rispose Art.
William Fort non perse tempo. Nel momento in cui Art acconsent ad accettare l'incarico su
Marte, la sua vita acceler come un video regolato sull'avanzamento veloce. Quella notte si ritrov
dentro il furgone sigillato, poi su un jet altrettanto sigillato, ma stavolta da solo, e quando risal
barcollando la rampa di sbarco a San Francisco era l'alba.
And nell'ufficio della Dumpmines e fece il giro di amici e conoscenti, ripetendo a tutti che
aveva accettato un lavoro su Marte: il recupero di parte del vecchio cavo elevatore. Era solo una cosa
temporanea, la paga era buona, sarebbe tornato. Quel pomeriggio and a casa e fece i bagagli. Ci
vollero dieci minuti. Poi sost stordito nell'appartamento vuoto. L sui fornelli c'era la padella, unico
segno della sua vita precedente. La prese e la port alle valigie, pensando di potercela infilare e portare
con s, ma poi si ferm davanti a quelle valigie piene e chiuse, torn indietro e sedette sull'unica sedia,
con la padella che gli pendeva dalle mani.
Dopo un po' chiam Sharon, con una vaga speranza di trovare la segreteria telefonica. Lei per
era in casa. Vado su Marte gracchi. Lei non ci volle credere.
Quando infine gli credette, si infuri. Era un abbandono puro e semplice, stava correndo via da
lei. Tu per mi hai gi buttato fuori, cerc di dire Art, ma lei aveva riattaccato. Lasci la padella sul
tavolo e trasport in strada le valigie. Sull'altro marciapiede, un ospedale pubblico che effettuava il
trattamento di longevit era circondato dalla solita folla, persone il cui turno per il trattamento si
supponeva essere prossimo, accampate nel parcheggio per accertarsi che niente andasse storto. Per
legge, il trattamento era garantito a tutti i cittadini statunitensi, ma le liste di attesa per le strutture
pubbliche erano cos lunghe che era un problema riuscire a sopravvivere finch arrivava il proprio
turno. Scuotendo il capo a quella vista, Art segnal a un pedicab di fermarsi.
Trascorse l'ultima settimana sulla Terra in un motel a Cape Canaveral. Fu un lugubre addio,
perch Canaveral era un territorio ristretto, occupato in prevalenza dalla polizia militare e dal personale
di servizio, che aveva un atteggiamento estremamente spiacevole con i compianti defunti', come
chiamavano quanti attendevano di partire. La stravaganza quotidiana dei decolli serviva solo a rendere
tutti apprensivi o risentiti, e in tutti i casi piuttosto assordati. La gente circolava per tutto il pomeriggio
con gli orecchi che fischiavano, ripetendo Cosa? Cosa? Cosa? Per contrastare il problema, la maggior
parte dei locali li turava con dei tappi. Erano l che servivano a uno dei tavoli del ristorante mentre
parlavano con la gente in cucina, poi improvvisamente guardavano verso la rampa, si toglievano i tappi
di tasca, ficcandoseli negli orecchi, e... booom! Ecco che decollava un altro propulsore Novy Energia, a
cui erano assicurate due navette, facendo tremare come gelatina tutto il mondo. I compianti defunti si
precipitavano in strada con le mani sugli orecchi per avere un'altra anteprima della loro sorte, e
fissavano sconvolti la biblica colonna di fumo e il punto di fuoco che descriveva un arco sull'Atlantico.
I locali rimanevano al loro posto, masticando gomma e aspettando che la cosa finisse. L'unica volta che
mostrarono un qualche interesse fu una mattina quando c'era l'alta marea e giunse la notizia che un
gruppo di intrusi non autorizzati aveva raggiunto a nuoto la recinzione e aperto un varco; una volta
dentro, la sicurezza li aveva inseguiti fino all'area di lancio. Si diceva che alcuni di loro fossero rimasti
inceneriti dal decollo, il che fu sufficiente a indurre qualcuno dei locali ad assistervi, come se la
colonna di fumo e il punto di fuoco apparissero in qualche modo diversi.
Poi una domenica mattina giunse il turno di Art. Si svegli e come in sogno indoss la tuta che
gli avevano fornito, e che gli calzava male. Sal sul furgone insieme a un altro uomo che appariva
stordito quanto lui, e insieme vennero portati alla piattaforma di lancio, dove furono identificati tramite
retina, impronte digitali, voce e aspetto fisico. Infine, senza che fossero neppure riusciti a pensare a ci
che tutto questo significava, Art venne scortato in un ascensore e gi per una breve galleria, fino a una
minuscola stanza dove c'erano otto sedie che somigliavano un po' alla poltrona di un dentista, tutte
occupate da persone con gli occhi sgranati. Lo fecero sedere, gli allacciarono le cinture, poi la porta si
chiuse, sotto di lui ci fu un vibrante ruggito e si sent schiacciare, salvo sentirsi senza peso l'istante
successivo. Era in orbita,
Dopo un po', il pilota slacci la cintura e i passeggeri fecero altrettanto, avvicinandosi alle due
piccole finestre per guardare fuori. Lo spazio nero e un mondo azzurro, proprio come nelle fotografie,
ma con la sorprendente alta risoluzione propria della realt. Art fiss l'Africa occidentale e sent una
grande ondata di nausea pervadere ogni cellula del suo essere.
Cominciava appena a ritrovare un accenno di appetito, dopo un eterno intervallo di mal di
spazio che a quanto pareva nel mondo reale era stato di tre giorni, quando una delle navette continue
saett loro accanto dopo aver aggirato Venere e aver frenato in corsa in un'orbita Terra-Luna per il
tempo necessario a permettere a uno dei piccoli traghetti di raggiungerla. In un momento imprecisato
del suo periodo di mal di spazio, Art e gli altri passeggeri si erano trasferiti su uno di quei traghetti, e al
momento giusto esso si lanci all'inseguimento della navetta continua. La sua accelerazione fu ancora
pi violenta di quella del decollo da Cape Canaveral, e quando cess Art barcollava in preda alle
vertigini e a nuovi accessi di nausea. Altra assenza di gravit lo avrebbe ucciso, un pensiero che gli
strapp un gemito, ma per fortuna nella navetta continua c'era un anello che ruotava a una velocit tale
da generare in alcune stanze quella che chiamavano gravit marziana. Ad Art venne assegnato un letto
nel centro sanitario che occupava una di quelle stanze e rimase sempre l. Non riusciva a camminare
bene nella strana leggerezza che caratterizzava la gravit marziana. Saltellava e barcollava nel
muoversi, e dentro si sentiva ancora ammaccato e stordito. Riusc per a evitare ulteriore nausea, di
stretta misura, e di questo fu grato anche se di per s non era una sensazione molto piacevole.
La navetta continua era strana. A causa del suo continuo frenare in volo nell'atmosfera della
Terra, di Venere e di Marte, aveva una forma che ricordava un pesce martello. L'anello di stanze
rotanti si trovava vicino alla parte posteriore della nave, appena prima del centro di propulsione e degli
attracchi per i traghetti. L'anello ruotava, e si camminava con la testa verso la linea centrale della nave
e i piedi che puntavano verso le stelle, sotto il pavimento.
Dopo circa una settimana di viaggio, Art decise di sperimentare di nuovo l'assenza di peso,
perch l'anello rotante era privo di finestre. Si rec in una delle camere di trasferimento per passare
dall'anello alle parti non rotanti della navetta. Esse si trovavano su uno stretto anello che si muoveva
all'unisono con l'anello gravitazionale ma poteva rallentare per allinearsi con il resto della nave, e
avevano l'aspetto di un ascensore da carico con porte su entrambi i lati. Quando entravi in una di quelle
camere e premevi il pulsante giusto, essa decelerava di alcune rotazioni fino a fermarsi, e la porta
opposta si apriva sul resto della nave.
Cos Art fece un tentativo. Quando la camera rallent, cominci a perdere peso e sent la nausea
che saliva all'unisono con il manifestarsi di quel fenomeno. Allorch la porta opposta si apr stava
sudando e si trov in qualche modo lanciato contro il soffitto, facendosi male al polso per bloccare
l'impatto prima di sbattere la testa. Il dolore combatteva contro la nausea, e la nausea stava vincendo.
Gli ci vollero un paio di carambole per arrivare al pannello di controllo e premere il pulsante che gli
avrebbe permesso di riprendere a muoversi e di tornare nell'anello gravitazionale. Quando la porta
opposta si chiuse, si adagi dolcemente sul pavimento e un momento pi tardi ritorn la gravit
marziana. Fu con gratitudine che rimbalz fuori dalla camera senza altri danni se non un polso slogato.
La nausea era una sofferenza molto pi spiacevole, riflett, almeno se paragonata a certi livelli di
dolore. Si sarebbe dovuto accontentare di vedere l'esterno attraverso la tv.
Non sarebbe stato solo, comunque, perch la maggior parte dei passeggeri e tutto l'equipaggio
trascorreva buona parte del suo tempo nell'anello gravitazionale, che era quindi piuttosto affollato,
come un hotel al completo nel quale gli ospiti passassero il loro tempo al ristorante e al bar. Art aveva
visto documentari e letto articoli sulle navette continue, che le facevano apparire come una sorta di
Montecarlo volante, con una popolazione di residenti permanenti costituita dai ricchi annoiati. Una
popolare serie televisiva aveva avuto come set proprio una di quelle navette. Quella su cui viaggiavano,
la Ganesh, per non era cos. Era chiaro che correva ormai da tempo per il sistema solare, sempre a
pieno carico. Gli interni cominciavano a farsi logori, e quando si era costretti a restare nell'anello essa
appariva molto piccola, molto pi dell'impressione che si aveva di questo genere di navi nel guardare
documentari storici sull'Ares. Peraltro, i primi cento avevano vissuto in uno spazio cinque volte pi
grande dell'anello gravitazionale della Ganesh, che trasportava cinquecento passeggeri.
Il volo per durava solo tre mesi, quindi Art si sistem come meglio poteva e prese a guardare
la tv, concentrandosi sui documentari su Marte. Mangiava nella sala da pranzo, decorata per sembrare
quella di uno dei grandi transatlantici degli anni Venti, e gioc un po' nel casin, che invece era
arredato come uno di quelli di Las Vegas degli anni Settanta. Soprattutto, per, dorm e guard la tv, le
due attivit che si fondevano una nell'altra al punto da ispirargli sogni molto lucidi riguardo a Marte,
mentre i documentari assumevano una logica davvero surreale. Vide la famosa registrazione del
dibattito Russel-Clayborne, e quella notte sogn di discutere senza successo con Ann Clayborne che,
proprio come nel video, sembrava la moglie del contadino di American Gothic, solo pi magra e
severa. Anche un altro filmato, registrato da un drone, ebbe un notevole effetto su di lui. Il drone si era
lanciato dal lato di una delle grandi alture Marineris, ed era precipitato per quasi un minuto in caduta
libera prima di sorvolare a bassa quota l'ammasso di roccia e ghiaccio del fondo del canyon. Nelle
settimane successive, Art sogn ripetutamente di precipitare lui stesso, svegliandosi appena prima
dell'impatto. Sembrava che parti del suo subconscio ritenessero che quella di partire era stata una
decisione sbagliata. Allontan quel pensiero con una scrollata di spalle, mangi i suoi pasti e si esercit
a camminare per passare il tempo. Errore o meno che fosse, aveva preso un impegno.
Fort gli aveva dato un sistema di criptaggio e l'istruzione di fare rapporto a intervalli regolari,
ma durante il viaggio scopr di avere ben poco da dire. Doverosamente, invi un rapporto mensile,
dicendo ogni volta la stessa cosa: Siamo in viaggio, tutto pare andare bene.' Non ebbe mai una
risposta.
Poi Marte divenne sempre pi grande, come un'arancia lanciata contro gli schermi tv, e di l a
poco si ritrovarono schiacciati contro i lettini gravitazionali da una frenata estremamente violenta, e poi
schiacciati di nuovo sulle sedie del traghetto. Art per emerse da quelle spaventose decelerazioni come
un veterano e dopo una settimana in orbita, continuando a ruotare, attraccarono infine a New Clarke.
L'asteroide risult avere una gravit minima, appena quanto bastava a tenere la gente aderente al suolo,
e a stare l si aveva l'impressione che Marte fosse sospeso sopra la testa. Il mal di spazio di Art torn. E
lui dovette aspettare due giorni prima di prenotare una corsa sull'ascensore.
Le vetture dell'ascensore risultarono essere come hotel alti e snelli, che trasportavano il loro
carico compatto di umani verso il pianeta a intervalli di cinque giorni, senza gravit di sorta fino
all'ultimo paio di giorni, quando essa si faceva sempre pi forte finch la vettura rallentava e si
adagiava nella struttura di attracco, chiamata l'Incavo, appena a ovest di Sheffield, sul Monte Pavonis,
e la gravit tornava a essere simile a quella che c'era stata nell'anello della Ganesh. Una settimana di
mal di spazio lasci per Art devastato, e quando le porte della vettura si aprirono e vennero guidati in
un ambiente simile al terminal di un aeroporto, lui riusc a stento a camminare, stupito di quanto la
nausea facesse diminuire il desiderio di vivere di una persona. Erano passati quattro mesi esatti dal
giorno in cui aveva ricevuto il fax di William Fort.
Il tragitto dall'Incavo a Sheffield si effettuava mediante una ferrovia sotterranea, ma Art stava
comunque tanto male che non avrebbe notato il panorama neppure se ce ne fosse stato uno. Devastato e
barcollante, percorse sobbalzando in punta di piedi un alto corridoio al seguito di qualcuno della Praxis
e si abbandon con gratitudine sul letto in una piccola stanza. La gravit marziana gli dava una
meravigliosa sensazione di solidit quando era sdraiato, e dopo un po' si addorment.
Allorch si svegli non riusc a ricordare dove si trovava. Si guard intorno nella piccola stanza,
del tutto disorientato, chiedendosi dove fosse andata Sharon e perch la loro camera da letto fosse
diventata tanto piccola. Poi ramment. Era su Marte.
Si sollev a sedere con un gemito. Si sentiva accaldato e tuttavia distaccato dal proprio corpo, e
tutto pulsava leggermente, anche se le luci della stanza sembravano funzionare normalmente. La parete
opposta alla porta era coperta da tendaggi, quindi si alz, si avvicin e li apr con un singolo strattone.
Ehi! grid, balzando indietro, e gli parve di svegliarsi per la seconda volta.
Era come la vista dal finestrino di un aereo. In alto c'erano un infinito spazio aperto e un cielo
del colore di un livido nel quale il sole sembrava un ammasso di lava, e molto pi in basso si stendeva
una pianura rocciosa, piatta e rotonda, situata al centro di un'enorme altura circolare... estremamente
circolare, davvero molto per essere una configurazione naturale. Era difficile valutare quanto fosse
distante il lato opposto dell'altura. Le sue caratteristiche erano perfettamente nitide, ma le strutture sul
bordo opposto apparivano estremamente piccole, tanto che quello che sembrava un osservatorio
sarebbe potuto stare sulla capocchia di uno spillo.
Concluse che quella doveva essere la caldera del Monte Pavonis. Erano atterrati a Sheffield,
quindi non potevano esserci dubbi al riguardo. Di conseguenza, come ricordava dai documentari che
aveva visto, la distanza dall'osservatorio era di sessanta chilometri, e quella dal fondo della caldera era
di cinque. E il tutto era completamente vuoto, roccia intatta e primordiale, roccia vulcanica nuda come
se si fosse raffreddata la settimana prima, senza tracce su di essa lasciate dall'umanit, nessun segno di
terraformazione. Doveva aver avuto quello stesso aspetto agli occhi di John Boone, mezzo secolo
prima. Ed era cos... aliena. E grande. Art aveva guardato dentro la caldera dell'Etna e del Vesuvio,
quando era in vacanza durante la sua permanenza a Teheran, e quei due crateri erano grandi per gli
standard terrestri, ma un migliaio di essi si sarebbe potuto perdere dentro questa cosa, questo buco...
chiuse le tende e si vest lentamente con la bocca che imitava la forma di quella caldera non terrena.
Una cordiale guida assegnatagli dalla Praxis, Adrienne, alta abbastanza da poter essere una
nativa di Marte ma con un forte accento australiano, venne a prenderlo e scort lui e una mezza dozzina
di altri nuovi arrivati in un giro della citt. Le loro stanze risultarono trovarsi al livello pi basso, anche
se non sarebbe rimasto tale a lungo. Ultimamente Sheffield si stava espandendo verso il basso, per
offrire a quante pi stanze possibile la vista sulla caldera che tanto aveva sconcertato Art.
Un ascensore li port su per quasi cinquanta piani e li deposit nell'atrio di un lucido e nuovo
edificio di uffici. Uscirono dalle sue grosse porte girevoli e sbucarono su un ampio viale erboso,
avviandosi su di esso oltre tozzi edifici rivestiti di pietra lucida e con grandi finestre, separati da strette
strade laterali erbose e da un gran numero di cantieri edili, dato che molti edifici erano ancora in vari
stadi di completamento. Sarebbe diventata una bella citt, con case alte in media tre o quattro piani e
che diventavano pi alte a mano a mano che ci si spostava verso sud, lontano dal bordo della caldera,
Le strade verdi erano affollate di gente e un piccolo tram passava di tanto in tanto sulle strette rotaie
incassate nell'erba. C'era una generale aria di animazione ed eccitazione, causata senza dubbio
dall'arrivo del nuovo ascensore. Era una cittadina in rapidissima espansione.
Il primo posto in cui Adrienne li port fu dall'altra parte del viale, sull'orlo della caldera. Guid
i sette nuovi venuti in un rado parco ricurvo, fino alla copertura quasi invisibile che racchiudeva la
citt. Il materiale trasparente era tenuto al suo posto da montanti geodetici altrettanto trasparenti,
ancorati a un muro perimetrale che arrivava all'altezza del petto. La copertura deve essere pi robusta
del solito, quass su Pavonis, spieg loro perch l'atmosfera esterna  ancora estremamente rarefatta.
Sar sempre dieci volte pi rarefatta di quella delle terre basse.
Li guid quindi in una bolla panoramica nella parete di rivestimento, e nel guardare in gi in
mezzo ai loro piedi poterono vedere attraverso il pavimento trasparente della bolla e fino al fondo della
caldera, circa cinque chilometri pi in basso. Gli altri lanciarono esclamazioni di deliziato terrore e Art
sobbalz a disagio sul pavimento trasparente. Cominciava a mettere in prospettiva la larghezza della
caldera. L'orlo settentrionale era lontano pi o meno quando il monte Tamalpais e le colline di Napa lo
erano quando si arrivava all'aeroporto di San Jose. Quella non era una distanza straordinaria. Tuttavia
la profondit sotto di loro lo era, oltre cinque chilometri, o all'incirca cinquemila metri. Un buco
notevole comment Adrienne.
Telescopi a postazione fissa e placche che fornivano delle mappe permisero loro di individuare
la sezione della precedente versione di Sheffield, che giaceva ora sul fondo della caldera. Art si era
sbagliato sul fatto che essa fosse tutta natura intatta e primordiale: un insignificante mucchio di detriti
ai piedi dell'altura, sovrastato da alcuni punti scintillanti, costituiva in effetti le rovine della citt
originale.
Adrienne descrisse con molto entusiasmo la distruzione della citt nel 2061. La caduta del cavo
dell'ascensore aveva, ovviamente, schiacciato i quartieri periferici a est del suo incavo nei primissimi
momenti della caduta, ma poi il cavo si era avvolto tutt'intorno al pianeta, infliggendo un secondo
colpo massiccio alla parte meridionale della citt, che aveva causato il cedimento di una faglia di cui si
ignorava l'esistenza all'interno del bordo di basalto. Circa un terzo dell'abitato si era trovato sul lato
sbagliato di essa ed era precipitato di cinque chilometri, fin sul fondo della caldera. I rimanenti due
terzi erano stati rasi al suolo. Per fortuna, gli occupanti erano stati evacuati quasi tutti nelle quattro ore
fra il distacco di Clarke e il secondo arrivo del cavo, minimizzando cos la perdita di vite umane. Per
Sheffield era stata totalmente distrutta.
Adrienne spieg loro che in seguito, per molti anni, il sito era rimasto abbandonato, una rovina
come lo erano tante altre citt, dopo i disordini del 2061. La maggior parte di quelle cittadine era
rimasta un cumulo di rovine, ma la posizione di Sheffield continuava a essere quella ideale per
l'ancoraggio di un ascensore spaziale, e quando la Subarashii aveva cominciato la costruzione nello
spazio di un nuovo cavo, verso la fine degli anni Ottanta, la riedificazione al suolo l'aveva presto
seguita. Un'accurata indagine dell'area aveva rivelato che non c'erano altre faglie nell'orlo
meridionale, il che aveva giustificato la ricostruzione l sul bordo, nella stessa posizione di prima.
Veicoli da demolizione avevano sgombrato le macerie della vecchia citt, rovesciandone la maggior
parte oltre l'orlo e lasciando soltanto la sezione pi orientale dell'abitato, intorno al vecchio incavo,
come un monumento al disastro... e anche come elemento centrale di una piccola industria turistica, che
aveva chiaramente costituito una parte importante degli introiti cittadini negli anni magri precedenti la
reinstallazione dell'ascensore.
La tappa successiva del giro pianificato da Adrienne li condusse a visitare quel frammento di
storia. Presero un tram fino a una porta nella parete orientale del rivestimento, poi camminarono lungo
un tubo trasparente e fino a un altro rivestimento pi piccolo che ricopriva le rovine, la massa di
cemento del vecchio incavo e l'estremit inferiore del cavo precipitato. Percorsero un sentiero
delimitato da corde che era stato ricavato in mezzo alle rovine, fissando con curiosit le macerie, le
fondamenta e le tubature contorte. Sembravano i risultati di una bomba a saturazione.
Si fermarono sotto l'estremit inferiore del cavo, che Art osserv con interesse professionale. Il
grosso cilindro di filamenti di carbonio neri appariva quasi intatto nonostante la caduta, anche se
bisognava ammettere che questa era la parte che aveva colpito Marte con meno forza. Adrienne spieg
che l'estremit si era incastrata nel grosso bunker di cemento dell'Incavo, poi era stata trascinata per un
paio di chilometri quando il cavo era precipitato lungo il pendio orientale di Pavonis. Quello non era
stato un impatto eccessivo per un materiale studiato per resistere alla tensione prodotta da un asteroide
che oscillava oltre il punto areosincrono. E cos adesso il cavo era l, in attesa di essere raddrizzato e
rimesso al suo posto: cilindrico, alto tre piani, con la sua mole nera incrostata di rotaie d'acciaio, collari
e altre cose del genere. Il riparo ne copriva soltanto un centinaio di metri, poi esso continuava a correre
allo scoperto verso est lungo l'alto pianoro rotondo dell'orlo, fino a scomparire oltre il suo bordo
esterno che formava il loro orizzonte... non potevano vedere niente del pianeta sottostante. Adesso che
si erano allontanati dalla citt, per, potevano vedere meglio che mai che Monte Pavonis era enorme, il
suo solo orlo era una distesa impressionante, una ciambella di terra piatta larga forse trenta chilometri,
dal ripido orlo interno della caldera a quello pi digradante dei fianchi del vulcano. Dalla loro
posizione sopraelevata non potevano vedere niente del resto di Marte, quindi avevano l'impressione di
trovarsi su un alto e circolare mondo ad anello sotto il cielo color lavanda.
A sud rispetto a loro, il nuovo Incavo era come un titanico bunker di cemento, con il nuovo
cavo che si levava da esso come quello di un ascensore privo della cabina, come in una qualche
versione del trucco indiano della corda, sottile, nero e dritto come un filo a piombo che scendesse dal
cielo, visibile solo per un tratto pari all'altezza di un paio di alti grattacieli e... considerate le rovine in
mezzo a cui si trovavano e l'immensit del picco di roccia nuda del vulcano... fragile nell'aspetto come
se si fosse trattato di un singolo filamento nanotubico di carbonio invece di un fascio che ne conteneva
milioni, la pi resistente struttura mai creata. Questo  strano disse Art, sentendosi svuotato e
turbato.
Dopo la visita alle rovine, Adrienne li port in un caff, nella piazza centrale della nuova citt,
dove pranzarono. L si sarebbero potuti trovare nel cuore di un distretto alla moda di una citt
qualsiasi... sarebbe potuta essere Houston, o Tblisi, o Ottawa, in un qualche quartiere dove nuovi lavori
di costruzione indicassero una recente prosperit. Quando tornarono alle loro strade, il sistema di
transito sotterraneo risult altrettanto familiare, e quando ne uscirono i corridoi dell'edificio della
Praxis apparvero come quelli di un elegante hotel. Tutto era assolutamente familiare, al punto che per
Art fu di nuovo uno shock entrare nella sua stanza e guardare fuori dalla finestra, vedendo il panorama
grandioso della caldera. La nuda esistenza di Marte, immenso e roccioso, pareva esercitare su di lui una
sorta di attrazione, come se il vuoto lo risucchiasse attraverso la finestra. In effetti, se quel vetro si
fosse mai rotto, il fuoriuscire della pressione lo avrebbe di certo risucchiato immediatamente nello
spazio. Era un'eventualit improbabile, ma quell'immagine gli diede comunque un brivido spiacevole.
Chiuse le tende.
Dopo di allora le tenne sempre chiuse e svilupp la tendenza a rimanere dal lato opposto della
stanza, lontano dalla finestra. Al mattino si vestiva e usciva in fretta per seguire i seminari di
orientamento tenuti da Adrienne, a cui prendeva parte una ventina di altri nuovi arrivati. Dopo aver
pranzato con alcuni di loro trascorreva il pomeriggio girando per la citt, impegnato a migliorare il suo
modo di camminare. Una notte mand un rapporto in codice a Fort: Sono su Marte, seguo il seminario
di orientamento. Sheffield  una bella citt. La mia stanza offre un notevole panorama.' Non ebbe
risposta.
Con il suo seminario di orientamento, Adrienne li condusse in una quantit di edifici della
Praxis, sia a Sheffield che sull'orlo orientale, per incontrare persone che lavoravano alle operazioni
marziane della transnazionale. La Praxis era molto pi presente su Marte di quanto lo fosse in America.
Durante le sue passeggiate pomeridiane, Art cerc di valutare i punti di forza relativi delle
transnazionali, basandosi sulle piccole placche affisse sugli edifici. Tutte quelle pi grandi erano
presenti: Armscor, Subarashii, Oroco, Mitsubishi, Seven Swedes, Shellaco, Gentine, e cos via, e
ciascuna occupava un complesso di edifici o perfino un intero quartiere della citt. Chiaramente, erano
tutte l a causa del nuovo ascensore, che rendeva di nuovo Sheffield un'importante citt del pianeta.
Stavano riversando denaro in essa, acquistando suddivisioni submarziane e perfino interi quartieri. La
pura e semplice ricchezza delle transnazionali era evidente in tutte le costruzioni e anche, pens, nel
modo in cui la gente si muoveva... c'erano un sacco di persone che sobbalzavano lungo le strade con la
sua stessa goffaggine, uomini d'affari o ingegneri minerari appena arrivati, che si concentravano con
fatica sull'atto di camminare. Essi per erano una netta minoranza a Sheffield, e Art si chiese se fosse
lo stesso ovunque su Marte.
Quanto all'architettura, lo spazio sotto il riparo era scarso, quindi gli edifici completi erano
massicci, spesso cubici, occupavano il loro appezzamento fino al bordo della strada e su, fino al riparo.
Quando tutte le costruzioni fossero state ultimate, ci sarebbe stata soltanto una rete di dieci piazze
triangolari e dei larghi viali, insieme al curvo parco intorno al bordo, a impedire che la citt fosse una
massa continua di tozzi grattacieli con la facciata di pietra lucida nei vari toni del rosso. Era una citt
costruita per gli affari.
E gli pareva che la Praxis si sarebbe accaparrata una buona porzione di quegli affari. La
Subarashii era la principale appaltatrice per l'ascensore, ma la Praxis forniva il software, come aveva
fatto per il primo ascensore, e anche alcune delle vetture, e parte del sistema di sicurezza. Apprese che
tutte quelle assegnazioni erano state stabilite da un comitato chiamato Autorit Transizionale delle
Nazioni Unite, che si supponeva facesse parte dell'ONU ma era controllata dalle transnazionali. E la
Praxis era stata aggressiva quanto tutte le altre con quel comitato. William Fort poteva essere
interessato alla bioinfrastruttura, ma il normale genere di investimento chiaramente non era al di fuori
del campo operativo della Praxis. C'erano sue divisioni che costruivano sistemi di fornitura dell'acqua,
tracciati per i treni, citt nei canyon, generatori eolici e impianti aerotermici. Le ultime due erano
perlopi considerate attivit marginali, in quanto i nuovi collettori solari orbitanti e un impianto a
fusione a Zanthe funzionavano egregiamente, per non parlare della vecchia generazione di reattori
rapidi integrali. Le fonti di energia locali erano per la specialit della Energia dal Basso, sussidiaria
della Praxis, e cos vi si dedicavano lavorando duramente, nell'interno del pianeta. La sussidiaria di
recupero locale della Praxis, l'equivalente della Dumpmines di Art, si chiamava Uroboro, e come la
Energia dal Basso, era piuttosto piccola. In realt, come la gente dell'Uroboro si affrett a riferirgli
quando si incontrarono, una mattina, su tutto Marte non c'era una sola produzione massiccia di rifiuti.
Quasi tutto veniva riciclato o utilizzato per creare suolo coltivabile, per cui la discarica di ogni
insediamento era pi che altro una struttura dove immagazzinare materiali assortiti in attesa di
riutilizzarli. Di conseguenza, la Uroboro si occupava di trovare e raccogliere i rifiuti o i liquami che
erano in qualche modo recalcitranti, tossici, abbandonati o semplicemente scomodi, per poi trovare un
modo di utilizzarli.
Il team della Uroboro di Sheffield occupava un piano del grattacielo che la Praxis aveva in
centro. La compagnia aveva iniziato l'attivit scavando nelle rovine della citt vecchia, prima che
venissero poco cerimoniosamente rovesciate oltre l'orlo del cratere. Un uomo di nome Zafir era a capo
del progetto di recupero del cavo caduto, e insieme a Adrienne lo accompagn alla stazione, dove
presero un treno locale e viaggiarono per un breve tratto lungo l'orlo orientale, fino a una fila di ripari
suburbani. Uno di essi era la fabbrica di lavorazione della Uroboro, chiamata la Bestia, che faceva
apparire al confronto un Super-Rathie come una monovolume, era pi un edificio che un veicolo, e
quasi interamente automatizzata. Un'altra Bestia era gi al lavoro sul cavo, nel Tharsis occidentale, e
Art programm una visita per un'ispezione sul posto. Zafir e un paio di tecnici gli fecero visitare
l'interno del veicolo, terminando il giro in un ampio compartimento al piano pi alto, dove c'erano
alloggi per gli umani che potevano venire a visitare la struttura.
Zafir era entusiasta di quello che la Bestia nel Tharsis occidentale aveva trovato.
Naturalmente, il solo recupero del filamento di carbonio e delle ellissi di gel di diamante ci fornisce
un flusso di entrate di base disse. E ce la stiamo cavando bene con alcune ruditi esotiche che hanno
subto una metamorfosi nell'emisfero finale della caduta. Per quello che interessa sono le molecole
sferiche e allungate di buckmisterfullerene. Temperature e pressioni nel Tharsis occidentale sono
risultate essere simili a quelle usate nel metodo di sintesi dell'arcireattore per creare fullereni, e cos c'
una distesa di cento chilometri, l fuori, dove il carbonio sul lato inferiore del cavo consiste di molecole
sferiche di buckmisterfullerene, perlopi da sessanta ma anche da trenta, e di una variet di
supermolecole rotonde e tubolari di tutte le lunghezze. E alcune delle supermolecole si erano formate
intrappolando altri elementi nella loro gabbia di carbonio. Queste fullerene piene erano utili nella
fabbricazione di materiali compositi, ma risultavano molto costose da creare in laboratorio a causa
delle elevate quantit di energia richieste, per cui erano una piacevole scoperta. Ed  nel vagliare le
varie supermolecole che ci servir la sua cromatografia ionica.
Cos mi  dato di capire rispose Art. Nel corso delle analisi in Georgia aveva lavorato con la
cromatografia ionica, che costituiva la ragione apparente per cui stava per essere inviato nell'interno.
Cos, nei giorni che seguirono Zafir e alcuni tecnici della Bestia lo addestrarono nel manovrarla. Dopo
quelle sessioni andavano insieme a cena in un piccolo ristorante nel rifugio suburbano sull'orlo
orientale. Dopo il tramonto godevano di una splendida vista di Sheffield che, a circa trenta chilometri
lungo la curva del cratere, splendeva nel crepuscolo come una lampada appollaiata su un abisso nero.
Mentre mangiavano e bevevano, la conversazione verteva di rado sul progetto di Art, e nel
rifletterci sopra lui decise che quello era probabilmente un deliberato atto di cortesia da parte dei suoi
colleghi. La Bestia era del tutto automatizzata, e anche se c'erano alcuni problemi da risolvere nel
vaglio delle fullerene piene scoperte di recente, sul posto dovevano avere cromatografi ionici in grado
di svolgere il lavoro, per cui non c'era una ragione evidente per la quale la Praxis potesse aver mandato
Art dalla Terra per fare quel lavoro, e doveva chiaramente esserci sotto qualcosa di pi. Cos, il gruppo
evitava l'argomento per risparmiargli l'imbarazzo di mentire, o di scrollare le spalle impacciato, o di
chiedere esplicitamente di mantenere la cosa riservata.
Una qualsiasi di quelle cose lo avrebbe messo a disagio, per cui apprezzava il loro tatto, che
per rendeva le conversazioni un po' distaccate. Di rado vedeva altri nuovi venuti della Praxis, se non
durante le riunioni di orientamento, e non conosceva nessun altro in citt o sul pianeta, per cui si
sentiva un po' solo mentre i giorni passavano pervasi da una crescente sensazione di disagio, e perfino
di apprensione. Teneva le tende chiuse sul panorama offerto dalla finestra, e mangiava in ristoranti
lontani dall'orlo. Tutto questo cominciava a somigliare un po' troppo alle settimane trascorse sulla
Ganesh, che adesso comprendeva essere state un periodo infelice. A volte, doveva tenere a bada la
sensazione che venire lass fosse stato un errore.
E cos, dopo l'ultima sessione di orientamento, a un pranzo ufficiale nell'edificio della Praxis
bevve pi di quanto fosse sua abitudine, concedendosi anche alcune inalazioni da un alto contenitore di
ossido di diazoto. L'inalazione di droghe ricreative era un'usanza locale, apparentemente molto diffusa
fra gli operai edili marziani, almeno a quanto gli avevano detto, e c'erano perfino piccoli contenitori di
svariati gas in vendita dentro appositi distributori in alcuni bagni pubblici maschili. Di certo, l'ossido di
diazoto aggiungeva un che di effervescente allo champagne, una combinazione piacevole, come
arachidi e birra, o gelato e torta di mele.
Dopo, cammin per le strade di Sheffield sobbalzando in modo irregolare, con lo champagne e
l'ossido di diazoto che avevano una sorta di effetto antigravitazionale che, aggiunto alla bassa gravit
marziana, lo faceva sentire troppo leggero. Tecnicamente, pesava circa quaranta chili, ma mentre
tornava a casa gli pareva che fossero solo cinque. Era molto strano, perfino sgradevole, come
camminare su erba coperta di burro.
Per poco non and a sbattere contro un giovane poco pi alto di lui, un ragazzo dai capelli neri,
snello come un uccello e aggraziato, che fu pronto a schivarlo e poi a sostenerlo appoggiandogli una
mano sulla spalla, il tutto in un singolo movimento fluido.
Il giovane lo guard negli occhi. Sei Arthur Randolph?
S rispose Art, sorpreso. Sono io. Tu chi sei?
Sono quello che ha contattato William Fort replic il giovane.
Art si arrest bruscamente, barcollando per ritrovare l'equilibrio. Il giovane lo mantenne dritto
con una pressione gentile, la mano rovente sul suo braccio, poi lo fiss con uno sguardo diretto e un
sorriso cordiale. Art calcol che dovesse avere circa venticinque anni, o forse meno... un giovane
avvenente con la pelle bruna e folte sopracciglia nere sopra occhi dal taglio leggermente asiatico e
zigomi marcati. Aveva un'espressione intelligente, piena di curiosit e di una sorta di qualit magnetica
difficile da identificare.
Ad Art piacque immediatamente, senza una ragione. Era solo una sensazione. Chiamami Art
disse.
Io sono Nirgal si present il giovane. Andiamo verso il Parco del Belvedere.
Art si avvi con lui lungo il viale erboso e fino al parco sull'orlo, dove passeggiarono sul
sentiero lungo il muro di ancoraggio, con Nirgal che aiutava Art a far fronte alla sua ubriachezza
prendendolo senza remore per un braccio e pilotandolo. La sua stretta aveva una qualit elettrica
penetrante, ed era davvero molto calda, come se il giovane avesse avuto la febbre, anche se non se ne
scorgeva traccia negli occhi scuri.
Perch sei qui? chiese. La sua voce e la sua espressione resero quella domanda qualcosa di
pi di un interessamento superficiale. Art aspett a rispondere, pensandoci sopra.
Per aiutare disse.
Quindi ti unirai a noi?
Di nuovo, il giovane fece capire chiaramente che intendeva qualcosa di diverso, qualcosa di
fondamentale.
S rispose Art. In qualsiasi momento vogliate.
Nirgal sorrise, un rapido sorriso deliziato che riusc a controllare solo in parte. Bene, molto
bene disse quindi. Per io sto facendo questo di mia iniziativa. Capisci? Ci sono persone che non
approverebbero. Quindi voglio che ti insinui in mezzo a noi come per caso. Ti va bene?
Benissimo. Art scosse il capo, confuso. Era comunque quello che avevo intenzione di fare.
Nirgal si ferm vicino alla bolla di osservazione, gli prese la mano e la trattenne. Il suo sguardo,
cos aperto e diretto, era un contatto di un altro genere. Bene. Grazie. Allora continua a fare quello che
stai facendo. Prosegui con il tuo progetto di recupero e verrai prelevato l fuori. Dopo ci incontreremo
ancora.
E si allontan, attraversando il parco in direzione della stazione dei treni, muovendosi con quel
lungo passo aggraziato che pareva tipico di tutti i giovani nativi. Art lo segu con lo sguardo, cercando
di ricordare ogni cosa dell'incontro e di capire cosa lo avesse reso tanto intenso. Stabil che si era
trattato semplicemente dell'espressione sul volto del giovane, che non era soltanto l'intensit naturale
che a volte si scorgeva sui volti giovani, ma qualcosa di pi, una sorta di potere umoristico. Ricord il
sorriso improvviso che era apparso quando lui aveva detto (aveva promesso) che si sarebbe unito a
loro. Sorrise a sua volta.
Quando torn nella sua stanza and dritto alla finestra e apr le tende. Poi si diresse al tavolino
accanto al letto, si sedette, accese il leggio e cerc Nirgal'. Non era elencata nessuna persona con quel
nome. C'era la Valle di Nirgal, fra il Bacino di Argyre e la Valle Marineris, uno dei migliori esempi di
canale scavato dall'acqua in tutto il pianeta, c'era scritto, lungo e sinuoso. La parola in s era il nome
babilonese di Marte.
Torn alla finestra e premette il naso contro il vetro. Guard dritto in basso, nella gola di quella
cosa, nel cuore di roccia del mostro. Le fasce orizzontali delle pareti ricurve, l'ampia pianura rotonda
tanto pi in basso, il bordo nitido dove incontrava il muro circolare... le infinite tonalit di marrone,
ruggine, nero, fulvo, arancione, giallo, rosso... il rosso era ovunque, in tutte le tonalit e le radiazioni.
Assapor tutto questo, per la prima volta senza paura. E mentre guardava nell'enorme cratere, una
nuova sensazione sorse a sostituire la paura, mentre lui rabbrivid e saltellava sul posto in una piccola
danza. Riusciva a tollerare il panorama. Era in grado di gestire la gravit. Aveva incontrato un
marziano, un membro del sottosuolo, un giovane dallo strano carisma, e lo avrebbe rivisto, avrebbe
visto tutti loro... era su Marte.
Qualche giorno pi tardi era sul pendio occidentale del Monte Pavonis, intento a guidare un
piccolo rover gi per la stretta strada che correva parallela a una fascia di roccia vulcanica smossa e
attraversata da quello che sembrava un binario a cremagliera. Aveva mandato un ultimo messaggio in
codice a Fort per riferirgli che si stava mettendo in viaggio, e aveva ricevuto la sola risposta che gli
fosse arrivata finora: Faccia buon viaggio.'
La prima ora del viaggio offriva quella che tutti gli avevano detto sarebbe stata la vista pi
spettacolare: oltrepassare il bordo occidentale della caldera e avviarsi lungo il pendio esterno del vasto
vulcano. Questo succedeva circa sessanta chilometri a ovest di Sheffield. Una volta raggiunto il limite
sudoccidentale del vasto pianoro costituito dall'orlo, quando si era avviato verso valle, un orizzonte era
apparso molto pi sotto e molto lontano, una sbarra caliginosa e leggermente ricurva, come la Terra
vista dal finestrino di un aereo spaziale. Questo aveva senso, dato che l'altezza del picco del Pavonis
rispetto alla sottostante Planitia Amazonis era pi o meno equivalente alla quota a cui sulla Terra
volavano gli aerei spaziali nella fase jet, cio circa ventiseimila metri. Di conseguenza, quello era un
panorama immenso, che ricordava nel modo pi intenso possibile la meravigliosa altezza dei vulcani di
Tharsis. E in quel momento godeva anche della splendida vista del Monte Arsia, il pi meridionale dei
tre vulcani allineati su Tharsis, che spiccava massiccio all'orizzonte, sulla sua sinistra, come un mondo
confinante. E quella che sembrava una nuvola nera, vicino alla lontana linea dell'orizzonte, a
nordovest, poteva benissimo essere il Monte Olimpo! Una vista incredibile!
Cos, quel primo giorno di viaggio fu tutto in discesa, ma il morale di Art rimase alto. Toto,
non c' nessuna possibilit che siamo ancora nel Kansas. Stiamo... stiamo andando a cercare il mago!
Il meraviglioso mago di Marte!
La strada correva parallela alla linea di caduta del cavo, che aveva colpito il lato occidentale di
Tharsis con un tremendo impatto, naturalmente non intenso quanto quello acquisito quando alla fine si
era attorcigliato, ma comunque abbastanza violento da creare le interessanti supermolecole che lui era
stato mandato a esaminare. Tuttavia, la Bestia che era diretto a incontrare aveva gi recuperato quel
tratto di cavo, che era quasi scomparso. La sola cosa che ne rimaneva erano quelle rotaie dall'aria
antiquata, con la terza rotaia a cremagliera che correva in mezzo a esse. La Bestia aveva costruito
quelle rotaie usando il carbonio del cavo, poi aveva usato altre parti del cavo e magnesio attinto dal
terreno per costruire piccoli carrelli minerari a cremagliera autoalimentati che trasportavano il carico
recuperato su per il lato del Pavonis e nelle strutture che la Uroboro aveva a Sheffield. Molto comodo,
pens Art, mentre osservava un piccolo carrello automatico che lo stava oltrepassando nella direzione
opposta, risalendo le rotaie alla volta della citt. Il carrello era nero e tozzo, alimentato da un semplice
motore che si collegava alla cremagliera, ed era pieno di un carico di filamenti nanocubici di carbonio
sovrastati da un grosso diamante rettangolare. Art ne aveva sentito parlare a Sheffield, quindi non
rimase sorpreso di vederlo. I diamanti erano stati recuperati dal rinforzo a doppia ellisse del cavo e quei
blocchi erano in realt meno preziosi dei filamenti di carbonio che ricoprivano... fondamentalmente
erano solo una sorta di elegante portello, ma erano gradevoli a vedersi.
Durante il secondo giorno di viaggio, lasci l'immenso cono del Pavonis e si addentr sul
rigonfiamento di Tharsis vero e proprio. L il terreno era molto pi cosparso di detriti di quanto lo
fosse stato il fianco del vulcano, con una quantit di rocce smosse e crateri meteorici. Quaggi, inoltre,
tutto era ricoperto da uno strato di neve e di sabbia che parevano mescolarsi in parti uguali. Quello era
il pendio occidentale di Tharsis, un'area dove le tempeste che giungevano da ovest scaricavano di
frequente carichi di neve che non si scioglieva mai e continuava, anno dopo anno, ad accumularsi su
quella sottostante. Finora, lo strato consisteva soltanto di neve schiacciata, chiamata firn, ma entro
qualche altro anno di compattamento e stratificazione, gli strati pi bassi si sarebbero trasformati in
ghiaccio e i pendii in ghiacciai.
Al momento essi erano ancora punteggiati da grosse rocce che sporgevano dal firn e dagli anelli
di piccoli crateri che misuravano perlopi meno di un chilometro di diametro e apparivano recenti,
come se fossero stati creati il giorno prima, se non fosse stato per la neve sabbiosa che li riempiva.
Art avvist la Bestia impegnata nel recupero del cavo quando era ancora a parecchi chilometri
di distanza. La sua sommit apparve al di sopra dell'orizzonte occidentale e nell'arco dell'ora
successiva il resto della sua massa entr nel campo visivo. L fuori, su quel vasto pendio vuoto, essa
appariva in qualche modo pi piccola della sua gemella di East Sheffield, almeno finch Art non le si
affianc, perch allora torn a essere chiaro che era grande quanto un isolato di una citt. C'era perfino
un buco quadrato in fondo a uno dei lati che sembrava in tutto e per tutto l'ingresso di un garage. Art
guid il rover in quel buco, cosa estremamente facile perch la Bestia viaggiava a una velocit di tre
chilometri al giorno, e una volta dentro risal la rampa ricurva, seguendo un corto tunnel fino a un
portello. L comunic via radio con l'IA della Bestia: le porte alle spalle del rover si chiusero e un
momento pi tardi pot scendere dalla macchina e raggiungere la porta di un ascensore che lo port
fino al ponte di osservazione.
Non ci mise molto a rendersi conto che la vita dentro la Bestia non era la quintessenza
dell'eccitazione, e dopo aver contattato l'ufficio di Sheffield e aver dato un'occhiata al cromatografo
ionico, nel laboratorio, torn al rover per dare una pi accurata occhiata ai dintorni. Zafir gli aveva
assicurato che era cos che andavano le cose quando si lavorava alla Bestia: i rover erano come pesci
pilota che nuotavano intorno a una grande balena, e anche se dal ponte di osservazione si godeva di un
bel panorama dall'alto, i pi finivano per passare buona parte della giornata guidando in giro per i
dintorni.
Cos, Art lo fece anche lui. La parte di cavo caduto stesa davanti alla Bestia mostrava quanto
l'impatto fosse stato pi violento l che non all'inizio della caduta. L esso era sepolto per circa un terzo
del suo diametro, e il cilindro era appiattito e segnato da lunghe crepe che correvano lungo i fianchi a
rivelare la sua struttura, che consisteva di fasci su fasci di filamenti nanotubici di carbonio, tuttora una
delle sostanze pi resistenti nota alla scienza, anche se a quanto pareva il cavo attuale era ancora pi
robusto.
La Bestia, alta circa quattro volte pi di esso, procedeva a cavalcioni del cavo. Il semicilindro
nero carbonizzato scompariva in un buco sul davanti, da cui giungeva una vibrazione bassa e
borbottante, quasi subsonica. Poi ogni giorno alle due del pomeriggio, sul dietro della Bestia si apriva
una porta che sovrastava le rotaie estruse dalla sua estremit posteriore, e uno di quei carrelli coperti da
un diamante rotolava fuori per allontanarsi verso Pavonis, scintillando sotto il sole. I carrelli
scomparivano oltre l'alto orizzonte orientale (in un'altra depressione' apparente posta fra lui e il
monte) circa dieci minuti dopo essere emersi dalla loro creatrice.
Dopo aver assistito a quella partenza quotidiana, Art faceva un giro sul rover-pesce pilota,
esplorando crateri e grandi massi isolati mentre cercava Nirgal, o meglio lo aspettava. Dopo alcuni
giorni di quella vita, aggiunse l'abitudine di indossare la tuta e di fare ogni pomeriggio una passeggiata
di qualche ora all'esterno, camminando lungo il cavo o accanto al pesce pilota, o magari addentrandosi
nell'area circostante.
Il terreno aveva un aspetto strano non solo a causa della distribuzione uniforme di milioni di
rocce nere, ma perch la dura coltre di firn era stata scolpita in forme fantastiche dai venti che agivano
come una sabbiatrice: costoni, tronconi, depressioni, sporgenze a forma di lacrima dietro ogni roccia
esposta, ecc. Sastrugi, cos erano chiamati. Era divertente camminare in mezzo a quelle stravaganti e
aerodinamiche estrusioni di neve rossiccia.
Continu a farlo, un giorno dopo l'altro, mentre la Bestia procedeva lenta verso ovest. Scopr
che la sommit nuda delle rocce era spesso colorata da minuscole scaglie che erano licheni di un genere
che cresceva in fretta, almeno per un lichene. Art raccolse un paio di campioni di roccia e li port
dentro la Bestia, dove lesse con curiosit le informazioni sui licheni. A quanto pareva erano licheni
criptoendolitici creati con l'ingegneria genetica, e a quell'altitudine vivevano al limite estremo delle
loro possibilit... l'articolo asseriva che usavano oltre il novantotto percento delle loro energie
semplicemente per restare vivi e meno del due percento per la riproduzione. E quello era gi un grosso
miglioramento rispetto alle specie terrestri che avevano funto da modello. Passarono altri giorni, poi
settimane, ma cosa poteva fare? Continu a collezionare licheni. Uno dei criptoendoliti che trov
risult essere, secondo il leggio, la prima specie che era sopravvissuta sulla superficie di Marte,
progettata dai membri dei favolosi primi cento. Spacc alcune rocce per dare un'occhiata pi
approfondita e trov fasce di licheni che crescevano nel loro centimetro di strato esterno: prima una
striscia gialla, proprio sulla superficie, poi una blu appena al di sotto, quindi una verde. Dopo quella
scoperta, si ferm spesso durante le sue passeggiate per inginocchiarsi e accostare la visiera del casco
alle rocce colorate che sporgevano dal firn, osservando con meraviglia quelle scaglie e i loro pallidi ma
intensi colori... giallo, oliva, cachi, verde, verde bosco, nero, grigio in tutte le diverse sfumature.
Un pomeriggio spinse il pesce pilota molto a nord rispetto alla Bestia, poi scese per fare una
passeggiata e raccogliere campioni. Quando torn scopr che il portello laterale del pesce pilota non si
apriva. Cosa diavolo... esclam ad alta voce.
Era passato cos tanto tempo che si era dimenticato che qualcosa del genere poteva succedere.
Ci che era accaduto, a quanto pareva, era una sorta di guasto elettrico. Supponendo che si trattasse
davvero di questo e non... di qualcos'altro. Prov a connettersi con l'intercom della tuta e inser nella
tastiera del portello ogni codice a lui noto, ma non serv a niente. E dal momento che non poteva
entrare, non poteva neppure attivare i sistemi di emergenza. Quanto all'intercom del casco, aveva una
portata molto limitata... quella dell'orizzonte... che laggi, lontano da Pavonis, si era ridotto a quello
ristretto tipico di Marte, appena pochi chilometri in ogni direzione. La Bestia era ancora al di l della
linea dell'orizzonte, e anche se avrebbe potuto raggiungerla a piedi, ci sarebbe stato un tratto del
percorso in cui tanto la Bestia quanto il pesce pilota sarebbero stati nascosti dall'orizzonte, e lui si
sarebbe ritrovato solo, in una tuta e con una scorta d'aria limitata...
D'un tratto il panorama con i suoi sastrugi rossastri assunse un aspetto alieno e minaccioso,
perfino cupo anche sotto l'intensa luce del sole. Al diavolo imprec, riflettendo intensamente.
Dopotutto, era l per essere contattato e prelevato dal sottosuolo, e Nirgal aveva detto che sarebbe
dovuto apparire come un incidente. Naturalmente, non era detto che questo fosse l'incidente in
questione, ma che lo fosse o non lo fosse, cedere al panico non sarebbe stato d'aiuto. Era meglio partire
dal presupposto che fosse un problema effettivo e proseguire da l. Poteva cercare di tornare indietro a
piedi fino alla Bestia, o di trovare un modo di rientrare nel pesce pilota.
Ci stava ancora pensando su, digitando sulla tastiera del portello come un campione di
dattiloscrittura, quando qualcuno gli batt con forza un colpo sulla spalla. Aaah! grid, girandosi di
scatto.
Erano in due, dentro walker dal casco vecchio e graffiato. Attraverso il visore poteva vederli:
una donna con un volto da falco che pareva lo avrebbe morso volentieri, e un uomo di colore, basso e
dal viso sottile, con dreadlock grigi che riempivano i contorni del casco, come quelle cornici per quadri
fatte di corda che a volte si vedevano nei ristoranti nautici.
Era stato l'uomo a battergli sulla spalla. Adesso sollev tre dita, indicando la propria consolle
da polso. Senza dubbio, era la banda di comunicazione intercom che utilizzavano. Art pass su di essa.
Ehi! esclam, sentendosi pi sollevato di quanto sarebbe dovuto essere, considerato che
probabilmente la cosa era stata organizzata da Nirgal e quindi non era mai stato davvero in pericolo.
Pare sia rimasto chiuso fuori dal mio rover. Potete darmi un passaggio?
I due lo fissarono.
L'uomo scoppi in una risata che metteva paura. Benvenuto su Marte disse.
...
.
...
FINE Parte 1.